Si è concluso ieri davanti alla stazione ferroviaria di Susa, dov’era partito due ora prima, il corteo del 30 mila No Tv contro l’alta velocità ferroviaria Torino-Lione.
Ad aprire il lungo serpentone che ha attraversato Susa erano alcuni bimbi dietro lo striscione “I bambini di Bruzolo”, i ragazzi del movimento studentesco, alcuni dei manifestanti o erano già stati anche alla marcia in ricordo delle sette vittime della ThyssenKrupp. Il corteo di protesta è stato organizzato tre anni dopo gli scontri al presidio di Venaus, paese vicino a Susa, e proprio all’indomani dell’annuncio della Unione Europea dei fondi destinati al progetto della Torino-Lione ad alta velocità. Ma la protesta durerà tre giorni, perché in tanti hanno scelto di trascorrere il ponte dell’Immacolata partecipando a una serie di maninfestazioni contro la Tav proprio all’indomani del via libera dell’Unione Europea all’erogazione all’Italia di 1,6 miliardi di euro per sostenere la costruzione di infrastrutture strategiche e delle linee ad alta velocità. Ieri a Susa, domani alle 17 si svolgerà una assemblea popolare dei Comitati No tav e lunedì sarà la volta di un dibattito che effettua un parallelo tra quanto accaduto a Venaus nel 2005 e quanto successo a Genova nel 2001, due episodi che hanno visto duri scontri tra cittadini e forze dell’ordine.
Al dibattito parteciperanno Claudio Novaro, avvocato di parte civile nel processo di Genova per i fatti della scuola Diaz e della caserma di Bolzaneto e l’avvocato Gianluca Vitale, difensore delle parti lese nei processi di Genova e della Valle di Susa.
“Da mesi ormai le dichiarazioni di ministri e politici a favore della nuova linea Torino-Lione sono all’ordine del giorno – si legge nell’appello scritto per convocare la manifestazione – da chi minaccia di invadere la Valle con l’esercito, a chi vuole inviarci a breve le ruspe ‘dialogando’. Oggi manifesteremo a Susa per ribadire la nostra contrarietà a qualunque ipotesi di nuova infrastruttura ferroviaria nei nostri territori e allo sperpero del denaro pubblico in qualunque opera inutile”. Tra l’altro, dopo la tragedia di Rivoli dove un 18enne è morto nel crollo del controsoffitto di una scuola, i No Tav chiedono che i soldi della Ue vengano usati per migliorare la sicurezza nelle scuole italiane.
Fonte: Carta