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Comunicati Stampa | No Tav Genova

Archive for the ‘Comunicati stampa’ Category

Comunicato Stampa - Contro l’uso delle cave della Val Chiaravagna per il Terzo Valico

Martedì, Gennaio 15th, 2013

Alla vigilia del dibattito in Consiglio Comunale circa l’utilizzo delle cave del Monte Gazzo e della Val Chiaravagna per la realizzazione del cosiddetto “Terzo Valico ferroviario”, l’Associazione Amici del Chiaravagna ONLUS ritiene necessario ribadire, oltre alla totale contrarietà verso l’infrastruttura in sè, il pieno dissenso sull’utilizzo delle cave della nostra valle.
Ci preme riaffermare innanzitutto come sia inaccettabile definire recupero ambientale il deposito di smarino nella ex cava “Vecchie Fornaci”: l’intervento cancellerebbe il seppur faticoso processo di rinverdimento naturalmente avviato anni fa con l’abbandono dell’estrazione e pregiudicherebbe l’esistenza stessa del Parco Urbano del Monte Gazzo a causa delle nuove funzioni previste dalla variante al PUC nelle aree limitrofe a quelle delle cave.
Sebbene si spacci questa operazione per un “recupero atteso da decenni”, la sensazione è che invece si stiano trovando scuse per posticipare la chiusura di cave che dovrebbero invece essere messe in sicurezza ben prima: al di là dei luoghi comuni sul rispetto dei tempi di consegna delle cosiddette “grandi opere” italiane, parliamo di un orizzonte temporale troppo lontano per una valle che da oltre un secolo sopporta la servitù delle cave. (more…)

Contro la retorica delle grandi opere. Per il bene pubblico

Venerdì, Settembre 28th, 2012

Gronda e Terzo Valico sono al centro del dibattito della politica istituzionale cittadina che, in modo opportunistico e strumentale, carica l’azione retorica attraverso la stampa e programmi televisivi creati e gestiti ad hoc come quelli trasmessi dall’emittente Primocanale. La retorica satura il “discorso” quotidiano nel tentativo di naturalizzare ciò che invece è ideologico. Una retorica che, sotto la falsa copertura dell’interesse pubblico, si fonda su due parole chiave: sviluppo e lavoro. Un binomio inscindibile sempre presente sulla bocca di qualsiasi politicante di qualsiasi schieramento, e che, soprattutto in una fase di crisi economica, è utilizzato come grimaldello per costringere, il cittadino-suddito ad accettare qualsiasi decisione politica e i lavoratori a cedere sempre più sul terreno dei diritti, sulla sicurezza sul lavoro e sui salari. In realtà, dietro la maschera dell’interesse pubblico, si cela il vero volto di questa politica e cioè l’ideologia della politica capitalistica che indica con le grandi opere, l’unico possibile grado di sviluppo della società: lavoro precario, disoccupazione organica, tagli alle pensioni, taglia alla sanità, tagli alla scuola pubblica, tagli al trasporto pubblico, sovvenzioni statali al capitalismo parassitario, tangenti e appalti gestiti dalla mafia, cementificazioni e scempi ambientali sono gli esiti di questa politica con conseguenze disastrose, come l’alluvione di Genova dello scorso anno. In poche parole: profitti per pochi, costi per tutti. Il Governo Italiano, in accordo con le giunte locali, ha deciso di stanziare enormi risorse economiche per opere inutili e dannose come la Gronda e il Terzo Valico. (more…)

Tra le reazioni alla mozione su Moratoria per Terzo Valico quella dell’assessore regionale Paita e’ la piu’ sorprendente

Mercoledì, Giugno 13th, 2012

Ovviamente si possono avere posizioni differenti sulle due gallerie costruite a tecnologia alta velocita’ – alta capacita’ ferroviaria che collegano Fegino a Tortona (Terzo Valico), ma quella dell’assessore regionale alle infrastrutture Raffaella Paita e’ la piu’ sorprendente.
Parlare di “calcio al futuro” appare un aulico esercizio propagandistico.
Contrapporre alcune opere volute o sopportate dal territorio alla proposta di collegamento Borzoli – linee di valico (non ad alta velocita’ ferroviaria) vuol dire non capire che i primi lotti hanno un importo che supera il miliardo di euro, mentre il collegamento proposto arriva a 500 milioni.
Con piu’ di 5 milardi di euro (una manovra finanziaria) non stanziati e non stanziabili nei prossimi anni, vista anche la crisi finanziaria e i sacrifici che si chiedono ai lavoratori.
Ha senso fare i fori pilota senza che vengano fatte le gallerie?
In ultimo spacciare il collegamento (salatissimo) tra Fegino e Tortona sarebbe la chiave del cambiamento e il collegamento con l’Europa?
Per questi motivi il Terzo Valico ferroviario non riuscira’ ad essere funzionale a un trasferimento modale dalla gomma al ferro e al sistema logistico integrato dell’intero Nord-Ovest del Paese.
Per inoltrare via ferro la quantita’ massima di TEU non si puo’ attendere il completamento del Terzo Valico (sempre che si faccia vuoi per mancanza di fondi vuoi per le proteste popolari che si stanno organizzando) ma bisogna completare il nodo ferroviario con il collegamento Borzoli – linee dei Giovi.

Antonio Bruno
Consigliere Comunale Federazione della Sinistra

Sono un no tav senza se e senza ma e mi girano i……

Giovedì, Febbraio 23rd, 2012

Sono un no tav senza se e senza ma, sono 45 anni – li compio l’8 marzo – che mi batto in ogni sede per i diritti delle persone, degli animali, dell’ambiente. In 45 anni non ho mai tirato una pietra, non ho impugnato un bastone, non so costruire bottiglie molotov, le bombe carta mi fanno paura solo a vederle, non ho mai picchiato nessuno, ne sono mai stato picchiato, denunciato, incriminato, fermato dalle forze dell’ordine, eppure, chi mi conosce lo sa non mi sono mai tirato indietro in questi decenni quando c’era da manifestare o difendere i miei ideali e le mie idee.
Detto cio’ mi girano molto i…. perchè mentre io ero presente all’incontro con il procuratore Caselli, io e altri no tav e sono anche intervenuto senza entrare in polemica con lui ma confrontandomi sulle idee da lui professate nel libro che è venuto a presentare. La stampa cosiddetta indipendente ( che ben mi conosce e che era largamente rappresentata in sala ) si è prestata a dare la notizia , non che un no tav si confrontava con Caselli senza colpo ferire, ma che un gruppo di giovani irrequieti e caciarosi hanno tenuto rumorosamente la piazza riempiendo Caselli di insulti e sfregiando i muri del centro cittadino.
E’ questa la notizia principale?
Non contenti di questa palese disinformazione – ma ognuno è libero di scegliersi le notizie che crede, ci mancherebbe altro – gli stessi organi di stampa hanno dato ampio spazio alle dichiarazioni del presidente del copasir e del capo della polizia circa l’organizzarsi in maniera eversiva di gruppi di anarchici insurrezionalisti no tav. La notizia , priva di alcun riscontro e’ stata pubblicata senza alcuna precisazione e fa il paio con la notizia a suo tempo pubblicata dagli stessi organi di comunicazione circa la ventilata preparazione di sacche di sangue infetto da lanciare sugli agenti da parte dei no global – quindi anche da me e mi vien da ridere – all’epoca del g8.
Ognuno della sua professionalita’ e della sua onestà intellettuale fa quelllo che vuole , a me girano un po’ tanto i…. a vedere come gli organi di comunicazione si siano ridotti in Italia.

Andrea Agostini

Lettera aperta a Marco Doria

Martedì, Dicembre 20th, 2011

Carissimo dottor Doria,

leggiamo su un quotidiano queste sue affermazioni: “…sul tema della gronda serviva una riflessione piu’ approfondita e seria. Ci sono e sono dimostrati problemi di carattere ambientale che non sono stati valutati a dovere. Il Terzo Valico va bene perche’ sono a favore del trasporto su ferro e ritengo un collegamento veloce con Milano…”

Avremmo piacere di spiegarle le nostre considerazioni su queste tematiche:

i poteri soffocanti che, opportunamente, Lei ritiene di contrastare si esprimono in particolar modo sulla gestione delle risorse pubbliche. In particolare la quetione della gronda, al di la del rilevantissimo e pericolosissimo impatto sul sistema idrogeologico e sulla salute dei cittadini(amianto), è un’opera controversa nella sua proposta trasportistica.

Lei avra’ certamente analizzato le risultanze del dibattito pubblico sulla gronda dove è emerso che solo una parte non significativa (20 per cento circa) del traffico verrà assorbito da questo nuovo tratto autostradale e che esistono molte opere, come il rifacimento del nodo di San Benigno che sono condivisi da tutti gli attori e che andrebbero in ogni caso anticipati. Questo non sarà e riflettiamo con preoccupazione sul rapporto costi benefici per un’opera che alla lunga incentiverà il traffico privato.

Il Terzo Valico è invece il primo lotto funzionale della linea ad alta velocità ferroviaria (TAV) che dovrebbe unire Genova a Milano (se fatta per passeggeri) o Genova a Domodossola (se costruita per il transito delle merci). Non stiamo ad approfondire il dato ovvio che su una linea TAV o viaggiano le merci, o i passeggeri, a causa delle elevatissime sollecitazioni che una linea pensata per treni a 300 km/h (passeggeri) o 140 km/h (merci) deve sopportare. Le segnaliamo che buona parte del territorio interessato dagli scavi per il terzo valico è lo stesso che per la Gronda (Val Polcevera) in cui è presente amianto.
Da anni le associaizoni ambientaliste e i No Tav segnalano che gli ammodernamenti ai 5 valichi esistenti tra la Liguria e la Valle Padana potrebbero permettere il transito ad oltre 2 milioni di TEU e l’ammodernamento della linea per Milano potrebbe abbassare il tempo di percorrenza a circa un’ora.

In attesa di poterci confrontare con Lei su questi ed altri temi legati al futuro della nostra città, le auguriamo buon lavoro.

Rita Lavaggi
Giuseppe Gonella
Forum Per La Sinistra Europea Genova

Dichiarazione di voto contrario al Piano Urbanistico Comunale di Genova del consigliere Antonio Bruno

Martedì, Dicembre 20th, 2011

Non sono stati accettati gli emendamenti che volevano eliminare dal Puc genovese le grandi opere (gronda e terzo valico) e il gassificatore, proponendo alternative viabilistiche emerse dal dibatitto pubblico (come il nodo di S. Benigno che addirittura viene posticipato rispetto alla costruzione della gronda) e un diverso approccio al ciclo dei rifiuti basato su riciclo e riuso.

Non sono stati accettati gli emendamenti che, partendo dai recenti tragici fatti alluvionali del 4 novembre 2011, proponevano la diminuzione del territorio impermeabilizzato del comune di Genova.

Non sono stati accettati gli emendamenti che proponevano la diminuzione degli indici in molte zone di concertazione, pegno da pagare all’opportuno blocco del cemento in collina.

Non sono stati accolti gli emendamenti che proponevano di eliminare la mancanza di indici in alcune aree, demandati a un successivo accordo di programma, in balia dei “poteri forti”.

Non sono stati accolti gli emendamenti che proponevano una chiara definizione dell’allontanamento del porto petroli di Multedo.

Non sono stati accolti gli emendamenti che proponevano di togliere la strada di S. Ilario e i parcheggi privati in Valletta San Nicola.

Non e’ stato accolto l’emendamento che proponeva spazi verdi nella caserma Gavoglio - Lagaccio

E’ comprensibile a tutti come sara’ il mio voto.

Ma voglio rimarcare la “ingratitudine” delle associazioni dei costruttori che, a differenza di comitati di cittadini e associazioni intervenuti in modo scoordinato e complessivamente confuso, hanno portato pochi punti concreti, sono riuscite a far passare misure di flessibilita’ maggiori ma, immediatamente dopo, hanno criticato, insaziabili la Giunta Vincenzi di non averli assecondati troppo.

Regionali veloci, regionali locali, regionali metropolitani: per le ferrovie regionali è venuto il momento di riprogettare l’offerta di TPL

Martedì, Dicembre 20th, 2011

Prima hanno soppresso i regionali veloci (o interregionali), poi ci hanno obbligato a pagare di più per salire sugli IC, ora ci tolgono le fermate e trasformano tutti gli IC in Frecce (banche, rosse, argento, ecc.). La soluzione? Progettare un mix di regionali in grado di soddisfare le reali esigenze dell’utenza, senza necessità di pagare dei sovrapprezzi. (more…)

Terzo Valico, una truffa ai cittadini

Martedì, Novembre 15th, 2011

Venerdì 11-11-11, vergognoso atto del governo Governo, oramai dimissionario, che ha siglato con Ferrovie e COCIV (54% Impregilo, 20% Tecnimont, 21% Condotte e 5% Civ) il contratto per i lavori del Terzo Valico con una disponibilità iniziale di 430 milioni di euro a fronte di un costo complessivo di 6 miliardi e 200 milioni di euro…

Terzo Valico: Il saccheggio prima della ritirata

Lunedì, Novembre 14th, 2011

Le forze di occupazione, prima di ritirarsi dal Governo italiano, hanno dato via libera al saccheggio e in questi ultimi due giorni sono state effettuate nomine a destra e a manca per gratificare se stessi, la vasta clientela e i tangentatori.
È di poche ore fa, inoltre, la notizia che Governo, Ferrovie e COCIV (54% Impregilo, 20% Tecnimont, 21% Condotte e 5% Civ) hanno siglato oggi 11 novembre, San Martino, giorno in cui il Governo dovrebbe traslocare, il contratto per i lavori del Terzo Valico, con una disponibilità iniziale di 430 milioni di euro.
Che schifo! E probabilmente la cosa verrà accettata come normale.
Un’altra cattedrale nel deserto che secondo le valutazioni del Governo (sei mesi fa) costava 6 miliardi e 200 milioni e poi chissà quanto. Tanto i costi saranno tutti a carico dei cittadini italiani che pagano le tasse e avrà ripercussioni economiche negative per almeno trent’anni. E tutto ciò per un’opera inutile e talmente “sporca” che persino Necci nel 1991 se ne vergognava.
Una considerazione a parte riguarda la Impregilo, il cui presidente mi pare sia quello stesso Massimo Ponzellini indagato per aver concesso finanziamenti corposi, quando presiedeva la Banca Pop. di Milano, ai Corallo, che implicati in varie attività criminali, gestiscono con l’Atlantis parte del gioco d’azzardo.
Ma nulla di nuovo sotto il sole, visto che Berlusconi tramite sua figlia e la Mondadori riceve immense quantità di denaro liquido dalla gestione del gioco d’azzardo in Italia e addirittura sulle sue TV fa pubblicità a questo immane vizio che, ad esempio nel mio paese di 5.000 abitanti ha distrutto letteralmente una dozzina di famiglie.

Tornando al Terzo Valico alcune considerazioni riepilogative limitate al minimo indispensabile

- Nel contratto si parla di costruzione di una linea Alta velocità-Alta capacità. Non esiste in nessuna parte del mondo: o si fa una o si fa l’altra.

- Ci parlano di 50.000 passeggeri al dì e sono solo 1600: Per i 100.000 pendolari questa linea non serve a nulla.

- Ci parlano di 4 milioni di teu e invece sono ora 1.700.000, esattamente quelli che erano nel 2005 e per di più il trasporto su rotaie si è ridotto al lumicino per cui c’è un forte calo di contenitori merci trasportati su treni da Genova (non più di 50.000 all’anno!).

- E poi cosa servono container che arrivano a Genova e proseguono verso Rotterdam senza alcuna lavorazione delle merci e creazione di posti di lavoro o di attività qualificate?. Siamo proprio solo un buco di passaggio!

- Circa 6 miliardi di euro per cosa? Almeno li si utilizzi, se ci sono, per bloccare il degrado delle ferrovie normali, dare efficienza al servizio e alle strutture, ampliare l’utenza anziché ridurre al lumicino il numero delle corse.

- Una spesa inutile visto che esistono già cinque valichi che richiedono solo migliorie.

- Tale opera comporterà la distruzione irrimediabile di ambienti naturali e di falde acquifere.

C’è da essere molto preoccupati del fatto che in un momento di grave crisi economica come quello attuale, lo Stato italiano sprechi in questo modo grandi quantità di soldi pubblici, indebitando tra l’altro le future generazioni; e in questo modo riproduca lo stesso perverso processo di appropriazione da parte di una minoranza della ricchezza di tutti, che ha portato alla presente crisi.
Firmare il contratto per l’opera vuol dire mettere nelle mani di chi ne ha avuto l’assegnazione la possibilità di ottenere cifre gigantesche, in caso di mancata attuazione, esattamente come avvenuto per il ponte di Messina.

di Antonello Brunetti www.comitatiscrivia.it

Terzo Valico, via ai cantieri dopo 22 anni arriva la firma

Il movimento No Tav sul 15 ottobre

Martedì, Ottobre 18th, 2011

Roma 15 Ottobre: respingiamo le accuse e guardiamo avanti

Non avevamo dubbi che in seguito all’esito della manifestazione del 15 ottobre di Roma, i soliti noti mettessero in campo l’ennesimo tentativo di far cadere sul Movimento No Tav le sorti di ciò che avviene nel mondo.
A Roma una delegazione del Movimento era presente e avrà il tempo di raccontare le sue sensazioni e le sue impressioni, singolarmente e collettivamente.
Oggi ci preme spiegare ai vari Bonini di Repubblica, al sempre meno onorevole Esposito, e a tanti altri personaggi, che la distanza che separa Chiomonte da Roma è di 757 km, per un totale (in auto) di 7 ore 2 min. Ciò significa che la lotta della Valle di Susa ha vissuto e vive di vita propria, con i suoi metodi, le sue specificità e le sue caratteristiche.
La manifestazione romana ha, volente o nolente, vissuto delle proprie, delle quali non si può che prendere atto, ma a Chiomonte la prossima domenica abbiamo già spiegato il senso della mobilitazione, e crediamo di essere stati sufficientemente chiari nell’appello che lancia la manifestazione (vedi siti notav).
Nonostante i deliri, i falsi scoop e le interviste inventate di sana pianta su chi nelle nostre montagne si viene ad addestrare, ribadiamo quanto abbiamo già detto nel comunicato che indice la manifestazione di domenica 23 ottobre, cioè che andremo in massa, alla luce del sole e a volto scoperto, alle recinzioni abusive del non cantiere di Chiomonte, per darci un taglio!

Per dare un taglio ai soldi pubblici spesi per un’opera che abbiamo dimostrato inutile in tutti modi.

Per dare un taglio ad un non cantiere che sebbene finanziato dalla Ue, è illegittimo e ed è solo un fortino militare che ci costa 90.000 euro al giorno.

Per dare un taglio a chi vorrebbe accrescere un debito, quello pubblico, che non siamo disposti a pagare.

Lo faremo con le modalità della nostra lotta: pacifica, determinata e popolare.

A quanti affamati di scontri da mettere in prima pagina, lasciamo le congetture e le amenità, noi, nel nostro piccolo, lottiamo con chiarezza.

Detto ciò vale la pena di spendere ancora qualche parola per chiarire il nostro modo di concepire il confronto e la lotta.
Il nostro è un movimento plurale in cui convivono sensibilità diverse: da anni siamo abituati a confrontarci al nostro interno e con l’esterno proponendo chiavi di lettura, interpretazioni e prospettive diverse e talvolta anche lontane tra loro ma che si ricongiungono su alcuni punti fermi. Ne è nata una contaminazione reciproca in cui tutti siamo cresciuti e continuiamo a crescere: si basa sul rispetto reciproco e talvolta comporta la rinuncia a proporre una posizione condivisa se prima non c’è un confronto tra di noi: nel frattempo ognuno, a seconda della sua sensibilità, si sente libero di dare o meno la sua lettura e interpretazione.
Non abbiamo portavoci né leader, non abbiamo chi ci guida, diffidiamo da chi vorrebbe usarci. Chi esprime una posizione a nome del movimento ne risponde prima di tutto al movimento, se lo fa a nome del gruppo a cui fa riferimento ne risponde ad esso.
Siamo insomma il contrario di come ci dipingono i media, interessati a screditarci indicandoci come ostaggio di gruppi anarco-insurrezionalisti che si allenano in Val di Susa per potersi sfogare a Roma.
Come movimento notav vogliamo rassicurare chi ci rispetta e ci sostiene: non siamo il movimento che si fa tirare per la giacchetta da chiunque; non siamo il movimento di chiunque si impossessi delle nostre bandiere, vale nelle strade devastate di Roma e vale nei palazzi della politica. Non siamo il movimento che offre coperture a chiunque pretende di parlare a nome nostro.
Siamo il movimento che in tanti hanno conosciuto in questi anni: quello che ha saputo costruire intorno a se consenso, che ha indicato vie di uscita e non si è chiuso in vicoli ciechi. Siamo il movimento che punta sulla partecipazione e sull’azione di massa e non sulle incursioni di pochi. Siamo anche noi un movimento di indignati e domenica prossima cercheremo di dare un taglio alle reti che vorrebbero cancellare la nostra dignità e zittire la nostre voci e lo faremo a mani nude, a volto scoperto, a testa alta.
“Diamoci un taglio”: è il titolo della nostra manifestazione di domenica prossima 23 ottobre. In quella occasione vedrete ancora una volta il vero volto del movimento notav. Ci teniamo a difendere la nostra immagine: quella di un movimento maturo che lavorerà per non offrire pretesti per altre interpretazioni, ci pensano già altri a screditarci, a cominciare dai vari Numa (giornalista del La Stampa), Esposito (deputato PD) e compagni di merenda vari.
I risultati che nei prossimi mesi potremo portare a casa dipenderanno molto da quanto sapremo consolidare questa immagine, di questo ne siamo ben coscienti. E faremo di tutto per portare a casa i migliori risultati e per non deludere chi guarda a noi con fiducia. Domenica prossima tutti, ma proprio tutti, a prescindere da quanto ognuno di noi si spingerà vicino alle reti, ci sentiremo protagonisti e orgogliosi di ciò che è stato fatto e anche di ciò che non è stato fatto, nessuno si sentirà ostaggio di scelte non condivise.

Questa è anche la nostra risposta sui fatti di sabato scorso a Roma. Leggete sui nostri siti l’appello per la manifestazione di domenica 23 ottobre.

17 Ottobre 2011

Il Movimento NO TAV