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Rassegna Stampa | No Tav Genova

Archive for the ‘Rassegna stampa’ Category

Genova nuova capitale No tav

Martedì, Novembre 6th, 2012

«Sensazione strana nelle valli interessate dal progetto del Tav-Terzo Valico», dicono i difensori del territorio dal loro blog (http://notavgenova.altervista.org/). Calma apparente.
Dopo l’offensiva di quest’estate - un mese continuativo di espropri a cui il movimento ha saputo rispondere con grande determinazione - i devastatori avevano ripiegato con la strategia dei sondaggi e la finta apertura del primo campo base a Trasta in Valpolcevera dove in centinaia hanno risposto e le trivelle hanno avuto i loro problemi anche per dei semplici sondaggi (senza autorizzazione e nel campo di un attivista No Tav). (more…)

No tav terzo valico all’Expo della Valpolcevera

Mercoledì, Settembre 12th, 2012

Lo scorso fine settimana per le vie di Genova-Pontedecimo si è svolto il tradizionale Expo della Valpolcevera, manifestazione di eventi ludici, culturali e commerciali, che ha come sfondo le antiche tradizioni agricole
della valle.
Il culmine della manifestazione era previsto per ieri pomeriggio con il corteo storico, a conclusione del Palio della Tavola Bronzea, una lamina di bronzo sulla quale è incisa un’iscrizione in lingua latina che riporta una sentenza emessa dal Senato romano nel 117 a.C. su una questione di confini che divideva i Genuates, gli abitanti di Genova, e i Viturii Langenses, che abitavano nell’alta Val Polcevera.
A funestare questo misto di tradizioni, folklore, ed un po’ di retorica, un nutrito numero di persone che si sono accodate al corteo con bandiere no tav, ed hanno distribuito un volantino in cui denunciavano l’inutilità e la pericolosità del progetto ad alta velocità Genova-Milano, il terzo valico dei Giovi, per l’abitato di Genova-Pontedecimo e non solo.
Il movimento no tav terzo valico della Valpolcevera, dopo aver distribuito oltre 2000 volantini durante il fine settimana, ha deciso di partecipare al corteo, e la gente che ai bordi delle strade lo ha visto sfilare, ha solidarizzato con questi strani figuranti, che non hanno nulla contro le tradizioni, anzi auspicano che in futuro esista ancora una valle in cui tramandarle e che questa non sia completamente devastata dalle “grandi” opere inutili e dannose.

Davide Ghiglione, movimento no tav terzo valico Valpolcevera

La retorica delle grandi opere

Mercoledì, Settembre 12th, 2012

La retorica delle grandi opere
di Marco Ponti - da Il Fatto Quotidiano, 2 Settembre 2012

La retorica che va per la maggiore attualmente in Italia e in Europa, è che per uscire dalla crisi lo Stato deve investire, soprattutto in grandi infrastrutture, e in particolare in quelle di trasporto (vedi linea Torino-Lione, ma di opere simili ce ne sono sul tavolo una quantità, ognuna con i propri sponsor politici e industriali).
Ora il prof. Prud’homme dell’Università di Lione ha fatto un’analisi del tutto indiziaria, su un numero limitato di paesi europei (8) e per un numero limitato di anni (5, dal 2000 al 2004 compresi). Sono anni abbastanza lontani da consentirci di vedere oggi gli impatti di quella politica, ma non così lontani da collocarsi in un contesto economico troppo remoto. Ha rapportato le spesa in investimenti in infrastrutture di trasporto (strade e ferrovie) con il Pil medio di quei 5 anni considerati. Cioè ha analizzato quanta parte della loro ricchezza hanno dedicato proprio ai grandi investimenti. La limitatezza dei dati e del campione non consente ovviamente altro che di avanzare dei dubbi, cioè di rendere assai meno solido il luogo comune che recita “più grandi investimenti in trasporti = più crescita economica”. (more…)

I furbetti genovesi del terzo valico fanno festa Il Cipe ha sbloccato 1,2 miliardi per l’opera

Sabato, Dicembre 24th, 2011

La somma si aggiunge ai 500 milioni già disponibili per il primo lotto: i cantieri possono partire, anche se per completare l’opera (intorno alla quale è nata una lobby potentissima) serviranno almeno 6, 2 miliardi
di Ferruccio Sansa

Evviva! Il Terzo Valico può partire. Il Cipe ha dato il via libera al finanziamento di 1,2 miliardi. E’ il secondo lotto, il più importante: la galleria. La somma si aggiunge ai 500 milioni già disponibili per il primo lotto. Insomma, si possono aprire i cantieri. Anche se per completare l’opera serviranno almeno 6, 2 miliardi. Se tutto va bene, cosa che in Italia non succede praticamente mai. A Genova è tutto un festeggiamento. Amministratori (di centrosinistra e di centro-destra), industriali, banche plaudono al progetto. A favore della grande opera infatti è nata una vera e propria lobby che comprende tutti. Difficile dissentire o semplicemente chiedere chiarimenti.

La parola d’ordine è: il Terzo Valico s’ha da fare. A cominciare da Luigi Grillo: “Incontrando il ministro Passera avevo sollecitato il finanziamento del secondo lotto costruttivo del Terzo Valico ferroviario. Oggi posso esprimere la mia grande soddisfazione”, ha dichiarato il potentissimo presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato (condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi per lo scandalo Antonveneta). Ma forse in tanti dimenticano che il senatore spezzino era stato indagato proprio in un’indagine sugli scavi pilota nella linea Tav Genova-Milano. Si parlò di truffa aggravata (cento miliardi di lire). Tra gli altri indagati l’allora amministratore delegato Tav, Ercole Incalza, poi Marcellino Gavio e il suo braccio destro Bruno Binasco. Finì con la prescrizione, Grillo e i coindagati furono tra i primissimi a beneficiare della “ex Cirielli”.

Ma è solo un tassello. Perché al di là degli aspetti tecnici e finanziari del progetto, sarebbe interessante analizzare che cosa ci sta dietro. Tanto per cominciare c’è il general contractor, cioè Cociv. Il consorzio è formato da Impregilo (Benetton, Ligresti, Gavio), dalla Condotte del gruppo Ferfina e dalla Civ. Tra gli azionisti anche la Biis. E qui ecco la seconda questione che a qualcuno fa stocere il naso: la banca per gli investimenti del gruppo Intesa era guidata fino a poche settimane fa da quel Mario Ciaccia che oggi da vice-ministro si trova a dare il via - a tempo di record - alla nuova infrastruttura. Ma a Genova tutto tace. Del resto a luglio nel capoluogo ligure andò in scena una manifestazione inedita: cinquecento persone sfilarono in giacca e cravatta per le strade del centro portando al Prefetto una lettera che chiedeva l’avvio dei lavori. In quella piccola folla c’erano i volti che da decenni guidano Genova: il sindaco Marta Vincenzi, il presidente della Regione, Claudio Burlando, poi i vertici della banca Carige (tra i soci Gavio, nel cda membri delle famiglie Scajola e Bonsignore, nonché Marco Simeon vicino a Tarcisio Bertone) e gli imprenditori che contano.

I resoconti di quel giorno non lasciano molto spazio alle voci fuori del coro. Eppure c’è chi, per dire, ha avanzato perplessità sulla nomina a commissario governativo per il Terzo Valico di Walter Lupi, all’epoca indagato e poi condannato a un anno in primo grado per l’utilizzo privato di un villino di proprietà del Demanio quando era Provveditore alle Opere Pubbliche della Lombardia e la Liguria. Era la persona più adatta per questo compito? Ma a Genova è difficile manifestare dubbi come questo. “Il Terzo Valico costa 6, 2 miliardi, cioè 115 milioni a chilometro, dieci volte più che in Spagna. Una spesa lievitata dell’ 800 per cento”, racconta Stefano Lenzi, responsabile relazioni istituzionali del Wwf. Non solo: c’è la preoccupazione per lo smaltimento delle sostanze estratte dalle montagne nella costruzione della galleria. E ci sono dubbi sulla reale utilità del progetto: l’opera infatti prevede la realizzazione di 53 chilometri di ferrovia, fino a Tortona.

Dopo, però, i treni tornerebbero sulla vecchia linea. Ancora: le previsioni di traffico per la linea tra Genova e Milano erano di 5 milioni di teu (l’unità di misura dei container) per il 2006, ma oggi siamo ancora a 1, 8 milioni. E la linea attuale ne regge 3 milioni. Infine il nodo della sicurezza ambientale: i materiali di scavo, 800 mila metri cubi, dovrebbero essere riversati nella discarica genovese di Scarpino già al collasso. E’ stato lo stesso Lupi ad avanzare dubbi: “Visto quello che è appena successo a Genova, mezzo metro di pioggia in quattro ore, credo che questa decisione vada rivista”. Una questione non secondaria. Non è, però, del tutto chiaro nemmeno se la linea sarà utilizzata per le sole merci o per il traffico passeggeri. Dubbi, tanti, che andrebbero chiariti prima di costruire.

da Il Fatto Quotidiano del 22 dicembre 2011

Il Terzo Valico, i soldi buttati da 20 anni di lobby

Sabato, Dicembre 3rd, 2011

Il TERZO VALICO, i soldi buttati da 20 anni di lobby
Giorgio Meletti

Collegamento tra Genova e Val padana: ma le Fs non sanno fornire il piano finanziario dell’opera
Ci sono 6 miliardi di euro da risparmiare all’istante senza toccare le pensioni. Basta che il governo fermi il progetto per il cosiddetto Terzo Valico, la linea ad alta velocità che da Genova attraversa l’Appennino per sboccare sulla Padana.
Lunedì prossimo le Fs si aspettano che il Cipe vari la seconda tranche di finanziamento dell’opera, un miliardo e cento milioni. Una prima tranche di 500 milioni è stata già stanziata. Allo stato attuale è più che lecito ipotizzare che siano soldi buttati, in ossequio alla regola aurea del partito del cemento: l’importante è aprire i cantieri. Ecco una breve lista di ragioni per cui il governo Monti potrebbe dare prova di serietà fermando lo sperpero di denaro a cui una potente e caparbia lobby sta lavorando da vent’anni.
1) È un’opera assurda. Una ferrovia che parte da Genova per collegare il porto della Lanterna con il nord Europa, andandosi a ricongiungere al nuovo traforo svizzero del Gottardo. Solo che i 6,2 miliardi servono per arrivare fino a Tortona, in mezzo alla pianura Padana, 53 chilometri di nuova ferrovia veloce al costo di 115 milioni di euro a chilometro. Da Tortona i treni torneranno sulla vecchia ferrovia.
2) Non si sa a che cosa serva. Le Fs,”committenti dell’ opera”, non sanno dire se servirà per i passeggeri (collegamento veloce Genova-Milano) o per le merci. È noto che una ferrovia del genere non si può utilizzare per entrambi i servizi, bisogna scegliere, e sarà fatto dopo aver deciso di spendere i soldi. La stessa commedia della Val di Susa.
3) E un’opera inutile. Fu inserita nel programma Alta velocità in un secondo momento, quando la Montedison diGardini pretese un posto a tavola nel grande affare che si erano spartiti Fiat, Eni e Iri. Da vent’anni si cerca di dimostrare che c’è una grande quantità di container da prendere al porto di Genova-Voltri per portarli in Europa. Si era previsto che nel 2006 il traffico di Voltr
raggiungesse i 5 milioni di teu (l’unità di misura dei container). A fine 2011 si arriverà a 1,8 milioni. La linee già esistenti per i valichi dell’ Appennino ligure sono in grado di trasportare oltre 3 milioni di teu. Le Fs non rendono note le previsioni di traffico per la nuova linea.
4) È un “opera costosa”. Le Fs vogliono spendere 6,2 miliardi di euro per una linea che secondo le loro stesse previsioni non andrà oltre i 40-50 milioni di euro all’anno. Da vent’anni si fanno ì conti e non tornano. Il traffico, nella migliore delle ipotesi, coprirà la metà dei costi di gestione e manutenzione. Il nuovo vice ministro delle Infrastrutture, Mario Ciaccia, è colui che come manager della Banca Intesa Sanpaolo ha predicato per anni che si poteva fare l’opera con il project financing, cioè capitali privati ripagati con i profitti del servizio. Alla fine era tanto convincente il modello che si è deciso di far pagare tutto allo Stato, punto. Quanto costa e come si ripaga? Le Fs non sono in grado di fornire alcun piano finanziario sull’opera.
5) A chi conviene.
C’è però il consorzio Cociv, il general con-tractor. La poetica creazione indicava chi si assumeva tutti i rischi della realizzazione dell’opera e anche del finanziamento. Come si è visto con la Tav, il modello è servito a ingrassare i costruttori scaricando sullo Stato circa 90 miliardi di debito pubblico. Il Cociv è oggi formato dalla solita Impregilo (Benetton, Ligresti, Gavio) dalla Condotte del gruppo Ferfina e dalla Civ. Tra gli azionisti anche la Biis, la Banca guidata fino a lunedi scorso dal vice ministro Ciaccia. Anche i 6,2 miliardi del Terzo Valico andranno a carico del debito pubblico che Monti deve riassorbire, ma lascerebbe dissennatamente crescere se non fermasse opere come questa.
6) Non finiranno mai. Venti giorni fa il Commissario governativo per la realizzazione del Terzo Valico, Walter Lupi, ha detto: ” Nel contratto appena firmato è previsto di concentrare i materiali da scavo delle gallerie, qualcosa come 800 mila metri cubi, nella discarica di Scarpino. Ma visto quello che è appena successo a Genova, mezzo metro di pioggia in quattro ore, credo che questa decisione vada rivista”. Cominciamo bene: ufficialmente per i 53 chilometri servono otto anni, fino al 2019. Sulla base dell’ esperienza storica, vuol dire che dovrebbero finirli attorno al 2030. Quando i container magari non esisteranno più.

Articolo di Giorgio Meletti tratto da Il Fatto Quotidiano

Rinasce il “Comitato contro il Terzo Valico”

Lunedì, Agosto 1st, 2011

Rinasce il “Comitato contro il Terzo Valico”

La prima riunione si è volta ieri, in un circolo della Valpolcevera, alla presenza di politici come Antonio Bruno (capogruppo Sinistra Europea-PRC comune di Genova), e il consiglieri provinciale Angelo Spanò (Verdi), oltre a rappresentanti di associazioni ambientaliste, gruppi “no tav”, “no gronda”, Greenpeace, WWF, Legambiente, SEL e Pro Natura di Alessandria, in linea di continuità con il comitato interregionale contro l’infrastruttura lanciato nel 1992. << Una riunione informale, un’aggregazione libera, per riprendere le iniziative – spiega Antonio Bruno – la quarantaduesima inaugurazione del Terzo Valico porta con sé per la città di Genova il probabile finanziamento del collegamento autostradale aeroporto-strada per la discarica di Scarpino. Per il resto solo chiacchere, le solite. A questo proposito sottolineo come il collegamento aeroporto-Scarpino sia un’opera che (in particolare gli abitanti di Sestri Ponente) chiede da 30 anni, al fine di evitare l’attraversamento di Borzoli bassa da parte dei camion diretti alla discarica di Scarpino. Descriverla come opera connessa al Terzo Valico (linea ad alta velocità dove, però, i treni non potranno andare a 300 km/h (in quanto TAV) perché tutta in galleria e quindi impossibilitata per ragioni aerodinamiche a permettere quelle velocità) è una forzatura ideologica e propagandistica, per poter continuare a sprecare soldi per la progettazione di un’opera (TAV Genova-Milano di cui il Terzo Valico è il primo lotto funzionale) poco utile e costosissima, tanto da non avere neanche i finanziamenti>>. Attacco polemico al ministro Matteoli e all’a.d. di FS Moretti anche da parte del WWF . <<Nell’attuale situazione di grave crisi economica dell’Italia dare il via ai cantieri del Terzo Valico è una vera e propria follia>>: il WWF Italia commenta così l’accordo tra ferrovie e Co.Civ per realizzare il primo lotto del Terzo Valico dei Giovi.<<Il ministro dei Trasporti, Altiero Matteoli, e l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti, devono dare delle spiegazioni – aggiunge l’associazione ambientalista – al Paese su questa scelta>>. Secondo il WWF, il piano finanziario del Terzo Valico, elaborato nel 2004, ha dimostrato che si tratta di <<un investimento fallimentare, che dovrà vedere la copertura dei costi di gestione dell’85% con fondi pubblici>>.
Il costo dell’opera, ricorda il WWF, dal 1991 è lievitato dell’800% per realizzare 54 km di linea si spendono. <<Sono 115 milioni di euro a km, cinque volte in più di una linea ad alta velocità francese e oltre 11 volte di una linea ad alta velocità spagnola – commenta Stefano Lenzi coordinatore Trasporti e Infrastrutture del WWF Italia – Tutto mentre ancora manca il completamento del raddoppio dei 43 km della linea ferroviaria da Genova a Ventimiglia e quando il porto di Genova da anni ha il traffico bloccato tra 1,5 milioni e 1,7 milioni di TEU. Traffico che le due linee di valico esistenti dei Giovi e la Voltri-Ovada, riscono benissimo ad assorbire, visto che potrebbero sopportarne anche il doppio>>.

di Annamaria Coluccia da Il Corriere Mercantile del 31/07/11

Burlando stronca la Tav “È un´opera senza senso”

Mercoledì, Luglio 6th, 2011

Repubblica Genova

Burlando stronca la Tav “È un´opera senza senso”
AVA ZUNINO

LA VAL di Susa come il G8: dove la violenza finisce per scalzare le ragioni del movimento, i contenuti. E in un Paese con poche risorse «è meglio decidere quali sono le pochissime opere che si riusciranno a fare: se in Liguria camalli e padroni marciano insieme, destra e sinistra pure, per sostenere il Terzo valico che è nel Dna di questa città e in Piemonte invece decine di migliaia di persone sostengono che non va bene, sbagliano tutti o c´è qualcosa che non quadra?». E´ il pensiero esternato dal presidente della Regione, Claudio Burlando, che ha scatenato un putiferio. Burlando ha parlato a margine della presentazione di un libro sul G8 di Genova. Ha detto: «La Tav ha costi enormi, i governi avrebbero avuto più difficoltà a riconoscerlo, i movimenti no». Specifica più volte che la condanna alla violenza è sacrosanta: «Dalla seconda parte del Novecento, in Occidente, per fortuna la violenza non ha più cittadinanza e danneggia i
movimenti anche giusti. Sarebbe importantissimo per la Val Susa che si togliesse di torno questi movimenti violenti, altrimenti perderà. La violenza al G8 di Genova ci ha impedito di capire fino in fondo la giustezza di quelle istanze dei movimenti, spero non si ripeta in Val Susa». Ma come? Burlando marcia a favore dell´alta velocità Genova-Milano e boccia l´alta velocità in Val di Susa?«Dico solo - spiegherà lui più tardi - che in questo Paese potremo fare pochissime opere e conviene sedersi e discutere: chi buca le Alpi? Gli svizzeri che hanno solo quelle ma noi per andare in Francia, abbiamo altre strade». I commenti sulle agenzie in poche ore diventano un mare. Si va dal responsabile enti locali dell´Udc, Mauro Libè («Meraviglia molto la posizione critica del presidente Burlando, tenendo anche conto che il progetto è stato ampiamente modificato recependo tante istanze dei sindaci. Molti dei quali, dopo le modifiche, hanno cambiato
posizione»), all´unica voce a favore: quella di Paolo Ferrero di Rifondazione. Che ringrazia Burlando «per la presa di posizione espressa sull´assurdità della Tav a partire dai suoi costi. E´ infatti assurdo costruire la Tav, che non serve perché l´attuale linea ferroviaria è utilizzata solo al 30 per cento e perchè i costi preventivati di 15 miliardi sono assurdi rispetto ad una finanziaria che vuole mettere i ticket, tagliare i trasferimenti agli enti locali e innalzare l´età pensionistica». Ma il resto dei commenti sono di tutt´altra natura. «Temo fortemente che il presidente Burlando per ottenere certezze dal governo sui finanziamenti per il Terzo Valico consigli di lasciar perdere la realizzazione della Torino-Lione. Io, invece, suggerisco a lui di fare squadra con gli amministratori piemontesi per portare a casa sia la Torino-Lione, sia il Terzo Valico», osserva il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta. «Quello di
Burlando è un atteggiamento gattopardesco e sorge il dubbio che voglia allinearsi a Vendola, Grillo e Vattimo», dice il deputato piemontese del Pd, Stefano Esposito. Per il presidente della Provincia di Torio Antonio Saitta, il presidente della Liguria Claudio Burlando «consiglia di lasciar perdere la realizzazione della Tav per ottenere certezze dal governo sui finanziamenti per il Terzo Valico». Infine, il responsabile sicurezza del Pd Emanuele Fiano: «Bersani ha chiarito la nostra posizione favorevole alla Tav e ha spiegato che c´è in noi una attenta comprensione delle ragioni di chi dissente. La società italiana, però, ha la necessità di processi decisionali, che ascoltato e compreso il dissenso, vengano poi portati a conclusione. E il Pd ha necessità di svolgere i propri dibattiti interni fino in fondo, ma poi di rispettare le decisioni democraticamente assunte».