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Val Susa | No Tav Genova

Archive for the ‘val susa’ Category

APPELLO MANIFESTAZIONE GENOVESE DEL 12.2.12

Giovedì, Febbraio 9th, 2012

Giovedì 26 Gennaio sono state emesse dal gip di Torino 41 misure cautelari che rispondono ai fatti avvenuti il 27 giugno e il 3 luglio scorso in Val di Susa. Due giornate importanti, in cui il movimento No-TAV si è espresso attraverso la partecipazione di oltre 70.000 persone, decise nel richiedere la sospensione dei lavori per la linea ferroviaria Torino-Lione, il treno ad alta velocità.
Fin dai primi anni Novanta i cittadini della Val di Susa si sono battuti contro il saccheggio e la devastazione del loro territorio e in difesa dei beni comuni e della democrazia. Negli anni questa lotta ha contagiato il resto d’Italia. Sette mesi fa, migliaia di persone hanno inondato la Valle, solidali con questa battaglia, ormai più che decennale, condotta in difesa dell’ambiente e contro uno spreco di 23 miliardi di euro, i cui beneficiari sono soltanto mafie e appaltatori.
A fronte di ciò, 25 sono stati gli arresti e 16 gli obblighi di dimora.
Misure cautelari preventive e ingiustificabili si sono inaspettatamente abbattute su militanti, giovani e studenti che da tutta Italia in quei giorni erano presenti in Val di Susa.
Come ha sottolineato Livio Pepino (ex membro del Consiglio Superiore della Magistratura, consigliere di Cassazione e sostituto procuratore generale a Torino), le misure cautelari “non erano obbligatorie e, dunque, la loro emissione è stata una scelta discrezionale. Di più, i reati contestati consentono, in astratto e con il bilanciamento di aggravanti e attenuanti, la sospensione condizionale della pena o l’accesso immediato a misure alternative al carcere”. Dobbiamo perciò considerare l’operazione della procura di Torino come “una tappa della trasformazione dell’intervento giudiziario da mezzo di accertamento e di perseguimento di responsabilità individuali a strumento per garantire l’ordine pubblico”. E un altro elemento, conferma Pepino, risulta incongruo: “Per valutare i fatti è necessario collocarli nel contesto in cui avvengono. E invece, nell’ordinanza, il contesto scompare”.
Il contesto del 3 luglio 2011 è innanzitutto quello di un utilizzo spropositato di lacrimogeni CS (vietati dalle convenzioni internazionali di guerra) da parte delle forze dell’ordine – che sparavano ad altezza uomo! Come se non bastasse, esistono numerose testimonianze video comparse in Rete che ritraggono agenti mentre lanciano pietre dal cavalcavia autostradale che attraversa la Valle. È in questo contesto che Fabiano, uno degli attivisti fermati quel giorno, è stato torturato e lasciato al sole, sanguinante e con numerose fratture, senza quindi poter ricevere assistenza medica o essere trasportato in ospedale. È sempre in questo contesto che migliaia di persone hanno resistito alle violenze della polizia, a rischio della propria libertà e incolumità.
Decontestualizzare le due giornate e rileggerle alla luce di violenze individuali e ingiustificate non solo è un errore quanto mai grave, ma esplicita le intenzioni repressive della magistratura. Si tratta chiaramente di un uso politico e intimidatorio del carcere preventivo, accompagnato dalla complicità della stampa, dei telegiornali e dei parlamentari, che hanno di fatto criminalizzato una forma di lotta legittima e popolare, quale è stata e continua ad essere il No TAV.
È degli ultimi giorni la notizia che la Procura di Torino ha fissato per il giorno lunedì 13 febbraio l’udienza del riesame per la richiesta di scarcerazione di 14 degli attivisti coinvolti. Questo significa che, nella migliore delle ipotesi, questi ragazzi passeranno in carcere venti giorni sulla base di misure cautelari che non hanno alcuna legittimità. Tra gli arrestati c’è anche Gabriele, un giovane precario laureato in Storia, militante dell’AutAut357, attivo politicamente fin dalle mobilitazioni dell’Onda in difesa dell’università pubblica e da sempre sensibile alla salvaguardia dei territori, come dimostra il contributo attivo che ha dato nei giorni immediatamente successivi all’alluvione di Genova.
Nell’Italia dei mafiosi a piede libero, dei parlamentari corrotti e criminali, dei poliziotti sanguinari giudicati innocenti, Gabriele e gli altri compagni NO TAV passano le loro giornate in carcere… anche solo un’ora della loro detenzione è un’offesa alla libertà di tutti.

Sentiamo perciò la necessità di mobilitarci per far sentire la nostra vicinanza a Gabriele e a tutti gli arrestati e per raccontare a tutta la società civile cosa sta accadendo in Val di Susa e nel resto d’Italia. A tutti coloro che hanno a cuore il diritto di esprimere dissenso, di resistere e di difendere il territorio e i beni comuni chiediamo di scendere in piazza con noi domenica 12 febbraio, per un corteo che chieda l’immediata scarcerazione di tutti i NO TAV, portando sotto il carcere di Marassi un po’ di musica e un nostro abbraccio a Gabriele.

CONCENTRAMENTO CORTEO
DOMENICA 12 FEBBRAIO
0RE 15 PIAZZA DEFERRARI

0RE 18 PIAZZALE MARASSI
MUSICA, CIBO E RESISTENZA

Adesioni:
Aut Aut 357 (spazio per l’autonomia e l’autoformazione)
Comunità San Benedetto al Porto
Comitato di Lotta Popolare NO-TAV Bussoleno
Unione degli Studenti Genova
Collettivo Autonomo Portuali
Centro Sociale Emiliano Zapata
Laboratorio Sociale Buridda
Centro Sociale Terra di Nessuno
Centro Sociale Pinelli
CAOS Antifa Genova
Centro Sociale La Talpa e l’Orologio – Imperia
Laboratorio Sociale Crocevia - Alessandria
Collettivo Autonomo Studentesco Massa
Circolo Prc Bianchini Genova- Marassi
Circolo SEL Iqbal Masih Genova Centro Est
Circolo Prc Geymonat Genova Centro storico
Partito della Rifondazione Comunista - Federazione di Genova
Sinistra Critica – Coordinamento provinciale – Genova
Confederazione Cobas - Genova
Coordinamento Comitati No Gronda Genova
Movimento Cinque Stelle Genova
Centro Sociale R.D.A. Mayday - La Spezia
Rude Club Savona
Collettivo Burrasca
Collettivo Terra e Libertà/Critical Wine Genova
Confederazione Unitaria di Base Genova
USB Liguria
Forum per la Sinistra Europea Genova
Circolo Arci Antica Compagnia Portuale di Imperia
ZAM - Zona Autonoma Milano
Collettivo universitario LabOut Milano
Circolo ANPI Campasso- Martiri del Turchino
Associazione “SENZA PAURA” Genova
Attac Genova
U.C. SAMPDORIA RUDE BOYS & GIRLS 1987
Circolo PRC Tortona (AL)
Don Andrea Gallo
Haidi Giuliani
Alessandra Mecozzi (FIOM nazionale)
Gabriele Taddeo (presidente ARCI Genova)
Stefano Kovac (ARCI Genova)
Paolo Putti (candidato sindaco movimento cinque stelle - comitati no gronda)
Matteo Rossi (capogruppo SEL in consiglio regionale)
Alessandro Benzi (capogruppo Federazione della Sinistra in consiglio regionale)
Roberta Mongiardini (PRC)-Assessore all’urbanistica Municipio II Centro-Ovest
Simone Leoncini (coordinatore esecutivo regionale SEL)
Gian Piero Pastorino (consigliere provinciale No Gronda valli di voltri)
Paolo Scarabelli (capogruppo PRC - Federazione della Sinistra in consiglio provinciale)
Stefano Boero (segreteria FLC-CGIL Genova)
Rita Guglielmetti (direttivo nazionale CGIL)
Diego Seggi (Funzione Pubblica CGIL Genova)

Per aderire:
scrivere alla mail [email protected]
su facebook http://www.facebook.com/​AutAut357

Tav in Valle di Susa, uno scontro che continua

Martedì, Novembre 17th, 2009

Intervista di Giorgio Cattaneo a Marco Cedolin sull’argomento Tav in Valle di Susa. Autore di libri in materia e oppositore di questa “grandiosa” opera cementizia, Cedolin ci racconta cosa è successo nel corso di questi anni….leggi

TAV, la lotta continua….

Venerdì, Ottobre 2nd, 2009

Care/i,

la Tav nella tratta Torino-Lione continua a far discutere. Solo l’altro ieri ho avuto modo di commentare la proposta di alcuni dirigenti del Pd di cacciare dal partito i sindaci che hanno raggiunto un’intesa con il popolo No Tav per l’elezione del nuovo presidente della Comunità Montana; intesa fondata su un netto no alla Tav e all’Osservatorio. L’eventuale espulsione dal Pd di chi ha sottoscritto il documento costituirebbe un vero e proprio scandalo, reso ancora più vergognoso dal fatto che la proposta dei dirigenti Pd, Chiamparino per primo, era la costituzione di un’alleanza organica in valle tra Pd e Pdl.  D’altra parte tutto ciò conferma l’uniformità d’opinione sul modello di sviluppo per il nostro Paese, tra tutti i partiti che siedono in parlamento (Pdl, Lega, ma anche Pd e Idv ).  Nel frattempo, aumentano i rischi che il governo decida, per l’ennesima volta, di ricorrere alle maniere forti, magari anche all’esercito: se i lavori non cominceranno entro i primi mesi del 2010 vi è infatti la concreta possibilità che l’Ue richieda indietro quei (pochi) finanziamenti comunque distribuiti tra Italia e Francia. Va anche ricordato che prima di iniziare qualunque lavoro, secondo le regole Ue, sono necessari: la Valutazione d’impatto ambientale , il rispetto delle direttive VAS (valutazione ambientale strategica), Natura e “acque” (lo ha detto Tajani, non il sottoscritto.), che ancora mancano. Infine l’Osservatorio sulla Torino-Lione si è svelato per quello che è: uno strumento politico, un cavallo di Troia usato dal governo per cercare di dividere il movimento e allontanare gli amministratori dal movimento stesso. Considerati gli enormi costi dell’opera e i limitatissimi fondi Ue, se la Tav sarà costruita, di sicuro saranno i contribuenti a dover mettere mano al portafoglio per finanziare quella che da anni riteniamo un’opera inutile e dannosa, uno spreco di denaro pubblico ancora più assurdo in tempi di crisi economica come questi e di fronte alla situazione in cui versano le ferrovie italiane (e il sistema dei trasporti). Per questo vi invio volentieri il comunicato stampa che anticipa la trasmissione di Riccardo Iacona - giornalista che stimo, autore di inchieste sempre interessanti e serie - di domenica prossima; si occuperà appunto dell’alta velocità e vi sarà anche uno spazio riservato alla vicenda dell’Innse.

Grazie e a presto,
Vittorio Agnoletto

Genova: Il cartun d’le ribelliun / Il carretto delle ribellioni da Venaus a Roma a passo d’uomo

Martedì, Aprile 7th, 2009

Genova, venerdi 10 aprile 2009 ore 17 sala conferenze del museo di Sant’Agostino Piazza Sarzano
Società per Azioni Politiche di Donne presenta

Il cartun d’le ribelliun / Il carretto delle ribellioni
da Venaus a Roma a passo d’uomo
Film-documentario di Adonella Marena
Sarà presente la regista
Ingresso libero

Una mattina d’estate da Venaus in Val di Susa parte una marcia, che percorrendo in 15 giorni 800 chilometri, arriva a Roma. A piedi, in treno, in bici, la marcia a bassa velocità del movimento NoTav esce dalla valle per far conoscere le ragioni della sua opposizione all’Alta Velocità e ai faraonici progetti delle cosiddette Grandi Opere.

Per strada i marciatori incontrano persone, luoghi, eventi e bande musicali; raccolgono le voci di molte comunità, costrette a subire scelte spesso inutili, costose o devastanti sul proprio territorio. Alla marcia si aggiungono i No Mose da Venezia, i No Ponte da Messina, i No coke dal Lazio: così, caricati su un carro-risciò, che viene chiamato il cartun d’le ribelliun, decine di documenti dei comitati d’Italia arrivano a Roma per essere consegnati da una delegazione al parlamento.

E’ la storia di un’utopia contagiosa, che parte da una concreta e straordinaria esperienza di democrazia partecipata, da un piccolo paese tra le montagne, per incontrare nel cammino fino a Roma i volti di un’Italia che desidera ritrovare il senso della comunità e non si piega al pensiero unico di questo modello economico.

Tav, il premier mente sapendo di mentire. I valsusini fanatici ambientalisti? Ormai ci crede solo lui…

Martedì, Febbraio 24th, 2009

«Berlusconi continua a ripetere che la Tav si farà ma la verità è che l’Ue non ha ancora ricevuto la Valutazione d’impatto ambientale, condicio sine qua non per l ‘inizio dei lavori, come ha dovuto ricordare di recente dallo stesso commissario europeo alle infrastrutture. Il premier mente sapendo di mentire. Il fatto che la Torino-Lione fosse nel programma politico del suo partito non è di per sé una garanzia dell’effettiva bontà dell’opera. Trovo strumentale l’ennesimo attacco del Presidente del Consiglio al «fanatismo ambientalista» , tipico di chi non ha argomenti per replicare - dichiara Vittorio Agnoletto, eruoparlamentare Prc/Sinistra unitaria europea - .
Il popolo dei No Tav ha ampiamente dimostrato di essere pacifico e tutt’altro che estremista! Il suo è un pregiudizio ideologico verso un movimento spontaneo di cittadini che da anni si oppone ad un progetto inutile e dannoso. Berlusconi la smetta di dire che i cantieri delle infrastrutture italiane sono chiusi a causa di fanatici che nessuno ha mai visto: mi chiedo chi può ancora credere ad affermazioni tanto surreali, senza vedere che i problemi delle nostre infrastrutture sono ben altri…Cominci a spiegare quanto ha intenzione di investire sui treni per i pendolari e sulla sicurezza sul lavoro».

Vittorio Agnoletto

Una volta costruito il TAV, quale sarebbe la prima causa di inquinamento della valle?

Domenica, Gennaio 18th, 2009

…Una volta costruito il TAV la prima causa d’inquinamento della Valle sarebbe proprio la costruzione del TAV. Venti e più anni di cantieri con conseguente dispersione nell’ambiente di polveri sottili e nanopolveri, depositi di smarino contenente fibre d’amianto stoccati dappertutto, torrenti prosciugati, terreni inquinati da fanghi tossici e porcherie di ogni genere quando non addirittura contaminati dall’uranio e potrei continuare, ma mi sono limitato a citare le fonti d’inquinamento che sarebbero determinate dalla costruzione dell’infrastruttura per l’alta velocità, a prescindere da quale sia nello specifico il progetto scelto…

Terranauta

Tav, per i sindaci è l’ora della verità

Venerdì, Gennaio 9th, 2009

Per i sindaci è giunto il momento della verità. L’osservatorio ha confermato di essere un cavallo di Troia attraverso il quale il governo attuale e quello precedente stanno cercando di imporre l’alta velocità. è esattamente quello che i comitati della val Susa e il sottoscritto sostengono da tempo. Ora anche i sindaci sembrano essere giunti a questa conclusione, e questo sarebbe positivo, ma è necessario evitare qualunque ambiguità. Il vero problema non è il poco tempo lasciato alle amministrazioni locali per approvare la proposta del governo, ma la proposta stessa del governo che ripropone tutto il progetto TAV e il tunnel internazionale e che quindi va rifiutata “senza se e senza ma”. Ribadisco inoltre che la proposta FARE è solo un’operazione d’immagine e irrealizzabile: infatti i fondi Europei, come esplicitamente scritto nel bando, sono solo per studi e lavori per il tunnel internazionale, non possono in alcun modo essere destinati al nodo di Torino. Qualunque rappresentante istituzionale affermi il contrario sa di non dire la verità. Mi auguro che i sindaci abbandonino definitivamente l’osservatorio e ricerchino un rapporto positivo con il movimento della valle che ancora il 6 dicembre ha espresso con grande forza la sua contrarietà alla TAV. Ora più che mai, con la tremenda crisi economica è folle spendere miliardi per un’opera inutile e dannosa.

Vittorio Agnoletto

Corteo in occasione del terzo anniversario degli scontri con la polizia a Venaus

Lunedì, Dicembre 8th, 2008

In Val di Susa Manifestazione anti Alta Velocità dopo il via libera Ue
Corteo in occasione del terzo anniversario degli scontri con la polizia a Venaus

Quando il corteo sfila pacifico di fronte alla caserma dei carabinieri di Susa, le ultime bandiere No Tav partono finalmente dalla piazza davanti alla stazione. «Siamo trentamila» gridano entusiasti gli organizzatori. Chi c’era mi ha riferito che la cifra giusta è intorno ai 12 mila che sono comunque tantissimi, per essere uno zoccolo duro. La manifestazione indetta in occasione del terzo anniversario della battaglia di Venaus (nel 2005 la polizia si scontrò con i No Tav di fronte al cantiere) dimostra quanto sia ancora radicata l´opposizione al supertreno in val di Susa. Nonostante le mediazioni dell´Osservatorio diretto da Mario Virano e il sì dei sindaci a un piano a tappe che prevede la realizzazione della nuova ferrovia, l´ala dura del movimento è tutt´altro che isolata. «A darci una mano - dice il leader, Alberto Perino - ci hanno pensato i signori di Bruxelles che proprio venerdì hanno aperto i cordoni della borsa per far partire l´opera. Ma se vogliono cominciare a scavare devono sapere che ci troveranno qui». Al corteo partecipa anche un migliaio di persone arrivate da ogni parte d´Italia: ci sono, tra gli altri, i No Dal Molin di Vicenza e il movimento toscano contro i rigassificatori. In testa sfilano i ragazzi delle scuole («L´onda anomala è l´unica che va ad alta velocità»). Manca gran parte dei sindaci della valle contro i quali, anzi, la protesta è diretta. «La loro proposta di realizzare la linea a tappe - dice Perino - è solo un modo camuffato per fare il Tav». Così in segno di scherno sfilano falsi sindaci con la fascia tricolore che annunciano nuovi programmi elettorali: «Vino nelle fontane di tutti i paesi della valle». Tra i primi cittadini veri c´è il sindaco di Bussoleno, Giuseppe Joannas, esponente di Rifondazione. La riuscita della manifestazione non è un segnale da sottovalutare per chi in questi mesi ha tentato la strada della mediazione. «In ogni caso - dice il presidente della Comunità montana, Antonio Ferrentino - la grande partecipazione dimostra come la popolazione della valle voglia contare nelle scelte che riguardano i nostri paesi. Continueremo a lavorare nell´Osservatorio, a patto naturalmente che vengano rispettati gli impegni presi». Anche Mario Virano conferma che «il lavoro dell´Osservatorio prosegue» ed elogia «il carattere pacifico della protesta». La prima verifica si avrà mercoledì quando l´Osservatorio dovrà affrontare il nodo delicato del progetto preliminare del tracciato. La seconda verifica ci sarà a giugno quando gran parte dei paesi andrà al voto. Il movimento No Tav promette battaglia: «Presenteremo liste civiche in tutti i comuni». La protesta durerà tre giorni, perché in tanti hanno scelto di trascorrere il ponte dell’Immacolata partecipando a una serie di manifestazioni contro la Tav proprio all’indomani del via libera dell’Unione Europea. Ieri a Susa, domenica alle 17 si svolgerà una assemblea popolare dei Comitati No tav e lunedì sarà la volta di un dibattito che effettua un parallelo tra quanto accaduto a Venaus nel 2005 e quanto successo a Genova nel 2001, due episodi che hanno visto duri scontri tra cittadini e forze dell’ordine. Al dibattito parteciperanno Claudio Novaro, avvocato di parte civile nel processo di Genova per i fatti della scuola Diaz e della caserma di Bolzaneto e l’avvocato Gianluca Vitale, difensore delle parti lese nei processi di Genova e della Valle di Susa. “Da mesi ormai le dichiarazioni di ministri e politici a favore della nuova linea Torino-Lione sono all’ordine del giorno - si legge nell’appello scritto per convocare la manifestazione - da chi minaccia di invadere la Valle con l’esercito, a chi vuole inviarci a breve le ruspe ‘dialogando’. Oggi manifesteremo a Susa per ribadire la nostra contrarietà a qualunque ipotesi di nuova infrastruttura ferroviaria nei nostri territori e allo sperpero del denaro pubblico in qualunque opera inutile”. Tra l’altro, dopo la tragedia di Rivoli, dove un 18enne è morto nel crollo del controsoffitto di una scuola, i No Tav chiedono che i soldi della Ue vengano usati per migliorare la sicurezza nelle scuole italiane e, per quanto si avanza, per ammodernare il nodo di Torino e far viaggiare a prezzi equi treni efficienti per i pendolari.
Da Comitati Scrivia

La commissione si piega alla volontà delle lobby. Domani tutti in Val Susa

Sabato, Dicembre 6th, 2008

Milano, 5 dicembre 2008 – «L’annuncio di Tajani sui fondi europei alla Torino-Lione (fondi non aggiuntivi, ma stabiliti da tempo e oggi solo confermati) è vergognoso: trasforma in carta straccia le regole dell’Ue e fa prevalere unicamente gli interessi dei grandi potentati economici». Così Vittorio Agnoletto, eurodeputato di Rifondazione comunista/Sinistra europea, interviene in merito all’annuncio del via libera ai fondi per l’alta velocità.
«La disponibilità reale di questi fondi era vincolata alla Valutazione d’impatto ambientale (VIA) e ad un progetto definitivo: ad oggi non esiste né l’uno né l’altro. Dunque la decisione comunicata oggi è in contrasto con le direttive 85/337 e 97/11 sulla VIA e le regole stesse del bando cui l’Italia ha partecipato. Per tanto, appena saremo in possesso di tutti i documenti ufficiali, valuteremo la possibilità di ricorrere contro questo provvedimento.
Non c’è che dire, - continua Agnoletto - le lobby hanno trovato nel commissario italiano un loro ottimo interlocutore. Proprio per questo Berlusconi aveva chiesto e ottenuto per l’Italia il commissario ai Trasporti.
E i diritti dei cittadini? In spregio al valore della trasparenza, ad oggi nessuno conosce ancora il documento del governo italiano sulla cui base la commissione ha deciso di rendere disponibili i 671 milioni. È per tanto una caduta di credibilità totale delle istituzioni europee, che si piegano al volere delle grandi lobby e si allontanano dai cittadini.
A questo punto è evidente che la parola passa alla popolazione e alla sua capacità di rendere evidente il no alla Tav, che è la volontà della maggioranza degli abitanti della valle, attraverso grandi manifestazione pacifiche». A partire dal corteo No Tav che si svolgerà in Val Susa domani, sabato 6 dicembre (ritrovo a Susa alle 14.30), al quale parteciperà anche Agnoletto.

Vittorio Agnoletto, eurodeputato Rifondazione comunista/Sinistra europea

Tav: Disastro idrogeologico in Val Susa

Mercoledì, Novembre 19th, 2008