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2008 Dicembre | No Tav Genova

Archive for Dicembre, 2008

Lettera-denuncia di 25 associazioni ambientaliste e dei consumatori

Domenica, Dicembre 28th, 2008

Da “Repubblica” di sabato 27 dicembre 2008

“I risparmi postali per le grandi opere” è rivolta contro il decreto del governo
Lettera-denuncia di 25 associazioni ambientaliste e dei consumatori

Nel corso della riunione AFA a Rigoroso il 15 dicembre abbiamo preannunciato la volontà del governo di infilare le mani nelle tasche dei pensionati e in generale di tutti coloro che hanno depositato i loro risparmi alle Poste. Dopo aver tagliato su tutto per salvare i banchieri e assicurare loro compensi da capogiro, per garantire al Cai guadagni certi sulle spoglie dell’Alitalia, per favorire in tutto gli speculatori di aree da cementificare, ridotto all’osso i soldi alla scuola e agli ospedali per distruggere eccellenze riconosciuteci a livello mondiale per passarle ai privati, ora è venuto il momento di colpire il piccolo risparmio e dirottarlo a favore di opere spesso inutili - come il Terzo Valico - con unico scopo di trasferire questa ricchezza nelle casseforti di imprese rapaci e dei loro lacchè distribuiti ovunque (in Parlamento, nella TV, nei giornali, nell’Amministrazione pubblica, nelle associazioni malavitose). Ci sono mille priorità in questo periodo di crisi e i soldi vanno reperiti non certo nel piccolo risparmio, un tempo osannato e ora messo a pari livello di un comportamento antisociale (spendete, spendete, acquistate di tutto, risparmiare è segno di pessimismo e di ostilità verso il governo). Eppure l’uomo che definisce eroe il suo stalliere mafioso ci dice che il suo compito principale per il 2009 sarà quello di mettere una putrefatta classe dirigente al sicuro dalla giustizia e di eliminare le intercettazioni telefoniche (in tal modo l’operaio appena licenziato avrà la grande soddisfazione di poter telefonare alla moglie annunciandole questo dramma, che coinvolgerà tantissime persone, senza il rischio di essere intercettato. E le difficoltà a tirare avanti? Per lui non esistono, anzi è convinto che quei “comunisti” che hanno un piccolo deposito alle Poste, creato con la liquidazione e, un tempo, con un piccolo margine della pensione, vengano puniti derubandoli. Tanto avranno sempre la TV che li informa ampiamente sul fatto che a dicembre nevica sulle Alpi, che il Berlusca si sente un diciottenne e fra poco attraverserà a nuoto l’Adriatico, che milioni di italiani vanno qui e là per le vacanze natalizie. Non una voce che dica loro: “Attento al portafogli che te lo stanno svuotando!”

Questo il testo dell’articolo
Rassicuranti, con rendimenti magari non stratosferici, ma puntuali e benedetti. I libretti postali e i buoni fruttiferi sono una antica certezza per i risparmiatori italiani. Ma ora questo pilastro vacilla, per colpa del decreto anticrisi. Venticinque associazioni sospettano che il governo voglia mettere le mani sul risparmio postale, oggi custodito dalla Cassa Depositi e Prestiti. La mossa servirebbe a finanziare nuove grandi opere, magari dalla dubbia utilità. Le associazioni Wwf, Italia Nostra, Lipu, Legambiente e Comitato per la Bellezza, tra le firmatarie della denuncia. La denuncia - sottoscritta anche Adiconsum, Adusbef, Codacons, Lega dei Consumatori, Assoutenti, Movimento Consumatori - parte dall’articolo 22 del decreto anti-crisi. C’è scritto che il governo può attingere al risparmio postale per realizzare «operazioni di interesse pubblico» che siano promosse dallo Stato, dalle Regioni, da altri enti. «In questo modo, si legge nella lettera-denuncia, si abbatte la netta separazione che finora ha consentito di tutelare i 190 miliardi versati da milioni di risparmiatori sui libretti di risparmio e investiti in buoni fruttiferi». Tutti soldi che sono nella disponibilità della Cassa Depositi e Prestiti, controllata per il 70% dal ministero della Economia. Il nuovo meccanismo - continua la lettera-denuncia - stravolge la regola che consentiva alla Cassa di finanziare le grandi opere, «ma solo grazie alla emissione di titoli (obbligazioni) non garantiti dallo Stato». Questa vecchia benedetta regola teneva fuori i risparmiatori «da complesse operazioni economico-finanziarie, ad alto rischio». Per la verità, il decreto anti-crisi non attinge al “tesoro postale” in modo automatico e rimanda a decreti attuativi che individueranno solo più avanti le «operazioni» finanziabili. Ma questa precisazione non rassicura gli ambientalisti e i consumatori, che fanno due conti. Il Primo Programma per le infrastrutture, sette anni fa, stimava in 125,8 miliardi i soldi necessari (delizioso il refuso nel comunicato stampa che parla di 125,8 miliardi di “neuro”, e non di euro). Oggi - battute a parte - il Servizio Studi della Camera calcola una spesa di 305 mi­liardi. Insomma: i costi lievitano di giorno in giorno, e così i rischi. Infine gli ambientalisti e consumatori ricordano come il risparmio postale sia il frutto dei sacrifici di impiegati, immigrati, anziani che lo preferiscono perché a basso rischio. La lettera-denuncia chiede quindi che i compiti della Cassa siano definiti da un disegno di legge approvato con calma dopo un adeguato dibattito alle Camere; e che siano cancellati dal decreto anti­crisi le norme puntate sul cuore del risparmio postale. L’Associazione AFA ovviamente aderisce in toto a questo comunicato.

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Il punto sul Terzo Valico

Mercoledì, Dicembre 24th, 2008

Natale 2008 -
Il punto sul Terzo Valico
Oggetto : 1- l’assemblea AFA, 2- I dati aggiornati del porto di Genova 3- Un miliardo per l’Impregilo / Terzo Valico

ASSEMBLEA AFA il 15 dicembre a Rigoroso Una trentina di persone si sono ritrovate per valutare la situazione e per scambiarsi gli auguri di buone feste. Relazioni di Antonello Brunetti, di Renato Milano, di Vincenzo Fasciolo e di Mario Bavastro. Molti i temi trattati relativi tra l’altro all’impatto fortissimo della Alta Velocità con il servizio trasporto pendolari. Per favorire il 5% dei viaggiatori, al rimanente 95% vengono soppressi treni, aumentate le tariffe, peggiorato il servizio. Un altro tema il trasporto merci con la TAV, una vergognosa finzione: in nessuna altra parte del mondo vi sono linee superveloci adatte sia al trasporto passeggeri che a quello merci; per di più non è stato costruito ancora neppure un carro per trasportare merci sulle linee TAV. Ci si sofferma sull’aspetto economico evidenziando come si sia fatto leva su una serie di bluf che vanno dall’extragettito dei porti, dai TAV-bond, all’Europa che sovvenziona, alle banche e ai privati che finanziano l’opera. Ora, però, vi sono due rischi I fondi per le aree sottosviluppate da destinare all’85% nel Meridione, potrebbero essere dirottate su opere da fare al nord, compreso il Terzo Valico. In più al comma 20 del Decreto anticrisi si legge che il Governo ha accesso al patrimonio delle poste per finanziare opere pubbliche. In poche parole si va a prendere ciò che si vuole dai 190 miliardi di risparmi che gli anziani hanno versato alle poste, attirati da quel 2,2% di interessi. Quindi volenti o nolenti, i risparmi dei pensionati, le liquidazioni affidate alle poste potranno essere utilizzate per un’opera che non renderà mai più del 15% della spesa complessiva (dichiarazione di Moretti), che farà “risparmiare” 20 minuti ai notabili che vanno da Milano a Genova, che non servirà affatto per il trasporto merci e pendolari (anzi quest’ultimi verranno penalizzati), che potrebbe essere sostituita, con notevoli risparmi, ammodernando le cinque linee attuali (vedi sul sito www.comitatiscrivia.it il capitolo Le Alternative) con beneficio reale di tutti e non esclusivo gigantesco profitto per l’Impregilo, per i cementificatori dell’antica Frascheta, con annessi “benefici” per politici e amministratori conniventi. Questo comma è sfuggito a molti o rimbalza contro un muro di gomma; solo il quotidiano “Repubblica” ha denunciato questa appropriazione indebita, ma non ha fatto alcuna breccia nell’indifferenza generale.
Per quanto riguarda il tesseramento all’associazione AFA occorre rivolgersi a
Stefania Pezzan - Via Mameli 56 15066 GAVI LIG. Tel. 348.6713145 [email protected]
Mario Bavastro - Casa Prian 34 15060 VOLTAGGIO Tel. 333.9082437
Vincenzo Fasciolo - Via Montesanto 20 15067 NOVI LIGURE Tel. 0143.321759
Antonello Brunetti - Via Zanchetta 24, 15053 CASTELNUOVO. SCR. Tel. 0131-856022 [email protected]

I DATI DEL PORTO Ho fornito mesi fa i dati sul traffico del porto di Genova per il periodo gennaio-settembre 2008. Sono apparsi ora anche quelli di ottobre e ne emerge quanto segue Il calo dei container sino a settembre 2008 era del -3,9% rispetto al 2007. Per ottobre sono stati movimentati 151.141 container, ossia il 7,3% in meno, facendo salire il -3,9 al -4,2 % di calo dei primi dieci mesi del 2008. Ma la tendenza è generale, infatti il traffico complessivo cala dell’8,1%, con uniche voci positive gli oli vegetali, il vino e le crociere. Anche il numero delle navi è in ribasso: 553 navi contro le 629 dello scorso ottobre. Nel complesso dei dieci mesi 2008 l’arrivo di navi si è ridotto del 7,7%. Sono dati chiarissimi, eppure sui giornali leggiamo che i vari cervelloni truffaldini della Slala, delle Regione Piemonte e Liguria, dei consulenti del sindaco di Genova, dell’Authority del porto, dei ministri e parlamentari (in prima fila Scaiola e Grillo), delle banche e delle associazioni industriali, con una faccia di tolla incredibile, parlano di ripresa del porto, di proiezioni di boom al 2015, di un Terzo Valico panacea di tutti i mali liguri. Ridicolizzate le proiezioni formulate nel progetto del 1992, tutte basate su presupposti fasulli, ora si è allontanata la data della cosiddetta saturazione al 2015, ma come allora senza uno straccio di studio serio e senza alcuna valutazione delle alternative.

UN MILIARDO PER IL TERZO VALICO Il 18 dicembre viene dato grande risalto alla decisione del Cipe. Questo l’avvio del “SecoloXIX” Da gennaio, apriranno i cantieri. Il governo ha sbloccato ieri 16,6 miliardi di fondi da investire nel 2009 in strade, tratte ferroviarie e grandi opere. E anche la Liguria riceverà circa 1 miliardo di euro per realizzare il Terzo Valico: dopo anni di attese, illusioni e false partenze, finalmente con il nuovo anno si potrà mettere mano ai primi lotti della linea ferroviaria ad alta velocità Milano-Genova. Fino a qualche settimana fa, l’opera non era fra quelle inserite nell’elenco all’attenzione del Cipe, ma poi ha trovato un suo spazio tra l’autostrada Cecina-Civitavecchia, il Ponte sullo Stretto e il MoSe di Venezia. È stato soprattutto l’incessante pressing del ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, nei confronti dei colleghi di governo e in primo luogo del titolare delle Infrastrutture, Altero Matteoli, a sbloccare la situazione, consentendo di inserire il Terzo Valico nella lista delle grandi infrastrutture su cui il governo punta per rilanciare l’economia.
Questo il commento di STEFANO LENZI, responsabile WWF
- Il 18 dicembre il CIPE ha sbloccato fondi pubblici FAS (Fondi per le Aree Sottosviluppate) destinate ad infrastrutture per 4,8 miliardi di euro, 4 dei quali vanno al Sud e 800 milioni di euro al Centro-Nord, secondo la ripartizione dell’85% al Sud e del 15% al centro-nord;
- nel papocchio hanno anche fatto riferimento al miliardo e 500 milioni di euro che viene “reso disponibile” (compreso il MoSE e altre opere) quale impegno quindicennale (cioè spalmato nell’arco del prossimo quindicennio) dal Dl 185/2008, cosiddetto “decreti anticrisi.
- il che vuole dire che ci sono 800 milioni di euro da qui al 2013 (limite di impegno degli attuali Fondi FAS) e 1.500 milioni di euro da oggi ai prossimi 15 anni;
- questi fondi non sono quindi subito disponibili (”abbiamo 1 miliardo di euro per il Terzo Valico e i cantieri possono partire a gennaio”), non solo, per ora non e’ stata fatta alcuna ripartizione e quindi al momento il Terzo Valico non ha avuto nemmeno un euro. Sarebbe solo in “pole position” al Nord in una lista che comprende anche l’Expò 2015 di Milano, il tunnel di base del Brennero (il cui costo all’aprile 2007 era di 2 miliardi e 550 milioni di euro) e la tratta ferroviaria della AV Mi-Vr, Treviglio-Brescia (costo stimato attorno ai 2 miliardi di euro).Nei prossimi 60 giorni si deciderà la vera ripartizione dei fondi realmente disponibili e allora si potrà capire se Scaiola, Grillo, Palenzona, Cociv-Impregilo hanno vinto o se si tratta solo di fumo. È bene che teniamo d’occhio cosa succederà nelle prossime settimane. Ciò potrebbe bloccarli è il fatto che il Terzo Valico dei Giovi costa 5 miliardi e 200 milioni e i tempi di costruzione sono tutt’altro che contenuti, e che, forse, conviene che investano soldi laddove a breve si può vedere realmente qualcosa.

Comitati Scrivia

Formigoni si sveglia tardi: da 15 anni lottiamo contro la Tav

Sabato, Dicembre 20th, 2008

«Formigoni oggi attacca la Tav ma è proprio lui che da anni sostiene tutti i progetti di alta velocità e le grandi opere inutili. Da 15 anni contestiamo i progetti di alta velocità e chiediamo che i soldi siano destinati ai treni per i pendolari, che oggi versano in condizioni disastrose e sono cronicamente in ritardo. I debiti contratti dalle ferrovie italiane per il sistema dell’alta velocità sono pari a 12,9 miliardi di euro. Proviamo a pensare cosa si sarebbe potuto fare per i pendolari con questa somma: aumentare il numero delle carrozze, garantire la sicurezza dei viaggiatori e dei lavoratori delle ferrovie, migliorare le condizioni igieniche dei convogli, fare in modo che una variazione di orario non significasse il caos assoluto del sistema…Formigoni, con i suoi alleati, inclusa la Lega, ha invece sempre sostenuto questa logica dei due pesi e due misure, finanziando i treni per i ricchi e non quelli per i poveri. Quando, come movimento No Tav, facciamo questi discorsi, ci accusano di essere estremisti: la realtà è che stiamo solo difendendo i diritti dei pendolari».

Vittorio Agnoletto

Comunicato stampa sul terzo valico

Venerdì, Dicembre 19th, 2008

Appare immotivato e pretestuoso l’entusiasmo con cui i deputati della PDL Luigi Grillo e Sandro Biasotti; Maurizio Maresca (Consulente della sindaco di Genova), il Presidente della Confindustria di Genova Giovanni Calvini, il Presidente della Regione Liguria Claudio Burlando e Claudio Scaiola Ministro dello sviluppo economico, hanno salutato il via libera del CIPE allo stanziamento di un miliardo di euro per il terzo valico.
Infatti il costo dell’intera opera, che non può essere portato avanti per lotti funzionali, è di almeno cinque miliardi e mezzo di euro.
Si tratta inoltre di un’opera dall’impatto ambientale elevatissimo e di una efficienza trasportistica discutibile.
Ci sorprende che l’onorevole Sandro Biasotti rivendichi la concessione senza alcuna gara trasparente al Consorzio COCIV; concessione aspramente criticata, dal punto di vista morale, dal magistrato Ferdinando Imposimato.
Noi speriamo che inizino i lavori per il rifacimento del nodo ferroviario di Genova e che non vengano sprecati i soldi per un opera dallo scarso rapporto costi e benefici.

Il Capogruppo Sinistra Europea PRC
Antonio Bruno

Il treno della vanità

Giovedì, Dicembre 18th, 2008

L’alta velocità nel nostro Paese è finalmente partita, andando forse meglio del previsto. Anche se qualcuno già pronostica un ennesimo fallimento made in Italy.
Bisogna che la verità sia detta fino in fondo: il fine settimana scorso è fallito il lancio dell’alta velocità sulla Milano-Bologna. Non perché i lavori sono durati più del previsto (alle stazioni di Milano e Bologna campeggiavano da un anno i totem del conteggio della rovescia e, senza imbrogli, il viaggio è partito quando questi sono arrivati a zero, roba mai vista in Italia), non perché il servizio non funzioni (il primo viaggio del treno inaugurale ha fatto un minuto di ritardo nonostante una fermata imprevista, il ritorno ha fatto sette minuti di anticipo) o sia solo di facciata o insufficiente come tutte le inaugurazioni in Italia (qui invece i treni tra Roma e Milano ci sono ogni quarto d’ora negli orari di punta!). Non si tratta nemmeno dell’ennesima cattedrale nel deserto (in tempi di crisi Alitalia il treno eguaglia quasi l’aereo in termini di tempo sulla Roma-Milano a un prezzo decisamente inferiore). No, il lancio è fallito perché tutti questi aspetti positivi si sono scontrati con la grande fiera della vanità che si è scatenata intorno all’evento….leggi tutto su Giornalettismo

La Corte dei Conti boccia 10 anni di gestione Tav

Martedì, Dicembre 16th, 2008

Due distinte operazioni per far decollare l’Alta velocità a distanza di dieci anni l’una dall’altra. Ma entrambe miseramente fallite per la mancanza di una gestione imperniata sui principi di efficacia, efficienza ed economicità. A pagare lo Stato e le generazioni future in alcuni casi addirittura fino al 2060
La sezione di controllo della Corte dei Conti non fa sconti nella relazione sulla gestione dei debiti accollati al bilancio dello Stato contratti da Fs, Rfi, Tav e Ispa per le infrastrutture ferroviarie necessarie alla realizzazione del sistema dell’Alta Velocità. Nel mirino della suprema magistratura contabile due ipotesi di accollo dei debiti - una nel 1996 e l’altra nel 2006 - che hanno in comune “la scelta normativa di accollare debiti, insostenibili per il gestore del servizio pubblico, allo Stato”. E la gravosità delle operazioni di prestito e la scarsa trasparenza amministrativa e contabile nella gestione del debito….leggi tutto

Alta velocità. E bassa civiltà

Lunedì, Dicembre 15th, 2008

Alta velocità. E bassa civiltà
Scritto da Nando dalla Chiesa
Monday 15 December 2008

Eggià, hanno inaugurato l’alta velocità, loro. Spazi sfollati alla stazione centrale di Milano in pieno sabato pomeriggio, viaggiatori divisi di qua e di là come le acque del Mar Rosso da Mosé. E poi ecco arrivare le autorità in bella formazione per battezzare il prodigio dei prodigi. Intanto, volete sapere che cosa succedeva nella stessa stazione dove avveniva il miracolo? Nessun distributore automatico dei biglietti funzionava, mentre la gente si accalcava alla disperata davanti agli sportelli manuali, ovviamente nel caos inenarrabile del grande evento. Di più: non funzionavano neanche i tabelloni delle partenze e degli arrivi, sicché la gente che era riuscita a fare i biglietti non sapeva poi da dove partire e passava di qua e di là per vedere che treno c’era sui singoli binari, ma sempre cozzando contro lo schieramento di forze dell’ordine che teneva sgombera tutta la parte centrale della stazione. Ecco. Questa è l’alta velocità. Contro la quale non sollevo qui alcuna questione ambientale. Dico solo che è una follia investire tanto per metterci un’ora in meno ad arrivare a Roma quando tutto il sistema fa schifo, quando uno come me (e non parlo dei pendolari…) che passa in treno più ore che in casa sua ha le orecchie piene di quella frase da strapazzo “Trenitalia si scusa per il disagio”. Ma ficcatevelo in bocca il disagio, accidenti, voi con quel Moretti supermanager che (primo caso nella nostra storia televisiva, già bifolca di suo) si presenta all’intervista a Telecamere masticando la chewingum…..leggi tutto

La grande bufala dell’Alta velocità: treni più lenti e costosi

Domenica, Dicembre 14th, 2008

In Italia di Alta velocità si parla da più di vent’anni. Era il sogno venduto alla politica da Lodovico Ligato e Lorenzo Necci: fare dell’Italia un paese avanzato, come i cugini francesi che nel mondo posso vantare i 350 km all’ora del loro Tgv. Un sogno costato tangenti, anni di galera e morti. I tanti operai per costruirla e i due manager: Ligato ucciso dalla mafia e lo stesso Necci, investito da un’auto mentre era in bicicletta nel maggio 2006.  L’Alta velocità in Italia è stata lo specchio fedele del Paese. Oltre alle tangenti c’è un altro capitolo comune ad ogni infrastruttura: le infinite inaugurazioni. La prima fu per la tratta Firenze-Roma nell’ormai lontano 1992. Da quel giorno i treni lì sopra viaggiano a 250 km all’ora e continueranno a farlo, con addirittura un aumento dei tempi di percorrenza per il troppo traffico di Eurostar sulla tratta…..leggi tutto

Supertreno

Sabato, Dicembre 13th, 2008

Dal “Secolo XIX”: Tutti i costi record del treno più veloce (leggi articolo)

È imminente l’inaugurazione della Milano-Bologna, pagata sei volte di più del TGV francese. Prepariamoci ad articoli di esaltazione pagati o di gratuito servilismo inneggianti al progresso, alle grandi opere, ecc. ecc. Sull’Espresso abbiamo avuto occasione di leggere un vomitevole peana alla TAV, di vedere sul TG7 un ottimo servizio critico. Ci sorprende sinceramente questo articolo apparso oggi sul Secolo XIX (segnalato da Carloge) che pone qualche dubbio sulla TAV, per noi certamente troppo basato sui costi enormi e non tanto sull’inutilità dell’opera e sulle alternative da concentrare sulle linee per viaggiatori normali, per le merci e soprattutto per i pendolari: “Benvenuti su uno dei tratti ad Alta Velocità più costosi del mondo. Oggi alle 16 il debutto: da Milano a Bologna in un’ora e cinque, nemmeno il tempo di un film. Poi tra Milano e Roma,le “due capitali”, si viaggerà in tre ore e mezza nella versione senza fermate intermedie; in tre ore e 59 minuti con la doppia fermata a Bologna e Firenze. Godranno coloro che hanno fretta, sempre tanta fretta.Quanti? «Quel cinque per cento di viaggiatori che possono spendere per andare così veloce», commenta un po’ amaro Marco Ponti, docente di Economia dei trasporti al Politecnico di Milano, da sempre un osservatore attento delle dinamiche dell’alta velocità e dei suoi costi esagerati. Gli altri? Gli altri aspettano. Il popolo dei ritardi e della sporcizia, quelli che apprendono dall’altoparlante (ma sempre dopo) che «il treno da… a… oggi non è stato effettuato». Il popolo dei pendolari, quei due milioni di italiani che ogni giorno viaggiano sui regionali e qualche volta sugli intercity. Sempre più spesso Plus, con prenotazione e sovrapprezzo obbligatorio. Oggi protesteranno, alla centrale di Milano, inaugurata dopo il restyling. Cara, carissima Alta Velocità. Cara quanto?La stessa Trenitalia ammette: in Francia il costo medio al chilometro è stato di 10 milioni di euro al chilometro. In Spagna di nove. In Italia di 32. E fa già più di tre volte tanto.
Poi c’è Ivan Cicconi, esperto di infrastrutture e opere pubbliche, che si è messo a rifare i conti. Ha fatto una media tra il costo medio in Francia, Spagna e Giappone: 9,7 milioni a chilometro. Parametrando tutto, ma proprio tutto, dei costi italiani, è saltata fuori la cifra-monstre di 60,7 milioni. E siamo al 500 per cento in più. Un incremento mozzafiato. Intanto Andrea Salemme, amministratore delegato di Tav, ha spiegato a Claudia Di Pasquale, autrice di una lunga inchiesta per Exit, su La7, che i maggior costi sono dovuti anche «al fatto che non si è scelta la strada di infrastrutture leggere, ma di scommettere sul futuro permettendo anche il passaggio ai merci». Per ora non ce ne sono: nessuna azienda ha ancora mezzi adatti da far transitare sui binari dell’Alta Velocità.
Il professor Ponti incalza: «Ben venga la Milano-Bologna e poi il prolungamento fino a Roma. Ok, d’accordo, sarà una buona cosa per noi professionisti che abbiamo bisogno di viaggiare, anche a prezzi elevati, su questa tratta. Il problema è un altro: un’opera è utile alla collettività anche per quanto costa. E se costa tre volte tanto rispetto agli altri Paesi, anche un non esperto capisce che l’utilità cala».
Poi una piccola puntualizzazione: «I treni vogliono far concorrenza all’aereo. Ma l’aereo lo paga chi viaggia, il treno ad Alta Velocità lo paghiamo tutti noi contribuenti e non si capisce perché».
Milano, Bologna, Roma. Questa tratta è un successo annunciato. Ma intanto quella tra Roma e Napoli, che sembrava ideale per un collegamento ad Alta Velocità, da due anni è un deserto. Intanto sono aumentati i costi dei biglietti e degli abbonamenti e da 280 euro a 420 al mese. Non pare in linea con l’inflazione. «E una catastrofe sarà la Milano-Torino», annuncia Ponti.
Ma qual è la dinamica tutta italiana che ha portato i costi per la Tav ad impennarsi in progressione geometrica? Il sistema è quello dei general contractors, benevolmente tradotto in italiano come contraente generale.
Bisogna risalire al 1991 per comprendere meglio la storia. A quando le Ferrovie attribuiscono alla Tav Spa la concessione per la progettazione, costruzione e sfruttamento delle linee ad Alta velocità.
Tav affida poi le opere a consorzi di imprese radunati intorno a Fiat, Iri ed Eni. I lavori proseguono senza gare, ad affidamento diretto e senza l’onere della successiva gestione. Con un sistema che l’ex ministro delle Infrastrutture dell’esecutivo guidato da Romano Prodi, Antonio Di Pietro, ha definito così, in parole semplicissime: «Ti pago per quanto spendi». E più spendi, più ti pago.
La situazione appare così fuori controllo che alla fine dello scorso anno l’Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici è intervenuta con una “indagine relativa agli interventi gestiti da Tav S.p.A”. E con rilievi molto pesanti. «Le convenzioni tra Tav e general contractors sono state stipulate senza riferimento ad un’adeguata progettazione, neanche di massima, ma sulla base di un importo presunto dell’opera»; «anche nei casi in cui la progettazione esecutiva ha successivamente ridefinito un importo dell’opera considerevolmente maggiore Tav non si è mai avvalsa della facoltà di recesso»; «Anche i progetti esecutivi hanno spesso mostrato un livello carente di approfondimento».
Intanto i detrattori della Tav rifanno per l’ennesima volta i conti. E scoprono, dati alla mano, che la tratta Roma-Napoli è costata il 568 per cento in più del previsto. La Bologna-Milano, che s’inaugura oggi, il 526. La Bologna-Firenze il 595. La Torino-Milano il 740.
Oggi parte il nuovo collegamento. C’è il prezzo di lancio, una sorta di super-promozione che non lascia, per il futuro, sperare in tanta benevolenza”.

Comitati Scrivia

Corteo in occasione del terzo anniversario degli scontri con la polizia a Venaus

Lunedì, Dicembre 8th, 2008

In Val di Susa Manifestazione anti Alta Velocità dopo il via libera Ue
Corteo in occasione del terzo anniversario degli scontri con la polizia a Venaus

Quando il corteo sfila pacifico di fronte alla caserma dei carabinieri di Susa, le ultime bandiere No Tav partono finalmente dalla piazza davanti alla stazione. «Siamo trentamila» gridano entusiasti gli organizzatori. Chi c’era mi ha riferito che la cifra giusta è intorno ai 12 mila che sono comunque tantissimi, per essere uno zoccolo duro. La manifestazione indetta in occasione del terzo anniversario della battaglia di Venaus (nel 2005 la polizia si scontrò con i No Tav di fronte al cantiere) dimostra quanto sia ancora radicata l´opposizione al supertreno in val di Susa. Nonostante le mediazioni dell´Osservatorio diretto da Mario Virano e il sì dei sindaci a un piano a tappe che prevede la realizzazione della nuova ferrovia, l´ala dura del movimento è tutt´altro che isolata. «A darci una mano - dice il leader, Alberto Perino - ci hanno pensato i signori di Bruxelles che proprio venerdì hanno aperto i cordoni della borsa per far partire l´opera. Ma se vogliono cominciare a scavare devono sapere che ci troveranno qui». Al corteo partecipa anche un migliaio di persone arrivate da ogni parte d´Italia: ci sono, tra gli altri, i No Dal Molin di Vicenza e il movimento toscano contro i rigassificatori. In testa sfilano i ragazzi delle scuole («L´onda anomala è l´unica che va ad alta velocità»). Manca gran parte dei sindaci della valle contro i quali, anzi, la protesta è diretta. «La loro proposta di realizzare la linea a tappe - dice Perino - è solo un modo camuffato per fare il Tav». Così in segno di scherno sfilano falsi sindaci con la fascia tricolore che annunciano nuovi programmi elettorali: «Vino nelle fontane di tutti i paesi della valle». Tra i primi cittadini veri c´è il sindaco di Bussoleno, Giuseppe Joannas, esponente di Rifondazione. La riuscita della manifestazione non è un segnale da sottovalutare per chi in questi mesi ha tentato la strada della mediazione. «In ogni caso - dice il presidente della Comunità montana, Antonio Ferrentino - la grande partecipazione dimostra come la popolazione della valle voglia contare nelle scelte che riguardano i nostri paesi. Continueremo a lavorare nell´Osservatorio, a patto naturalmente che vengano rispettati gli impegni presi». Anche Mario Virano conferma che «il lavoro dell´Osservatorio prosegue» ed elogia «il carattere pacifico della protesta». La prima verifica si avrà mercoledì quando l´Osservatorio dovrà affrontare il nodo delicato del progetto preliminare del tracciato. La seconda verifica ci sarà a giugno quando gran parte dei paesi andrà al voto. Il movimento No Tav promette battaglia: «Presenteremo liste civiche in tutti i comuni». La protesta durerà tre giorni, perché in tanti hanno scelto di trascorrere il ponte dell’Immacolata partecipando a una serie di manifestazioni contro la Tav proprio all’indomani del via libera dell’Unione Europea. Ieri a Susa, domenica alle 17 si svolgerà una assemblea popolare dei Comitati No tav e lunedì sarà la volta di un dibattito che effettua un parallelo tra quanto accaduto a Venaus nel 2005 e quanto successo a Genova nel 2001, due episodi che hanno visto duri scontri tra cittadini e forze dell’ordine. Al dibattito parteciperanno Claudio Novaro, avvocato di parte civile nel processo di Genova per i fatti della scuola Diaz e della caserma di Bolzaneto e l’avvocato Gianluca Vitale, difensore delle parti lese nei processi di Genova e della Valle di Susa. “Da mesi ormai le dichiarazioni di ministri e politici a favore della nuova linea Torino-Lione sono all’ordine del giorno - si legge nell’appello scritto per convocare la manifestazione - da chi minaccia di invadere la Valle con l’esercito, a chi vuole inviarci a breve le ruspe ‘dialogando’. Oggi manifesteremo a Susa per ribadire la nostra contrarietà a qualunque ipotesi di nuova infrastruttura ferroviaria nei nostri territori e allo sperpero del denaro pubblico in qualunque opera inutile”. Tra l’altro, dopo la tragedia di Rivoli, dove un 18enne è morto nel crollo del controsoffitto di una scuola, i No Tav chiedono che i soldi della Ue vengano usati per migliorare la sicurezza nelle scuole italiane e, per quanto si avanza, per ammodernare il nodo di Torino e far viaggiare a prezzi equi treni efficienti per i pendolari.
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