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2009 Gennaio | No Tav Genova

Archive for Gennaio, 2009

Il progresso, la crescita, le grandi opere, la rapina del territorio Ma piantatela di contare balle !

Martedì, Gennaio 27th, 2009

A metà gennaio, sul quotidiano “Il sole 24 ore” sono apparsi alcuni articoli riuniti sotto il titolo complessivo “Svolta finale per il Terzo Valico”, il tutto in vista della imminente decisione del CIPE di destinare un miliardo di euro per un’opera considerata prioritaria e da concludere entro il 2017. Esaminiamo quanto di assurdo emerge dalle interviste. “Fa parte di una lista di dieci opere da finanziare con i fondi FAS” Il costo complessivo del Terzo Valico è stimato da tre anni in 5 miliardi e 279 milioni di euro. Quindi siamo ben lontani dalla copertura dei costi. Nel 1991 l’intera tratta di 124 chilometri costava 3.200 miliardi di lire a preventivo, che nel 1994 vennero puntualizzati in 8.000 miliardi a consuntivo e nel 1996 in 10.000 per 126 chilometri (c’era la “gobba”!). Ora, con un percorso ridotto alla metà (54 chilometri), il costo previsto è di circa 10.000 miliardi di vecchie lire, chiaramente sottostimato e passibile di forti rialzi. Il costo, dal 1991 ad oggi - producendo solo montagne di carte , di depliant patinati, di centinaia di convegni - è aumentato del 700 per cento. Un incremento mozzafiato. Il Fondo Aree Sottosviluppate è stato creato per interventi nel Mezzogiorno e ha una disponibilità complessiva di 7,3 miliardi di euro. Quindi, se si tolgono i progetti per il Sud, del tipo ponte di Messina, la Salerno-Reggio Calabria, la statale ionica, le reti metropolitane in Campania e in Sicilia, rimane ben poco per i progetti Expo di Milano, il raddoppio della Pontremolese, per la Treviglio- Brescia e per il Terzo Valico. “La nuova linea dovrà unire Genova a Rotterdam per il trasporto delle merci che transitano ogni giorno dal porto genovese”. Certo si parla di 3 milioni di teus per il 2010 e di 5 milioni entro il 2020. Addirittura di 10 milioni da tutti i porti liguri (ma che senso avrebbe, con ben cinque valichi già disponibili, incanalare tutto nel collo di bottiglia del Sesto (non Terzo) Valico?. Mai nessuno, in occasione dei convegni ufficiali nei quali “sono tutti de loro”, riporta cifre che , ultimamente qualcuno comincia a valutare, come la CGIL Liguria ( forse sarebbe meglio, prima del Terzo Valico, affrontare i mille problemi della rete attuale), l’associazione pendolari, il sindaco di Genova, il Direttore delle Ferrovie di Genova (”Siamo anche d’accordo sulla necessità di dare priorità e di concentrare le limitate risorse disponibili su questo tema, rispetto ad investimenti infrastrutturali, come il Terzo Valico, di grande impegno finanziario”.) Attualmente i Teus (anno 2007) sono sul milione e settecentomila. Ma di questi il 40% riparte via nave o va verso il Centro sud. Rimangono, per essere spediti oltre l’Appennino, un milione e 120.000 container. Di questi - dichiarazioni fra i denti da parte delle Ferrovie - solo il 10 per cento viene caricato sui treni. Di conseguenza questo intasamento ferroviario verso Rotterdam sarebbe costituito dalla cifra di 103.200 Teus (103.200 e non i quasi due milioni decantati dall’Autorità portuale). Lo attestano anche dichiarazioni provenienti dalle Ferrovie di molti convogli merci soppressi per mancanza di carichi e di locomotori, e il vuoto notturno per tre giorni alla settimana sulle linee ferroviarie verso Torino e Milano. Eppure nel progetto del 1992 si parlava di imminente saturazione e di crescita dei trasporti intorno al 12-13% annuo. In realtà c’è stata una crescita che complessivamente è stata conteggiata intorno all’1,5 % annuo. Poi nel progetto del 1994 le proiezioni si sono un po’ ridimensionate: dal 1995 al 2002 prevedevano una crescita annua dell’8,7% e poi dal 2002 al 2005 del 6,6 per cento. Di conseguenza appare semplicemente ridicolo il traguardo che Cociv e Italfer avevano indicato per il 2015 in 5 milioni di Teus. Lo ricordiamo ancora una volta, ora i container su treno sono 103.200! Inoltre va ricordato che siamo all’inizio di una grande crisi della cosiddetta globalizzazione e di questa assurda movimentazione di merci da una parte all’altra del mondo. Crisi che colpisce anche il porto di Genova, ove fra gennaio e ottobre 2008 è stato registrato un calo del 4,2% nel tonnellaggio e del 3,9% nel settore dei container. “Ora si può partire con i cantieri, poi cercheremo altri finanziamenti: l’importante è dare avvio all’opera” afferma l’assessore ligure ai Trasporti Giovanni Vesco Ci risiamo con gli annunci alla Luigi Grillo (”domani apriremo i cantieri”). Ho perso il conto, penso che dal 1992 sia il 37° annuncio di tal genere. A costoro interessa solo iniziare e poi ci sarà pappa e ciccia per tutti, o meglio per cementificatori, affaristi e politicanti collusi. E poi di quali altri finanziamenti va cianciando? Le banche e i costruttori non hanno mai tirato fuori un lirino del famoso 60% a loro carico, l’opera è dichiarata dagli stessi dirigenti ferroviari come inutile e in forte passivo (un rientro sulle spese quantificabile fra il 10 e il 15%). Toccherà allo Stato provvedere con la motivazione ridicola del rilancio economico. Un’opera del genere rilancia solo ruspe, appetiti insaziabili, distruzione ambientale e manodopera extracomunitaria. Obama insegna: per il rilancio ha già impostate le prime misure, quali l’edilizia scolastica, l’ammodernamento delle linee elettriche, le opere per ridurre spechi energetici e inquinamento. Dove troverà i soldi lo Stato se non tagliando, come sta facendo, i servizi per i pendolari, ossia per quel 95% degli utenti delle ferrovie che viaggiano già ora in una situazione penosa? “Importante è avere una alternativa che ci permetta di decongestionare il traffico nel porto ligure” aggiunge Vesco. Il decongestionamento passa soprattutto sul rifacimento del nodo di Genova e sull’utilizzo razionale dei tre valichi alle spalle di Genova e di quelli che si irradiano da Savona e La Spezia. Basterebbe rilanciare, con una spesa relativamente modesta, la Voltri - Alessandria per consentire uno smaltimento nell’ordine di almeno quattro milioni e 500 mila Teus annui (ora 103.200). Esattamente 2 milioni e ottocento mila Teus sulle tre linee alle spalle di Genova e ben 4 milioni e mezzo con il raddoppio della Voltri - Alessandria che è già dotata di doppia banchina perché, prima dello smantellamento da parte dei tedeschi, era a due binari. Tutti noi auspichiamo che tutte le merci di Genova vengano movimentate via treno e allora ecco che le alternative da noi proposte calzano a pennello.. Ma non sarà così. Non c’è nulla che indichi scelte coraggiose per trasferire dalla gomma al ferro i trasporti. Quindi la congestione di Genova, al massimo, verrà trasferita, con questa smania dei politici piemontesi di costruire interporti ovunque, nell’Alessandrino, ove migliaia di camion caricheranno le merci lì giunte per diramarle tutt’attorno. Una prova chiara di quanto poco interessi in realtà trasferire su rotaia i container è la mancanza totale di finanziamenti per la costruzione di carri merci appositi per le linee ad Alta Velocità. Andate a verificare sulla A.V.Roma-Napoli e sulla Milano-Torino: passano solo alcuni treni passeggeri, tra l’altro nettamente al di sotto, come quantità, (ma è un classico) a quanto indicato nei progetti. “Entro l’anno riapriremmo i cantieri, anche perché il governo ha riassegnato la concessione al general contractor evitando di ricorrere al bando di gara europeo” dichiara Umberto Risso, presidente di Confindustria Liguria. Chi ha seguito dall’inizio questa vicenda ricorda certamente i tanti trucchetti per evitare che la legge dell’appalto europeo venisse adottata per l’Alta Velocità. Allora ci fu un accordo fra politici e affaristi per gestire questa gigantesca operazione con lo stesso sistema delle autostrade: farla pagare dallo Stato a vantaggio dei privati. Venne inventata la figura del general contractor, una autentica truffa ai danni dello Stato. Un pool di imprese progettava, costruiva (con relativi aumenti in corso d’opera), controllava se stesso, ma non aveva alcuna responsabilità sui risultati e sulla gestione. Quindi rischi e costi allo Stato, comodi profitti alle imprese e alle banche con relativo tourbillon di tangenti. Ci vuole una bella faccia tosta ad esaltare questo sistema fraudolento che avevamo sintetizzato nel nostro slogan “NO AL SUPERTRENO, UN UTILE PER ALCUNI, UN LUSSO PER POCHI, UN DANNO PER MOLTI, A SPESE DI TUTTI” ” Il Terzo Valico consentirà una più rapida uscita delle merci. Questo perché in Italia ci vogliono 21 giorni per consegnare le merci, mentre in Francia ne occorrono nove e in Germania ne bastano otto”. Così dichiara Nereo Marcucci, presidente di Assologistica. Persino Putgnacä (il comandante francese Potignac che assediò il castello di Tortona, nel Settecento, notissimo per la sua insipienza e per fare il finto tonto) saprebbe che il problema del trasporto merci su treno non dipende dalla velocità del treno (negli USA viaggiano a circa 30 chilometri all’ora), ma dalla organizzazione e dalla efficienza della rete distributiva. Cosa c’entra dunque l’Alta Velocità con le merci? Eppure Scajola a Pozzolo ha dichiarato che il Terzo Valico verrà utilizzato per le merci, mentre le linee esistenti saranno pascolo per i passeggeri. Esattamente il contrario di quanto ci raccontavano nel 1992: “trasporteremo ogni giorno 55.000 passeggeri in 50 minuti da Genova a Milano e viceversa”; per di più risparmiando la miseria di 15 minuti su un normale Pendolino privo di soste intermedie. Poi si scoprì che in realtà non erano più di 1.800 al giorno coloro che percorrevano l’intera tratta. Nel 1994 ebbero la pensata di genio della TAC, Alta Capacità: di giorno i passeggeri e di notte le merci, poi si scoprì che la notte va utilizzata per la manutenzione delle linee, soggette a forte usura, e che nessun paese al mondo aveva linee che portavano contemporaneamente merci e passeggeri. Solo la Germania ci aveva provato, ma aveva subito desistito per i molteplici inconvenienti e incidenti. Ora ci raccontano che servirà solo per i prossimi 5 milioni di Teus, ma si è già scoperto che questa è un’altra fandonia perché i container sono molti, moltissimi di meno e che non è in corso alcuna ordinazione di carri merci per linee ad Alta Velocità. Solo menti bacate o supine di fronte al potere economico possono concepire di spendere oltre 5 miliardi di euro per un ennesimo traforo finalizzato a trasportare a tutta birra le merci verso Rivalta o Alessandria, senza destinare un quattrino per uscire da quel girone infernale che è il trasporto pendolari. PER CONCLUDERE non ci si venga a turlupinare e a dipingerci come gli artefici di tutti i mali del mondo e come i nemici del “progresso”. Noi siamo contro le spese inutili e distruttive di risorse economiche e di ambiente e presentiamo proposte ben precise su quanto occorre fare per il bene della collettività e per creare lavoro qualificato e duraturo.
- Anzitutto ogni futuro intervento deve essere effettuato nelle aree ormai sacrificate, senza concedere più un metro quadro alle lobbie del cemento, della speculazione, dell’edilizia esasperata (esattamente il contrario di quanto va dicendo Berlusconi nella campagna elettorale in Sardegna ove, a spese nostre e trascurando di fare il suo lavoro di primo ministro, va a insultare chi si oppone alla cementificazione delle coste).
- Un grosso intervento di manutenzione del territorio e della natura che proprio oggi è stata definita “killer” perché una frana è caduta in Calabria, esattamente laddove i geologi avevano indicato rischi E soprattutto in linea con le pulsazioni della Terra che ruota, si innalza, si sgretola, ha sussulti come ogni forma di vita.
- La ricerca e la messa in opera di fonti energetiche alternative, di forme di risparmio energetico, di abbattimento dell’inquinamento.
- Una legge quadro che consideri l’acqua bene comune.
- Un piano di trasporti che sposti le merci dalla gomma al treno e che parta dalla mobilità pendolare, dal recupero e ammodernamento dell’esistente e dalla vivibilità dei cittadini.
- Un Piano per i rifiuti che faccia delle “4 R” (riduzione, riciclo, recupero e riuso) le proprie linee guida.
- Il risanamento manutentivo di ospedali e scuole per fornire migliori servizi, e del patrimonio artistico e ambientale, fonte di turismo, di posti di lavoro, di cultura e di vita migliore.
Se vuoi approfondire l’argomento collegati con il sito www.comitatiscrivia.it

Una volta costruito il TAV, quale sarebbe la prima causa di inquinamento della valle?

Domenica, Gennaio 18th, 2009

…Una volta costruito il TAV la prima causa d’inquinamento della Valle sarebbe proprio la costruzione del TAV. Venti e più anni di cantieri con conseguente dispersione nell’ambiente di polveri sottili e nanopolveri, depositi di smarino contenente fibre d’amianto stoccati dappertutto, torrenti prosciugati, terreni inquinati da fanghi tossici e porcherie di ogni genere quando non addirittura contaminati dall’uranio e potrei continuare, ma mi sono limitato a citare le fonti d’inquinamento che sarebbero determinate dalla costruzione dell’infrastruttura per l’alta velocità, a prescindere da quale sia nello specifico il progetto scelto…

Terranauta

Tav, per i sindaci è l’ora della verità

Venerdì, Gennaio 9th, 2009

Per i sindaci è giunto il momento della verità. L’osservatorio ha confermato di essere un cavallo di Troia attraverso il quale il governo attuale e quello precedente stanno cercando di imporre l’alta velocità. è esattamente quello che i comitati della val Susa e il sottoscritto sostengono da tempo. Ora anche i sindaci sembrano essere giunti a questa conclusione, e questo sarebbe positivo, ma è necessario evitare qualunque ambiguità. Il vero problema non è il poco tempo lasciato alle amministrazioni locali per approvare la proposta del governo, ma la proposta stessa del governo che ripropone tutto il progetto TAV e il tunnel internazionale e che quindi va rifiutata “senza se e senza ma”. Ribadisco inoltre che la proposta FARE è solo un’operazione d’immagine e irrealizzabile: infatti i fondi Europei, come esplicitamente scritto nel bando, sono solo per studi e lavori per il tunnel internazionale, non possono in alcun modo essere destinati al nodo di Torino. Qualunque rappresentante istituzionale affermi il contrario sa di non dire la verità. Mi auguro che i sindaci abbandonino definitivamente l’osservatorio e ricerchino un rapporto positivo con il movimento della valle che ancora il 6 dicembre ha espresso con grande forza la sua contrarietà alla TAV. Ora più che mai, con la tremenda crisi economica è folle spendere miliardi per un’opera inutile e dannosa.

Vittorio Agnoletto

La Regione Liguria eviti di penalizzare il trasporto pubblico a Genova

Giovedì, Gennaio 8th, 2009

Comunicato stampa

La Regione Liguria eviti di penalizzare il trasporto pubblico a Genova. Ma AMT favorisca il mezzo pubblico e non lo deprima.

Spero che il Consiglio Regionale della Liguria non penalizzi il trasporto pubblico a Genova decidendo, come pare in questo momento, una ripartizione del Fondo Regionale del Trasporto che favorisca i chilometri percorsi e non il numero di cittadini trasportati.
Altrettanto sbagliato sarebbe prevedere, come prospettato dalla dirigenza AMT, l’aumento dell’abbonamento dei pendolari e del biglietto integrato. Non toccare il biglietto singolo e aumentare abbonamenti e biglietto integrato non ha alcuna motivazione “trasportistica”.
Al contrario chiediamo una politica regionale e comunale che incentivi l’utenza a privilegiare l’uso del mezzo pubblico. Inoltre, tra gli obiettivi anti crisi di Rifondazione Comunista c’è il blocco, per tutto il 2009, del costo di biglietti e abbonamenti sia per i treni (eurostar regionali e interregionali) sia per il Trasporto Pubblico Locale (TPL) e l’esenzione dal pagamento per le figure più colpite dalla crisi come lavoratori in cassa integrazione, in mobilità, precari e disoccupati.
Se così non fosse sarà inevitabile il ricorso a forme di protesta come lo “sciopero del biglietto”

Il Capogruppo Sinistra Europea - PRC
Antonio Bruno