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2009 Novembre | No Tav Genova

Archive for Novembre, 2009

Tav in Valle di Susa, uno scontro che continua

Martedì, Novembre 17th, 2009

Intervista di Giorgio Cattaneo a Marco Cedolin sull’argomento Tav in Valle di Susa. Autore di libri in materia e oppositore di questa “grandiosa” opera cementizia, Cedolin ci racconta cosa è successo nel corso di questi anni….leggi

Nell’imminenza delle Elezioni Regionali….

Giovedì, Novembre 12th, 2009

Nell’imminenza delle Elezioni Regionali
Terzo valico: 500 milioni buttati via

Il Cipe ha dato il via libera a un gruppo di opere infrastrutturali «strategiche» e ad altri interventi per un valore complessivo di 8,8 miliardi di euro, tra cui 500 milioni per il Terzo Valico.
Il ministro Scaiola esulta, ma tanta euforia non può nascondere il fatto che il Terzo Valico costa 5 miliardi e 250 milioni di euro, oltre dieci volte di più di quanto stanziato. In realtà la decisione era già stata programmata il 18 dicembre 2008 e poi assunta il 6 marzo 2009 e quindi non c’è alcuna novità in questa delibea, anzi va ricordato che lo stanziamento iniziale era di 900 milioni di euro e 400 si sono persi per strada e non per finanziare alcuni interventi in Abruzzo come è stato sostenuto, poiché la riduzione è antecedente al terremoto. Questi soldi serviranno solo per mettere in piedi qualche cantiere o riprendere (probabilmente a Voltaggio) i cosiddetti “fori pilota” bloccati il 24 febbraio del 1998 dai carabinieri con l’accusa precisa di ” Truffa aggravata nei confronti dello Stato” nei confronti di nove imputati, fra i quali Luigi Grillo ed Ettore Incalza, per la quale non c’è stata alcuna assoluzione avendo fatto sì che il processo superasse i limiti della prescrizione con continui rinvii e spostamento dalla sede di Milano a quella di Genova. I giornali riferiscono di probabile inaugurazione di avvio del cantiere di Voltaggio per il 12 dicembre con la presenza di Silvio Berlusconi, taglio di nastro che è già stato fatto nell’ultimo decennio con la presenza di Fabrizio Palenzona, poi di Luigi Grillo e infine di Lunardi (tutti quanti con l’immancabile elmetto giallo in testa). I soldi per il Terzo Valico non ci sono e, prevedibilmente, non ci saranno, anche perchè è un’opera in clamorosa perdita economica (si ripagherà solo per il 15 % circa ), dallo scarsissimo impatto sulla mobilità delle merci e delle persone. Quello che è scandaloso è non aver impiegato i 500 milioni sulle opere ferroviarie che veramente servono, in particolare la Genova - Voltri per nulla utilizzata e ottimo collegamento sia per Milano che per Torino, il raddoppio della San Giuseppe - Ceva verso Torino e il completamento del raddoppio della Pontremolese fra La Spezia e la pianura padana. Aggiungendo i miglioramenti sulle due linee ferroviarie dei Giovi, l’opera si sarebbe fatta e le merci in uscita dal porto di Voltri avrebbero potuto essere facilmente instradate verso Torino e Milano. Ma il Governo, creando questo inutile ed impattante Sesto Valico, ha voluto privilegiare i soliti noti dell’ex-Co.civ che avevano avuto l’opera senza gara europea e con il compito di progettare, realizzare e verificare l’esecuzione (cioè controllare sé stessi), e tutto questo, coperti dalla grossa balla del 60% a carico dei privati, mentre in realtà non ci metteranno un centesimo, non correranno alcun rischio gestionale e avranno la totale copertura delle spese da parte dello Stato e di tutti noi e anche della generazione successiva (non per nulla il costo dal 1992 ad oggi è aumentato del 700 per cento). Ora i benefici saranno tutti dell’Impregilo, la stessa della Pedemontana, del ponte di Messina e di decine di altre gestioni quali, ad esempio, autostrade, moli portuali, interporti e trasporti su gomma (? che un effettivo trasporto su binari dovrebbe ridurre notevolmente!). Impregilo, che ha già avuto una regalia notevole dal Governo con queste assegnazioni facendole fare un balzo in Borsa del 5,4%.  Un’altra bugia: non 500, ma 150 all’anno Come già in precedenti comunicati della nostra Associazione e del WWF, Zanchini per conto di Legambiente dichiara “La crisi economica- ha colpito pesantemente  settori basilari come la sanità e il welfare. Piovono tagli in tutti gli ambiti, non ci sono soldi per i cassintegrati né si riesce ad assicurare un servizio efficiente e dignitoso per i milioni di pendolari che ogni giorno utilizzano treni locali e mezzi pubblici, eppure si continua a riproporre un’opera inutilmente faraonica che rischia solo di trasformarsi in un cantiere infinito, lontanissimo dalle aspettative di chi vede nelle grandi opere la soluzione per migliorare mobilità ed efficienza del Paese”. Ancora più incomprensibile è la situazione per quanto riguarda il Terzo Valico ferroviario tra Milano e Genova: per un’opera che dovrebbe costare complessivamente oltre i 5 miliardi e per la quale sono stati stanziati 500 milioni di euro. Ma la quota annua prevista di finanziamento dal Cipe è in realtà di 150 milioni di euro per  tre anni e nessuna certezza per il futuro, quindi, con queste risorse l’opera si potrà realizzare, nella migliore delle ipotesi, in 30 anni.
Qual è il senso - ha concluso Zanchini - di una previsione di spesa di questo tipo, che sperpera risorse necessarie per ben altre emergenze, e che sarebbero utilissime, per esempio, per acquistare subito nuovi treni per i pendolari? A guadagnare da queste scelte, non saranno certo i cittadini, ma solo chi andrà ad aprire quei cantieri che si candidano già a diventare infiniti, ossia, in larga parte, la Società Impregilo.
Il Governo pensi piuttosto alle necessarie opere di mobilità e di messa in sicurezza delle infrastrutture esistenti”.
E POI ?
La Corte dei Conti prima, la Ragioneria di Stato dopo, hanno espresso più di una perplessità sul finanziamento di opere che non siano completamente “cantierabili”, cioè che si possano costruire
dall’inizio alla fine. Il problema vale per il Terzo valico, ma lo stesso discorso può valere anche per altre grandi opere. Pare che il Cipe si sia fatto convincere da una ipotesi di norma, da inserire come emendamento della futura Finanziaria, che “impegni i governi negli anni futuri di garantire di anno in anno la prosecuzione dei lavori evitando così buchi nelle montagne e piloni lasciati a marcire”.
CHE FANTASIA !
Nel 1992 si parlava del “Supertreno T.A.V. Ge-Mi” per i passeggeri; poi del T.A.C. treno alta capacità per le merci; poi del mezzo T.A.C e mezzo T.A.V.; poi “Porta dell’oriente” collegando Tokio, Shangai, Genova, Novi ligure, Rotterdam; poi , diciamo noi “Del giro del mondo” perché venne aggiunto anche New York.
Due giorni fa il signor Merlo, responsabile del porto di Genova, definisce Genova e il Terzo Valico “Nuova porta dell´Africa” «Siamo in costante contatto con le ambasciate e i consolati dei paesi del
Nord Africa - prosegue Merlo - che richiedono nuove soluzioni sia per il traffico merci che per i passeggeri, per tutte quelle persone che, vivendo ormai stabilmente in Italia, e in buona parte d´Europa, scelgono il trasporto marittimo come mezzo privilegiato ».
Infine, aggiunge giustamente Tajani «Genova ha le carte in regola per essere protagonista nella strategia di collegamento tra Europa e Africa insieme a Marsiglia e Valencia» e ribadisce l´importanza delle autostrade del mare «strumento utilissimo per l´Europa dove permane troppo traffico su gomma: l´obiettivo è quello di trasferire il traffico delle merci su rotaia/nave con  attenzione assoluta alle tematiche ambientali».
Pienamente d’accordo, ma cosa c’entra tutto questo con il Sesto Valico, con oltre 5 miliardi di euro per scavare marino, spostare quantità enormi di ghiaia, disseccare sorgenti, provocare impatti ambientali terribili.
E per i pendolari? Non veniteci a raccontare la panzana che avranno beneficio dall’Alta Velocità!
E poi chi ci assicura che effettivamente ci sarà un rilancio del trasporto su treni, forse l’Impregilo?

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Terzo valico: 500 milioni buttati via

Giovedì, Novembre 12th, 2009

Il Cipe ha dato il via libera a un gruppo di opere infrastrutturali «strategiche» e ad altri interventi medi e piccoli per un valore complessivo di 8,8 miliardi di euro, tra cui 500 milioni per il Terzo Valico. Il ministro Scaiola esulta, ma tanta euforia non puo’ nascondere il fatto che il Terzo Valico costa almeno 5 miliardi di euro. Quindi questi soldi serviranno solo per mettere in piedi qualche cantiere o ridare il bainco a qualche foro pilota. I soldi per il Terzo Valico non ci sono e, prevedibilemnte, non ci saranno, anche perche’ e’ un’opera in clamorosa perdita economica (si ripaghera’ per il 15 % circa), dallo scarssisimo impatto sulla mobilita’ delle merci e delle persone. Quello che e’ scandaloso e’ non aver impiegato i 500 milioni sulle opere ferroviarie che veramente servono, in particolare il collegamento della linea Genova - Ovada Acqui con le linee ferroviarie dei Giovi. L’opera si sarebbe fatta e le merci in uscita dal porto di Voltri avrebbero potuto essre facilmente instradate verso Milano. Ma il Governo ha voluto privilegiare i soliti noti di Impregilo e delle altre consorterie che hanno avuto l’opera senza gara europea.

Antonio Bruno
Capogruppo Sinistra Europea - PRC Comune di Genova

Novembre 2009 - TERZO VALICO

Domenica, Novembre 1st, 2009

Novembre 2009 - TERZO VALICO

- IL MINISTRO MATTEOLI: “I lavori al via a dicembre”
- Si tratta di pura propaganda in vista delle elezioni regionali
- Un disastro i dati di traffico di settembre
- Solo il 9.9% delle merci viaggia su rotaia

Il Terzo Valico è come il ponte di Messina : lo dovrebbe costruire la stessa ditta ossia l’Impregilo; c’è stato tutt’attorno una fitta rete tangentizia; non serve a nulla e costerà anch’esso oltre i 5 miliardi di euro a carico dello Stato e quindi a discapito di tutti; le priorità sono ben altre; i dati tecnici per giustificarli sono fasulli; alle spalle hanno reti ferroviarie penose e inefficienti, con pendolari trattati come bestie.

MATTEOLI sostituisce Luigi Grillo

È compreso anche il Terzo valico nell’annuncio del ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, sull’avvio a breve di una serie di grandi opere.
“A dicembre partiranno i lavori dell’Alta velocità fra Genova e Novi”, con i cantieri già avviati negli Anni 90 a Voltaggio, Fraconalto e Mignanego e poi bloccati dai Carabinieri e dalla Magistratura con l’accusa di “Truffa aggravata nei confronti dello Stato”
Sugli oltre 5 miliardi di euro di costo complessivo dell’opera, il governo ha stanziato 500 milioni, che per Matteoli sarebbero dunque sufficienti a permettere il via ai lavori.
Il ministro, prendendo la palla a Luigi Grillo che era arrivato a quota 38 annunci sulla imminente partenza dei cantieri, sostiene: «Ho parlato con il presidente delle Fs, Mauro Moretti, e per il Terzo valico ormai ci siamo». Tutto ok, dunque, secondo il governo, anche grazie alla nomina, poco tempo fa, di un commissario che dovrà seguire l’iter dei lavori e possibilmente accelerarlo. È l’assai discusso Walter Lupi, ex direttore del Genio civile in Liguria e Lombardia.
Noi, però, non crediamo all’avvio dei lavori. Matteoli fa propaganda elettorale in vista delle elezioni regionali. I 500 milioni del Cipe non sono disponibili da subito. Rfi, e non gli ambientalisti, da tempo ha stabilito che il Terzo valico non si ripagherà mai. Dopo aver sganciato a scatola chiusa oltre 5 miliardi di euro senza alcun rischio e condizionamento per le ditte costruttrici, una volta avviata, l’85% dei costi della sua gestione dovrà essere coperto dallo Stato. Siamo di fronte a una voragine economica il cui importo è cresciuto del 700% in 15 anni. Il tutto a carico dei cittadini e della futura generazione. Lasciamo perdere poi l’enormità di rischi ambientali e del prosciugamento delle falde dell’Appennino.

I DATI DI SETTEMBRE

Abbiamo documentato che i valichi sono già cinque e che, con metà della spesa prevista per l’impattante collo d’imbuto del Terzo Valico, si potrebbe renderli efficienti e con capacità di trasporto enormi. Nello stesso tempo migliorare decisamente i treni pendolari il cui servizio sta scendendo a livelli da Terzo mondo.
Ricorderete che le previsioni del Cociv del 1992 valutavano il trasporto verso nord di 4 milioni di container entro il 2006 e successivamente di 6 milioni entro il 2012.
La situazione è ora la seguente
- Mese di settembre 128.713 teu che scendono del 18% rispetto ai 157.012 del settembre 2008
- Alla fine dei primi nove mesi siamo a 1.155.476 teu rispetto ai 1.339.380 del 2008 (ossia - 13,7%)
- Previsione abbastanza precisa per il 2009, un totale di un milione e 541.000 container.
- Siamo perciò lontanissimi dalle previsioni super gonfiate che, a detta dei furbetti dei trenini, avrebbero giustificato questa colossale e assurda opera..

MA CERCHIAMO DI RAGIONARE CON I NUMERI

Leggiamo quanto è scritto su uno studio dell’Eurostat
IL TRASPORTO merci su rotaia è in via d’estinzione. In Italia appena il 9,9% dei prodotti viene caricato sui treni contro l’11,8% dell’Inghilterra, il 15,7% della Francia e il 21,4% della Germania. In Europa la media si aggira intorno al 17%. E’ quanto si legge in uno studio divulgato dall’associazione Federmobilità, che per il 19 e 20 novembre ha organizzato a Roma una ‘due-giornì dal titolo “Mercintreno” presso la sede del Cnel a Villa Borghese.  È evidente che se il dato del poco più di un milione e mezzo di teu da incanalare verso nord fosse esatto, sarebbe già ben poca cosa per giustificare l’opera.
Lo ripetiamo ancora una volta, la situazione è ben diversa.
- Il 40% viene indirizzato verso est e verso ovest (616.320), quindi i container verso nord sono 924.480
- I tecnici dello Stato, esaminando la realtà attuale, affermano che il 90,1% delle merci viaggia sui TIR e quindi i container diretti verso la pianura padana e la mitica Rotterdam tramite ferrovia rimangono una quota miseranda che non supera le 93.000 unità.
Ripetiamo: una realtà di 93.000 container contro i 6 milioni indicati.
Se non comprendiamo che questo è un falso palese, o un chiaro ciurlare nel manico vuol dire che siamo proprio un popolo di fessi.

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