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2011 Dicembre | No Tav Genova

Archive for Dicembre, 2011

Terzo valico Genova/Milano: comunicato di Antonello Brunetti

Sabato, Dicembre 31st, 2011

Allora, una dozzina di persone mi ha chiesto di indire una riunione a Castelnuovo Scrivia per valutare insieme la situazione a fine dicembre 2011 della A.V. Terzo Valico (finanziato con 6,2 miliardi di euro dalla Passera scopaiola, esattamente quanto il governo di Supermario ha fatto su con i tagli sulle pensioni).

Obiettivo:

- confronto fra chi si oppone all’opera a Genova e chi ha animato nell’Alessandrino in passato l’associazione A.F.A.
- chiarificazione delle situazioni sui due versanti
- creazione di un gruppo di lavoro comune
- avvio di ipotesi di iniziative tra le quali una prima assemblea pubblica da decidere (quando e dove)

Ci troveremo MERCOLEDI’ 4 GENNAIO a Castelnuovo nella SALA PESSINI: uscita al casello autostradale di Castelnuovo, entrata in paese dopo il semaforo di via Marconi, piazza centrale con castello e chiesa, duecento metri verso la piazza delle scuole elementari e lì ecco la Sala Pessini a fianco dell’ingresso delle Scuole.

Inizieremo puntualmente alle ore 21 ed entro le 23 dobbiamo concludere affinchè chi viene da lontano possa rientrare per mezzanotte.

I furbetti genovesi del terzo valico fanno festa Il Cipe ha sbloccato 1,2 miliardi per l’opera

Sabato, Dicembre 24th, 2011

La somma si aggiunge ai 500 milioni già disponibili per il primo lotto: i cantieri possono partire, anche se per completare l’opera (intorno alla quale è nata una lobby potentissima) serviranno almeno 6, 2 miliardi
di Ferruccio Sansa

Evviva! Il Terzo Valico può partire. Il Cipe ha dato il via libera al finanziamento di 1,2 miliardi. E’ il secondo lotto, il più importante: la galleria. La somma si aggiunge ai 500 milioni già disponibili per il primo lotto. Insomma, si possono aprire i cantieri. Anche se per completare l’opera serviranno almeno 6, 2 miliardi. Se tutto va bene, cosa che in Italia non succede praticamente mai. A Genova è tutto un festeggiamento. Amministratori (di centrosinistra e di centro-destra), industriali, banche plaudono al progetto. A favore della grande opera infatti è nata una vera e propria lobby che comprende tutti. Difficile dissentire o semplicemente chiedere chiarimenti.

La parola d’ordine è: il Terzo Valico s’ha da fare. A cominciare da Luigi Grillo: “Incontrando il ministro Passera avevo sollecitato il finanziamento del secondo lotto costruttivo del Terzo Valico ferroviario. Oggi posso esprimere la mia grande soddisfazione”, ha dichiarato il potentissimo presidente della Commissione Lavori Pubblici del Senato (condannato in primo grado a 2 anni e 8 mesi per lo scandalo Antonveneta). Ma forse in tanti dimenticano che il senatore spezzino era stato indagato proprio in un’indagine sugli scavi pilota nella linea Tav Genova-Milano. Si parlò di truffa aggravata (cento miliardi di lire). Tra gli altri indagati l’allora amministratore delegato Tav, Ercole Incalza, poi Marcellino Gavio e il suo braccio destro Bruno Binasco. Finì con la prescrizione, Grillo e i coindagati furono tra i primissimi a beneficiare della “ex Cirielli”.

Ma è solo un tassello. Perché al di là degli aspetti tecnici e finanziari del progetto, sarebbe interessante analizzare che cosa ci sta dietro. Tanto per cominciare c’è il general contractor, cioè Cociv. Il consorzio è formato da Impregilo (Benetton, Ligresti, Gavio), dalla Condotte del gruppo Ferfina e dalla Civ. Tra gli azionisti anche la Biis. E qui ecco la seconda questione che a qualcuno fa stocere il naso: la banca per gli investimenti del gruppo Intesa era guidata fino a poche settimane fa da quel Mario Ciaccia che oggi da vice-ministro si trova a dare il via - a tempo di record - alla nuova infrastruttura. Ma a Genova tutto tace. Del resto a luglio nel capoluogo ligure andò in scena una manifestazione inedita: cinquecento persone sfilarono in giacca e cravatta per le strade del centro portando al Prefetto una lettera che chiedeva l’avvio dei lavori. In quella piccola folla c’erano i volti che da decenni guidano Genova: il sindaco Marta Vincenzi, il presidente della Regione, Claudio Burlando, poi i vertici della banca Carige (tra i soci Gavio, nel cda membri delle famiglie Scajola e Bonsignore, nonché Marco Simeon vicino a Tarcisio Bertone) e gli imprenditori che contano.

I resoconti di quel giorno non lasciano molto spazio alle voci fuori del coro. Eppure c’è chi, per dire, ha avanzato perplessità sulla nomina a commissario governativo per il Terzo Valico di Walter Lupi, all’epoca indagato e poi condannato a un anno in primo grado per l’utilizzo privato di un villino di proprietà del Demanio quando era Provveditore alle Opere Pubbliche della Lombardia e la Liguria. Era la persona più adatta per questo compito? Ma a Genova è difficile manifestare dubbi come questo. “Il Terzo Valico costa 6, 2 miliardi, cioè 115 milioni a chilometro, dieci volte più che in Spagna. Una spesa lievitata dell’ 800 per cento”, racconta Stefano Lenzi, responsabile relazioni istituzionali del Wwf. Non solo: c’è la preoccupazione per lo smaltimento delle sostanze estratte dalle montagne nella costruzione della galleria. E ci sono dubbi sulla reale utilità del progetto: l’opera infatti prevede la realizzazione di 53 chilometri di ferrovia, fino a Tortona.

Dopo, però, i treni tornerebbero sulla vecchia linea. Ancora: le previsioni di traffico per la linea tra Genova e Milano erano di 5 milioni di teu (l’unità di misura dei container) per il 2006, ma oggi siamo ancora a 1, 8 milioni. E la linea attuale ne regge 3 milioni. Infine il nodo della sicurezza ambientale: i materiali di scavo, 800 mila metri cubi, dovrebbero essere riversati nella discarica genovese di Scarpino già al collasso. E’ stato lo stesso Lupi ad avanzare dubbi: “Visto quello che è appena successo a Genova, mezzo metro di pioggia in quattro ore, credo che questa decisione vada rivista”. Una questione non secondaria. Non è, però, del tutto chiaro nemmeno se la linea sarà utilizzata per le sole merci o per il traffico passeggeri. Dubbi, tanti, che andrebbero chiariti prima di costruire.

da Il Fatto Quotidiano del 22 dicembre 2011

Terzo Valico, una truffa ai cittadini e uno schiaffo ai pendolari

Giovedì, Dicembre 22nd, 2011

TERZO VALICO, UNA TRUFFA AI CITTADINI E UNO SCHIAFFO AI PENDOLARI

Dal 1 gennaio prossimo scatta l´aumento degli abbonamenti dei treni (più 5%) e dei biglietti che rincareranno del 10% rispetto al costo attuale. Previsti tagli alle corse se non arrivano nuovi finanziamenti.
Eppure, nonostante non vi siano soldi per garantire un servizio essenziale come il trasporto ferroviario, Monti, tramite il CIPE, ha sbloccato 1,1 miliardi di euro per il secondo lotto del Terzo Valico, dando così il via definitivo a questa Grande Opera
Inutile ove sono previsti investimenti complessivi di 6,2 milardi di euro!! Alla faccia dei nostri treni pendolari!
E’ giusto o sensato tutto ciò? quando,
1. il 95% dei pendolari ferroviari si muove su percorsi brevi, utilizzando treni sporchi, malandati, in ritardo o soppressi. Solo il 5% usa l’Alta Velocità. Le Ferrovie invece stanziano i soldi (che paghiamo noi con biglietti e tasse!) al contrario, il 95% per l’AV (oltre 60 miliardi di euro) e solo il 5% per i pendolari.
2. Erano 5 milioni i container che erano stati previsti dal progetto del 1991 sulla Milano-Genova per il 2005, invece sono stati appena 1,7 milioni i container arrivati in porto nel 2010 e di questi solo 49.000 attraversano l’Appennino via treno verso la Pianura Padana e Rotterdam.
3. Già oggi le 3 linee di valico esistenti (le 2 linee dei Giovi e la Voltri - Ovada) senza quasi nessun intervento hanno una capacità di trasporto di 3,5 milioni di container.
4. I costi previsti per il terzo valico sono di 6,2 miliardi di euro, 115 milioni a chilometro: un costo al km cinque volte tanto quello dell’alta velocità in Francia!
5. E’ assurdo costruire una nuova linea solo per trasportare velocemente vagoni merci vuoti, mentre Il trasporto merci richiede in primo luogo organizzazione, efficienza e interventi negli scali.
6. Servirebbero invece interventi di fluidificazione della linea esistente Genova-Milano per ridurre i tempi di percorrenza dei treni passeggeri, interventi che da soli potrebbero portare il tragitto da Genova a Milano a poco più di un’ora, a costi enormemente minori del terzo valico.
Ma Regione Liguria, Provincia e Comune di Genova hanno una forte responsabilità in questo spreco di denaro pubblico, avendo spinto con forza il terzo valico, senza aver mai fatto serie valutazioni costi benefici. Invece di chiedere soldi allo stato per quest’opera ed esultare di gioia per per il suo finanziamento, dovrebbero avere come priorità recuperare risorse per finanziare il trasporto pubblico, a rischio di tagli enormi dal 2012, e pianificare in modo serio la mobilità.
I cittadini, i pendolari e gli utenti di Trenitalia vorrebbero più treni nelle varie fasce orarie, pulizia, manutenzione, rispetto dell’utente, stazioni efficienti e biglietterie funzionanti, non hanno bisogno di ulteriori sperperi di denaro pubblico. O forse per qualcuno l’importante è finanziare i “soliti amici”, cui è stato appaltato il tutto senza gara con il pretesto che i finanziamenti sarebbero venuti dai privati e dalle banche? Banche e privati, in realtà, non hanno tirato fuori un euro. 20 milioni di euro stanziati per il 2012 per il trasporto pubblico locale, contro gli oltre 1600 milioni per il terzo valico: dirottiamo questi soldi per i servizi e le opere che servono!

NO AL TERZO VALICO DELLE BUGIE!!!

L’Altra Ferrovia-NO TERZO VALICO
altra [email protected]

Scarica volantino

Domande di un lettore operaio sul cosiddetto “Terzo valico” Tav Genova- Milano

Giovedì, Dicembre 22nd, 2011

1) Dopo che sono stati bocciati i precedenti progetti di Tav Genova- Milano nel 1992, 1996 e 1998, come possono i media, la classe politica ed i cosiddetti imprenditori parlare di avvio dei cantieri senza alcun tipo di progetto?

2) Dato che il miliardo e duecento milioni complessivi stanziati negli ultimi due mesi dai… governi Berlusconi e Monti fanno parte solo del “primo lotto funzionale” dell’opera, come intendono i progettisti proseguire con la realizzazione della stessa, in assenza dei circa quattro miliardi di euro necessari per portarla a termine?

3) Constatando come sopra la mancanza di un progetto definitivo, ritengono i progettisti che i presunti binari sulla presunta linea, in uscita dalla presunta galleria di valico presumibilmente fra Serravalle Scrivia e Novi ligure debbano terminare colà oppure debbano interconnettersi con le linee storiche? Se sì, come e dove?

4) Essendo le linee TAV dedicate soltanto al trasporto dei passeggeri, come possono i progettisti pensare di dedicarle anche al trasporto merci, eludendo il problema della marazzatura dei binari?

5) Perché i mezzi di informazione continuano a parlare del “Corridoio Genova- Rotterdam” ed eludono il fatto che Milano non si situa su quella direttrice la quale, invece, fa capo allìasse Ovada- Domodossola-Sempione?

6) Ponendo che il III valico Genova- Milano sia non una linea TAV classica, ma una linea mista (sulla quale, dunque, non possono circolare i treni ad alta velocità per il problema di cui sopra), perché allora la realizzazione dell’opera è stata inserita nel progetto TAV?

7) Perché il Partito democratico ligure che manifesta accanto agli industriali per sostenere la realizzazione dell’opera non ha nulla da dire sul fatto che la realizzazione del presunto III Valico Genova- Milano sia stata riaffidata dal Governo Berlusconi al consorzio COCIV il quale, dopo aver avuto l’appalto in trattativa privata in violazione della direttiva europea 90/531, aveva visto il medesimo appalto revocato dal Governo Prodi nel 2006 su iniziativa dell’allora Ministro Bersani?

Ennio Cirnigliaro, circolo PRC Valpolcevera

Doria “scivola” sul Terzo Valico

Martedì, Dicembre 20th, 2011

IL CASO : Il Forum per la Sinistra Europea critica l’appoggio del candidato all’opera

Doria “scivola” sul Terzo Valico

Marco Doria, candidato indipendente alle primarie del centrosinistra con l’appoggio del Sel, “scivola” sul Terzo Valico. Le parole del professore di Storia dell’Economia (”il terzo valico può andare bene perché sono a favore del trasporto su ferro e ritengo strategico un collegamento con Milano”) non sono state gradite ad una parte del suo potenziale elettorato. Tant’è che i rappresentanti del Forum per la Sinistra europea, Rita Lavaggi e Giuseppe Gonnella, gli hanno scritto una lettera aperta. Se, infatti, per la Gronda il candidato sindaco aveva espresso più di un dubbio, in particolare di natura ambientale, sul terzo valico, durante l’inaugurazione del suo point in Salita Santa Caterina, si era dimostrato più possibilista, mostrandosi a favore del trasporto su ferro.
“I poteri soffocanti che, opportunamente, lei ritiene di contrastare si esprimono in particolar modo sulla gestione delle risorse pubbliche -scrivono Lavaggi e Gonnella – in particolare la questione della gronda, al di la del rilevantissimo e pericolosissimo impatto sul sistema idrogeologico e sulla salute dei cittadini (amianto), e un’opera controversa nella sua proposta trasportistica. Lei avrà certamente analizzato le risultanze del dibattito pubblico sulla Gronda dove è emerso che solo una parte no significativa (20%) del traffico verrà assorbito da questo nuovo tratto autostradale e che esistono molte opere, come i rifacimento del nodo di San Benigno che sono condivisi da tutti gli attori e che andrebbero in ogni caso anticipati. Questo non sarà e riflettiamo con preoccupazione sul rapporto costi benefici per un’opera che alla lunga incentiverà il traffico privato”. Considerazioni che, è giusto ricordare, Marco Doria aveva fatte sue, ribadendo come il progetto della Gronda non avesse tenuto in debita considerazione istanze ambientali. Ma il focus è sul terzo valico . “Si tratta – continuano i due- del primo lotto funzionale della linea ad alta velocità ferroviaria che dovrebbe unire Genova a Milano. Non stiamo ad approfondire il dato ovvio che su una linea Tav o viaggiano le merci, o i passeggeri, a causa delle elevatissime sollecitazioni che una linea pensata per treni a 300 Km/h. Le segnaliamo che buona parte dl territorio interessato dagli scavi per il terzo valico è lo stesso che per la Gronda ( Valpolcevera) in cui è presente amianto. Da anni le associazioni ambientaliste e i No Tav segnalano che ammodernamenti ai cinque valichi esistenti tra la Liguria e la Valle Padana potrebbe permettere il transito ad oltre due milioni di Teu e l’ammodernamento della linea per Milano potrebbe abbassare il tempo di percorrenza di circa un’ora”.
Prima “spine”, dunque, per Marco Doria. E la questione dl terzo valico ha fatto capolino anche sulla sua pagina di Facebook, dove alcune persone gli hanno chiesto spiegazioni.
(r.c.)

Gruppo Consiliare SE- PRC Comune di Genova

Lettera aperta a Marco Doria

Martedì, Dicembre 20th, 2011

Carissimo dottor Doria,

leggiamo su un quotidiano queste sue affermazioni: “…sul tema della gronda serviva una riflessione piu’ approfondita e seria. Ci sono e sono dimostrati problemi di carattere ambientale che non sono stati valutati a dovere. Il Terzo Valico va bene perche’ sono a favore del trasporto su ferro e ritengo un collegamento veloce con Milano…”

Avremmo piacere di spiegarle le nostre considerazioni su queste tematiche:

i poteri soffocanti che, opportunamente, Lei ritiene di contrastare si esprimono in particolar modo sulla gestione delle risorse pubbliche. In particolare la quetione della gronda, al di la del rilevantissimo e pericolosissimo impatto sul sistema idrogeologico e sulla salute dei cittadini(amianto), è un’opera controversa nella sua proposta trasportistica.

Lei avra’ certamente analizzato le risultanze del dibattito pubblico sulla gronda dove è emerso che solo una parte non significativa (20 per cento circa) del traffico verrà assorbito da questo nuovo tratto autostradale e che esistono molte opere, come il rifacimento del nodo di San Benigno che sono condivisi da tutti gli attori e che andrebbero in ogni caso anticipati. Questo non sarà e riflettiamo con preoccupazione sul rapporto costi benefici per un’opera che alla lunga incentiverà il traffico privato.

Il Terzo Valico è invece il primo lotto funzionale della linea ad alta velocità ferroviaria (TAV) che dovrebbe unire Genova a Milano (se fatta per passeggeri) o Genova a Domodossola (se costruita per il transito delle merci). Non stiamo ad approfondire il dato ovvio che su una linea TAV o viaggiano le merci, o i passeggeri, a causa delle elevatissime sollecitazioni che una linea pensata per treni a 300 km/h (passeggeri) o 140 km/h (merci) deve sopportare. Le segnaliamo che buona parte del territorio interessato dagli scavi per il terzo valico è lo stesso che per la Gronda (Val Polcevera) in cui è presente amianto.
Da anni le associaizoni ambientaliste e i No Tav segnalano che gli ammodernamenti ai 5 valichi esistenti tra la Liguria e la Valle Padana potrebbero permettere il transito ad oltre 2 milioni di TEU e l’ammodernamento della linea per Milano potrebbe abbassare il tempo di percorrenza a circa un’ora.

In attesa di poterci confrontare con Lei su questi ed altri temi legati al futuro della nostra città, le auguriamo buon lavoro.

Rita Lavaggi
Giuseppe Gonella
Forum Per La Sinistra Europea Genova

Dichiarazione di voto contrario al Piano Urbanistico Comunale di Genova del consigliere Antonio Bruno

Martedì, Dicembre 20th, 2011

Non sono stati accettati gli emendamenti che volevano eliminare dal Puc genovese le grandi opere (gronda e terzo valico) e il gassificatore, proponendo alternative viabilistiche emerse dal dibatitto pubblico (come il nodo di S. Benigno che addirittura viene posticipato rispetto alla costruzione della gronda) e un diverso approccio al ciclo dei rifiuti basato su riciclo e riuso.

Non sono stati accettati gli emendamenti che, partendo dai recenti tragici fatti alluvionali del 4 novembre 2011, proponevano la diminuzione del territorio impermeabilizzato del comune di Genova.

Non sono stati accettati gli emendamenti che proponevano la diminuzione degli indici in molte zone di concertazione, pegno da pagare all’opportuno blocco del cemento in collina.

Non sono stati accolti gli emendamenti che proponevano di eliminare la mancanza di indici in alcune aree, demandati a un successivo accordo di programma, in balia dei “poteri forti”.

Non sono stati accolti gli emendamenti che proponevano una chiara definizione dell’allontanamento del porto petroli di Multedo.

Non sono stati accolti gli emendamenti che proponevano di togliere la strada di S. Ilario e i parcheggi privati in Valletta San Nicola.

Non e’ stato accolto l’emendamento che proponeva spazi verdi nella caserma Gavoglio - Lagaccio

E’ comprensibile a tutti come sara’ il mio voto.

Ma voglio rimarcare la “ingratitudine” delle associazioni dei costruttori che, a differenza di comitati di cittadini e associazioni intervenuti in modo scoordinato e complessivamente confuso, hanno portato pochi punti concreti, sono riuscite a far passare misure di flessibilita’ maggiori ma, immediatamente dopo, hanno criticato, insaziabili la Giunta Vincenzi di non averli assecondati troppo.

Regionali veloci, regionali locali, regionali metropolitani: per le ferrovie regionali è venuto il momento di riprogettare l’offerta di TPL

Martedì, Dicembre 20th, 2011

Prima hanno soppresso i regionali veloci (o interregionali), poi ci hanno obbligato a pagare di più per salire sugli IC, ora ci tolgono le fermate e trasformano tutti gli IC in Frecce (banche, rosse, argento, ecc.). La soluzione? Progettare un mix di regionali in grado di soddisfare le reali esigenze dell’utenza, senza necessità di pagare dei sovrapprezzi. (more…)

Il Terzo Valico, i soldi buttati da 20 anni di lobby

Sabato, Dicembre 3rd, 2011

Il TERZO VALICO, i soldi buttati da 20 anni di lobby
Giorgio Meletti

Collegamento tra Genova e Val padana: ma le Fs non sanno fornire il piano finanziario dell’opera
Ci sono 6 miliardi di euro da risparmiare all’istante senza toccare le pensioni. Basta che il governo fermi il progetto per il cosiddetto Terzo Valico, la linea ad alta velocità che da Genova attraversa l’Appennino per sboccare sulla Padana.
Lunedì prossimo le Fs si aspettano che il Cipe vari la seconda tranche di finanziamento dell’opera, un miliardo e cento milioni. Una prima tranche di 500 milioni è stata già stanziata. Allo stato attuale è più che lecito ipotizzare che siano soldi buttati, in ossequio alla regola aurea del partito del cemento: l’importante è aprire i cantieri. Ecco una breve lista di ragioni per cui il governo Monti potrebbe dare prova di serietà fermando lo sperpero di denaro a cui una potente e caparbia lobby sta lavorando da vent’anni.
1) È un’opera assurda. Una ferrovia che parte da Genova per collegare il porto della Lanterna con il nord Europa, andandosi a ricongiungere al nuovo traforo svizzero del Gottardo. Solo che i 6,2 miliardi servono per arrivare fino a Tortona, in mezzo alla pianura Padana, 53 chilometri di nuova ferrovia veloce al costo di 115 milioni di euro a chilometro. Da Tortona i treni torneranno sulla vecchia ferrovia.
2) Non si sa a che cosa serva. Le Fs,”committenti dell’ opera”, non sanno dire se servirà per i passeggeri (collegamento veloce Genova-Milano) o per le merci. È noto che una ferrovia del genere non si può utilizzare per entrambi i servizi, bisogna scegliere, e sarà fatto dopo aver deciso di spendere i soldi. La stessa commedia della Val di Susa.
3) E un’opera inutile. Fu inserita nel programma Alta velocità in un secondo momento, quando la Montedison diGardini pretese un posto a tavola nel grande affare che si erano spartiti Fiat, Eni e Iri. Da vent’anni si cerca di dimostrare che c’è una grande quantità di container da prendere al porto di Genova-Voltri per portarli in Europa. Si era previsto che nel 2006 il traffico di Voltr
raggiungesse i 5 milioni di teu (l’unità di misura dei container). A fine 2011 si arriverà a 1,8 milioni. La linee già esistenti per i valichi dell’ Appennino ligure sono in grado di trasportare oltre 3 milioni di teu. Le Fs non rendono note le previsioni di traffico per la nuova linea.
4) È un “opera costosa”. Le Fs vogliono spendere 6,2 miliardi di euro per una linea che secondo le loro stesse previsioni non andrà oltre i 40-50 milioni di euro all’anno. Da vent’anni si fanno ì conti e non tornano. Il traffico, nella migliore delle ipotesi, coprirà la metà dei costi di gestione e manutenzione. Il nuovo vice ministro delle Infrastrutture, Mario Ciaccia, è colui che come manager della Banca Intesa Sanpaolo ha predicato per anni che si poteva fare l’opera con il project financing, cioè capitali privati ripagati con i profitti del servizio. Alla fine era tanto convincente il modello che si è deciso di far pagare tutto allo Stato, punto. Quanto costa e come si ripaga? Le Fs non sono in grado di fornire alcun piano finanziario sull’opera.
5) A chi conviene.
C’è però il consorzio Cociv, il general con-tractor. La poetica creazione indicava chi si assumeva tutti i rischi della realizzazione dell’opera e anche del finanziamento. Come si è visto con la Tav, il modello è servito a ingrassare i costruttori scaricando sullo Stato circa 90 miliardi di debito pubblico. Il Cociv è oggi formato dalla solita Impregilo (Benetton, Ligresti, Gavio) dalla Condotte del gruppo Ferfina e dalla Civ. Tra gli azionisti anche la Biis, la Banca guidata fino a lunedi scorso dal vice ministro Ciaccia. Anche i 6,2 miliardi del Terzo Valico andranno a carico del debito pubblico che Monti deve riassorbire, ma lascerebbe dissennatamente crescere se non fermasse opere come questa.
6) Non finiranno mai. Venti giorni fa il Commissario governativo per la realizzazione del Terzo Valico, Walter Lupi, ha detto: ” Nel contratto appena firmato è previsto di concentrare i materiali da scavo delle gallerie, qualcosa come 800 mila metri cubi, nella discarica di Scarpino. Ma visto quello che è appena successo a Genova, mezzo metro di pioggia in quattro ore, credo che questa decisione vada rivista”. Cominciamo bene: ufficialmente per i 53 chilometri servono otto anni, fino al 2019. Sulla base dell’ esperienza storica, vuol dire che dovrebbero finirli attorno al 2030. Quando i container magari non esisteranno più.

Articolo di Giorgio Meletti tratto da Il Fatto Quotidiano