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Genova nuova capitale No tav | No Tav Genova

Genova nuova capitale No tav

«Sensazione strana nelle valli interessate dal progetto del Tav-Terzo Valico», dicono i difensori del territorio dal loro blog (http://notavgenova.altervista.org/). Calma apparente.
Dopo l’offensiva di quest’estate - un mese continuativo di espropri a cui il movimento ha saputo rispondere con grande determinazione - i devastatori avevano ripiegato con la strategia dei sondaggi e la finta apertura del primo campo base a Trasta in Valpolcevera dove in centinaia hanno risposto e le trivelle hanno avuto i loro problemi anche per dei semplici sondaggi (senza autorizzazione e nel campo di un attivista No Tav).
Da una decina di giorni Geotec ed Rct (le due ditte preposte ai sondaggi) «sembrano aver battuto in ritirata» ma nessuno si illude. L’unica cosa a far pensare ai lavori del Terzo Valico sono squadrette da due operai intenti a piantare chiodi per delimitare gli allargamenti delle strade. «Chiodi che puntualmente vengono rimossi con questo gioco che prosegue da diversi mesi». E il campo base di Trasta è un deserto. Quasi sempre chiuso, ogni tanto un paio di operai e una ruspetta ci portano un po’ di terra. Per essere l’avvio dei lavori, come sbandierato dall’arancione Doria e dal suo vicesindaco del Pd, Bernini, è certamente sottotono.
Nelle valli tra Genova e Cortona si inseguono voci di indennizzi milionari per i «pochi complici che hanno deciso di accordarsi preventivamente con Cociv vendendo direttamente case e terreni senza passare per il calvario degli espropri».
Nessuno si illude che non arrivino più le letterine verdi dal Tribunale di Como con cui ritentare gli espropri ma il movimento ha già guadagnato almeno cinque mesi sulla tabella di marcia dei devastatori. «Mesi importanti considerato l’avvicinarsi delle prossime elezioni politiche, l’acuirsi della crisi sociale, la continua perdita di credibilità dei partiti e il probabile sconquassamento del sistema politico».
La neve, che secondo le previsioni non dovrebbe tardare, potrebbe essere il miglior alleato per impedire il passaggio agli invasori. Nell’attesa, l’agenda vede già due scadenze - dopo il successo della marcia Serravalle-Arquata e della passeggiata a Voltaggio - procede col suo passo popolare la strada che lo porterà a vincere. «E’ un momento di grandi discussioni per i comitati, ci sono in programma un grande ciclo di assemblee per preparare al meglio il corteo del 17 Novembre in Valpolcevera. Dalla Valsusa, come sempre, stanno arrivando importanti suggestioni che presto si trasformeranno in iniziative concrete volte ad ostacolare i piani del Cociv e dalla classe politica che lo sostiene tante piccole Stalingrado in ogni città». Si comincia da sabato prossimo con un presidio a Genova.
Intanto non si placa la polemica sulla gronda, l’altro incubo di cemento e sostanze velenose che il partito delle grandi opere, il Pd locale, vorrebbe riversare sulla città. M5S, Sel, FdS e Lista Doria hanno hanno attaccato il Pd e il suo vice sindaco Stefano Bernini, e, insieme, con i loro venti voti, sono riusciti a rinviare la discussione della delibera per eleggere il rappresentante nell’Osservatorio comunale sull’opera.
Durissima la replica democrat che sta provando a prendere in ostaggio il sindaco Doria: «Nessuna provocazione, altrimenti può saltare tutto. Avanti con un’opera giudicata, anche nel piano regolatore portuale, una delle più importanti per Genova». In realtà i gruppi consiliari della sinistra hanno illustrato le gravi carenze contenute nel parere tecnico del comune sulla Gronda autostradale di Ponente che contiene la minimizzazione dei rischi legati allo scavo di rocce contenenti amianto (come in Val Susa per la Tav) e il silenzio sull’occupazione di parte degli alvei di alcuni torrenti da parte di piloni e del condotto che da Bolzaneto a Sampierdarena porterebbe rocce diluite con acqua verso il mare, il tutto nel letto del torrente Polcevera. «Invece di entrare nel merito il Pd minaccia la giunta Doria, ben sapendo che in caso di nuove elezioni dovrebbe perdere tutti i suoi assessori, di fronte alla ineluttabile vittoria del candidato 5 Stelle», commenta Antonio Bruno, capogruppo Fds.
Doria infatti, ha vinto le elezioni puntando sulla percezione di cambiamento sebbene con qualche ambiguità sulle grandi opere. «Con le elezioni politiche - conclude Bruno - si capirà se il quadro politico confermerà le politiche montiane e l’asse Pd-Udc, oppure offrirà scenari più aperti. Una sinistra unita sui contenuti non dovrebbe avere paura di sviluppare iniziative anche con il “partito” di Beppe Grillo».

di Checchino Antonini da http://popoff.globalist.it

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