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12 ragionevoli motivi per dire NO | No Tav Genova

12 ragionevoli motivi per dire NO

Tesi errata n.1
SENZA LA GENOVA-TORTONA MANCHEREBBERO I COLLEGAMENTI FRA LIGURIA E PIANURA PADANA
In realtà i collegamenti con la Liguria sono abbondanti, sia tramite autostrade che strade statali e linee ferroviarie.
In particolare alle spalle di Genova vi sono
Due Strade Statali , Due Autostrade,
Due linee ferroviarie dei Giovi passeggeri e merci a doppio binario,
Una linea ferroviaria Voltri-Ovada ad unico binario ma con già disponibile il sedime per il raddoppio .

Tesi errata n.2
LE LINEE FERROVIARIE ESISTENTI SONO SATURE
In realtà le attuali tre linee che partono da Genova-Voltri sono ampiamente sottoutilizzate. Nelle ore notturne,
per lunghi periodi non transita un treno. I passeggeri che percorrono l’intera tratta Genova-Milano e viceversa
non superano i quattromila. La potenzialità attuale, con una serie di piccoli interventi di ammodernamento e
razionalizzazione, è di ulteriori 180 treni. Secondo lo studio Zambrini l’unico tratto con eventuali
rallentamenti può essere la Tortona-Voghera, in comune fra la Milano-Genova e la Torino-Bologna. In questo caso
basterebbe un terzo binario dotato di blocco automatico banalizzato per aumentarne notevolmente le potenzialità.
E il flusso delle merci - previsto nel 1996 da chi voleva l’opera in crescita esponenziale e per il 2005 a quota 5 milioni di teu - è invece sceso dell’1,5% nell’ultimo anno (la previsione era del + 13%) ed è salito, dal 1970 al 2002, complessivamente del 3,52%, ossia dello 0,11 all’anno!

Tesi errata n.3
IL TERZO VALICO É INDISPENSABILE AL RILANCIO ECONOMICO DELLA LIGURIA
In realtà è vero il contrario. Togliendo risorse (e tutto denaro pubblico) alla ricerca, all’innovazione e al
risanamento dell’industria in crisi profonda, e soprattutto al raddoppio delle altre linee essenziali, come la
Pontremolese e la Genova-Ventimiglia, il Terzo Valico non apporterà alcun vantaggio, anzi… Per Genova il problema fondamentale è il nodo ferroviario che va quadruplicato da Voltri a Pieve ligure. Si diceva la stessa cosa per la Voltri-Borzoli, un’opera dall’impatto ambientale disastroso che ha tolto la visibilità del mare agli abitanti di Voltri, Pra e Palmaro e Pegli. Il “mostro” di cemento vede ora il transito di due treni merci al giorno fatti venire da Savona per fare il giro sino a Ovada e Alessandria e ciò con lo scopo dichiarato di non far arrugginire i binari nuovi intaccati dalla salsesine. Duecento miliardi di lire spesi, con successivo incredibile commento: “Ci siamo sbagliati, non serviva”

Tesi errata n.4
IL TAV TOGLIERÀ I TIR DALLE AUTOSTRADE
In realtà, tanto per cominciare, i 7-10 anni di cantiere necessari a costruire il Terzo Valico porteranno sulle
strade della valle Scrivia e dell’Alessandrino qualcosa come 500 camion al giorno (e alla notte) per il trasporto del materiale di scavo dai tunnel ai luoghi di stoccaggio. Con grande aumento di inquinanti e polveri. Finita la apocalittica fase di cantiere e realizzata la Grande Opera, chi ci dice che le merci passeranno dall’autostrada alla nuova ferrovia?
Attualmente il rapporto merci su ferrovia e merci su Tir è di 8 a 92. Quindi, ora, visto che i contenitori
sbarcati a Genova nel 2005 sono 1.600.000 e che il 40% di questi viene o reimbarcato per altri porti o va verso est e verso ovest e quindi ne rimangono 980.000, solo 76.800 container all’anno finiscono sui treni. Ammesso che si raggiunga il super eccellente risultato di passare dall’8% al 30% che tutti ci auguriamo, si arriverà a 230.400 container all’anno, con una potenzialità attuale, come abbiamo ricordato al punto 2, di ulteriori 180 treni al giorno, ossia di 2.830.000 teu all’anno.

Tesi errata n.5
CHI PROTESTA È EGOISTA E NON PENSA AGLI INTERESSI DELL’ITALIA
In realtà basterebbe percorrere la valle Scrivia da Tortona a Serravalle-Arquata e poi scendere dall’altra parte
verso Genova per capire immediatamente quanto i circa 100.000 abitanti di queste zone abbiano già subito a
livello di infrastrutture: autostrade, aree logistiche, giganteschi centri commerciali, oleodotti, raffinerie,
industrie a rischio, elettrodotti. Una cementificazione selvaggia, indifferente alla tutela ambientale e
addirittura priva di ogni decenza. E poi, parliamoci chiaro: qui non si tratta di interessi nazionali o
chiamateli come volete. L’Alta Velocità è stata progettata come la grande truffa del secolo, con finti
finanziatori, con finte necessità, con finti appalti e con un aspetto assai concreto: le unghie rapaci delle
lobbie economico-politiche che l’hanno inventata. Si vadano a tal fine a leggere i verbali di Mani pulite, degli
interrogatori Necci e il libro del giudice Imposimato. Vittime di questi interessi “superiori” sono il territorio
da saccheggiare, i suoi abitanti e chi realmente ha necessità di un sistema ferroviario degno di un paese civile, sistema ferroviario che non è certo quello che abbiamo sotto gli occhi oggi e ciò anche per colpa del drenaggio di risorse economiche operato dall’Alta velocità e da coloro che ci vengono a sgridare (o a manganellare) perché non siamo capaci di sacrificarci per il progresso (il loro) e per un futuro radioso (sempre il loro) .

Tesi errata n.6
IL TERZO VALICO PORTA LAVORO AL BASSO PIEMONTE
In realtà come già sta succedendo per tutte le infrastrutture in corso, si tratterebbe di lavoro precario, per
mano d’opera in gran parte extracomunitaria. Inoltre le ditte appaltatrici si porterebbero tecnici e operai dalla
loro Regione (ditte e buoi dei paesi suoi). Per i nostri Comuni, oltre alle difficoltà di inserire cantieri con
400-500 persone in comunità addirittura più piccole, arrriverebbe anche un bel problema: la mafia e l’illegalità. Si ricordi che solo per il tentato, e fallito, via tramite i cunicoli esplorativi di Voltaggio e Fracconalto è in corso un processo con un capo di imputazione pesantissimo: Truffa nei confronti dello Stato. Turbative d’asta sono già state individuate a carico di uomini politici piemontesi e non… figurarsi per la realizzazione dell’opera!
Inoltre, visto che si tratta di merci in transito (625 teu per posto di lavoro) e non di merci da lavorare (17
teu per posto di lavoro), ci sarà ben poco da friggere, a livello occupazionale, per gli scali di San Bovo, di
Alessandria e di Rivalta, mentre le cose cambiano completamente per i proprietari delle aree logistiche più
attrezzate.

Tesi errata n.7
LA LINEA E’ QUASI TUTTA IN GALLERIA. CHE MALE FA?
In realtà fa malissimo!!! Il tracciato prevede una galleria di 39 km all’interno dell’Appennino. Chi ha seguito
la questione della cava Cementir e dell’acquedotto della Val Lemme ricorderà gli studi che appuravano la presenza di rocce amiantifere.
Respirare fibre di amianto provoca un tumore dei polmoni (mesotelioma pleurico) che non lascia scampo e i nostri amici di Casale lo sanno bene. L’amianto è un materiale fuori legge dal 1977.
Il tunnel si porta appresso tante gallerie minori, trasversali a quella principale. Si chiamano gallerie di
servizio, o più simpaticamente, ‘finestre’. Con altrettanti cantieri, tutti a ridosso di centri abitati. Sarà un
inferno di rumore, polvere, camion avanti e indietro per le strette vie dei paesi, di giorno e di notte, per 15
anni almeno. E ancora: la perforazione di tratti montani così lunghi vicino a centri densamente abitati potr�
prosciugare le falde idriche e gli acquedotti, come accaduto per le gallerie TAV del Mugello, oggetto di processi per disastro ambientale. Ricordiamo a tal fine le preoccupazioni del Comune di Arquata che ha espresso parere contrario all’opera.
E ancora: la viabilità sarà stravolta. Verranno costruiti sovrappassi in corrispondenza di ogni cantiere. Forse
queste nuove strade saranno calcolate come compensazioni all’impatto ambientale dell’opera? (per averne una vaga idea, farsi un giro sull’autostrada Torino-Milano osservando i guasti della tratta TAV Torino-Novara).

Tesi errata n.8
L’OPERA FA BENE ALL’ECONOMIA, PERCHÉ METTE IN MOTO CAPITALI PRIVATI.
In realtà il costo stimato di oltre 5 miliardi di euro è tutto a carico della collettività. Tutto denaro pubblico,
ma affidato a privati, secondo la diabolica invenzione del general contractor. Garantisce lo Stato Italiano.
Nessun privato ci metterà un euro, soprattutto dopo l’esperienza del tunnel sotto la
Manica che ha mandato in fallimento chi ne aveva acquistato i bond. I tantissimi soldi che servono a quest’opera verranno tolti alle linee ferroviarie esistenti (già disastrate), a ospedali, scuole, e a tutti i servizi di pubblica utilità, e allo sviluppo delle energie rinnovabili destinate a sostituire il petrolio. E ancora: è gi�
previsto che la nuova linea ferroviaria avrà altissimi costi di gestione e che sarà in perdita per decine e
decine di anni. Gli stessi caporioni delle Ferrovie dichiarano che ci sarà da leccarsi le dita se verr�
recuperato il 15 per cento dei costi sostenuti. Ma di questo non gliene frega alcunché a nessuno. Tanto paghiamo noi.

Tesi errata n.9
CHI E’ CONTRO IL TERZO VALICO É CONTRO IL PROGRESSO
Così dice l’on. Luigi Grillo, quello dei fori pilota, dei terreni incendiati da edificare, delle telefonatine
amorose ai coniugi Fazio, ecc. E con lui “l’animalista” (visto che vede ovunque asini raglianti, maiali, cani)
Palenzona, il sindacalista Simeone che vuole salire sui supertreni ad ogni stazioncina, e poi…tanti altri.
In realtà è vero il contrario. Il progresso non deve essere confuso con la crescita infinita. Il territorio
italiano è piccolo e sovrappopolato, le risorse naturali (acqua, suolo agricolo, foreste, minerali) sono limitate, l’inquinamento e i rifiuti aumentano invece senza limite, il petrolio è in esaurimento.
Progresso vuol dire comprendere che esistono limiti fisici alla nostra smania di costruire e di trasformare la
faccia del pianeta. Progresso vuol dire ottimizzare, rendere più efficiente e durevole ciò che già esiste,
tagliare il superfluo e investire in crescita intellettuale e culturale più che materiale, utilizzare più il
cervello dei muscoli. Il TAV rappresenta l’esatto contrario di questa impostazione, è un progetto vecchio e ormai anacronistico, che prevede una crescita infinita nel volume del trasporto merci (che poi saranno i rifiuti di domani), privilegia come valore solo la velocità e la quantità, ignora la qualità, ovvero se e perché bisogna trasportare qualcosa.

Tesi errata n.10
L’ECONOMIA LIBERAL-CAPITALISTA PROMUOVE BENESSERE.
LA TAV E’ VEICOLO DI RICCHEZZA PER TUTTI !!!
Miserande menzogne. Non ci sono stati appalti, i prezzi iniziali erano gonfiati, Lodigiani nel 1992 dichiarò
durante una udienza di mani pulite che erano già state pagate tangenti per un complessivo 4 per cento. Tutte le ditte del Co.civ iniziale finirono sotto inchiesta e alcune addirittura sparirono. Ora tutto è in mano
all’Impregilo, sempre senza appalto e concorrenza, la cui maggioranza appartiene a Marcellino Gavio. Veramente più che ricchezza la TAV porta sfiga: Signorile è caduto in disgrazia, Ligato è stato ammazzato, Bernini e Prandini hanno incrociato Di Pietro, Necci e Incalza hanno avuto le loro grane anche se con questo governo sono stati riciclati.
Ma andiamo a vedere chi sono i soggetti agenti che costituiscono la Società TAV che ha in appalto e in
concessione la tratta italiana della Torino-Lione. E cerchiamo di dedurre quali fregature si nascondono per la
collettività dei contribuenti. Al 33% le azioni sono possedute da una Società ex IRI, al 33% dall’ENI e, udite,
udite, al 33% dalla FIAT. Ma come! -direbbe qualcuno- Che interesse ha la FIAT a promuovere lo spostamento delle merci dalla gomma alla rotaia. Nessuno, in linea teorica. Anzi. La FIAT, sempre in linea teorica, dovrebbe scoraggiare politiche industriali tese all’irrobustimento della rete ferroviaria. Al lato pratico la realtà è un po’ diversa. Riprendiamo la percentuale effettiva di spostamento delle merci dalla gomma alla rotaia, calcolata in proiezione, a tratta Torino-Lione conclusa. Essa è un miserrimo 1%. Combiniamo i due dati. Praticamente, il traffico pesante stradale e autostradale rimarrà attestato agli stessi livelli odierni. Nel frattempo, però, la FIAT, in linea con le sue politiche manageriali degli ultimi vent’anni, avrà messo a segno un ennesimo successo finanziario, intascando un terzo dei molti miliardi (provenienti dalla fiscalità generale) di euro che l’UE e il Governo italiano investiranno per la costruzione di questa ferrovia. E il suo ricavato non nasce a discapito di un eventuale (anche se non sicuro) profitto del Settore Auto. Andiamo, infine, a controllare l’assegnazione dei subappalti legati al business TAV. Nella costruzione della galleria lunga 53 km, il subappalto è stato assegnato alla  Società francese RockSoil, di proprietà della moglie del signor Ministro berlusconiano alle Infrastrutture, Pietro Lunardi. Che schifo!!

Tesi errata numero 11
LA TAV VELOCIZZA GLI SPOSTAMENTI DI MERCI E UOMINI
Gli studi di Erasmo Venosi (Per decenni ha lavorato per le Ferrovie in qualità di Tecnico altamente specializzato. É laureato in Fisica ed è un esperto di impatto ambientale), a riguardo, escludono che vi possano essere delle significative differenze tra un Milano-Verona linea tradizionale e un Milano-Verona linea ad Alta Velocità. Idem per la Milano-Genova. Il guadagno effettivo sarebbe di pochi minuti. La tratta, non potendosi sviluppare su un rettilineo uniforme, si dipana, invece, attraverso la congiunzione di piccoli segmenti e tratti curvilinei. La struttura del tracciato impedisce un’accelerazione regolare e un innalzamento significativo della velocità media del treno. Depotenziata, dunque, l’idea-forza del guadagno di tempo riferita allo spostamento degli uomini e delle merci, la TAV rappresenta un mistero intorno a quelli che dovrebbero essere i presunti benefici per il benessere delle Comunità e per lo “sviluppo dell’economia” (le virgolette stanno a significare l’assoluta astrazione della formula virgolettata. Checché ne dicano i fondamentalisti del liberismo economico, è tutt’altro che dimostrato che, ad un aumento di velocità di spostamento di uomini e merci, corrisponda necessariamente un aumento di benessere per le Comunità in cui questi fenomeni si realizzano). I pendolari e gli utenti di Trenitalia, invece, più modestamente si accontenterebbero che i treni su cui giornalmente viaggiano siano più puliti e più coerenti con gli orari prestabiliti. Di faraoniche e fantastiche scemenze come la TAV, inutili per la collettività e UTILI per Lunardi e la FIAT, ne fanno volentieri a meno.

Tesi errata numero 12
IL TERZO VALICO (54 KM. DI CUI 39 IN GALLERIA) FRA VOLTRI E TORTONA RILANCERÀ IL PORTO DI GENOVA
Esistono già cinque valichi ferroviari fra la Liguria e la Pianura Padana, con una potenzialità residua di un
milione di container annuali. Nel caso di ammodernamento e potenziamento delle tre linee alle spalle di Genova diverrebbero 2 milioni e 830.000. In caso di raddoppio della Voltri - Ovada e della Pontremolese e di interventi sulla Savona -Alessandria e Torino addirittura 10 milioni. Alla fine del 2005 i container del porto di Genova hanno superato di poco la cifra di 1.600.000, di cui solo 76.800 (come dimostrato al punto 4) instradati a nord sulle attuali tre linee ferroviarie alle spalle di Genova. Le previsioni del 1992 (primo progetto Supertreno Mi-Ge) erano per oggi di 5 milioni di teu, tre volte tanto. Rispetto all’anno scorso i container sono diminuiti dell’1,6%.
Mai nessuno ha preso in considerazione le proposte alternative basate sul rafforzamento degli attuali cinque
valichi e intanto si sono persi 14 anni, 300 miliardi di lire in progetti, convegni, libroni patinati, “fori
pilota” e mangerie varie, oltre ad annullare l’efficienza nelle linee esistenti su cui non si spende più un euro.
Forse progettualmente il Terzo Valico sarà una Grande Opera, ma grande solo nella scala dei valori dell’Inutilità e, dal punto di vista tecnico-politico, della Falsità

Castelnuovo Scrivia, Antonello Brunetti, 19 gennaio 2006