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TAV, la lotta continua….

Venerdì, Ottobre 2nd, 2009

Care/i,

la Tav nella tratta Torino-Lione continua a far discutere. Solo l’altro ieri ho avuto modo di commentare la proposta di alcuni dirigenti del Pd di cacciare dal partito i sindaci che hanno raggiunto un’intesa con il popolo No Tav per l’elezione del nuovo presidente della Comunità Montana; intesa fondata su un netto no alla Tav e all’Osservatorio. L’eventuale espulsione dal Pd di chi ha sottoscritto il documento costituirebbe un vero e proprio scandalo, reso ancora più vergognoso dal fatto che la proposta dei dirigenti Pd, Chiamparino per primo, era la costituzione di un’alleanza organica in valle tra Pd e Pdl.  D’altra parte tutto ciò conferma l’uniformità d’opinione sul modello di sviluppo per il nostro Paese, tra tutti i partiti che siedono in parlamento (Pdl, Lega, ma anche Pd e Idv ).  Nel frattempo, aumentano i rischi che il governo decida, per l’ennesima volta, di ricorrere alle maniere forti, magari anche all’esercito: se i lavori non cominceranno entro i primi mesi del 2010 vi è infatti la concreta possibilità che l’Ue richieda indietro quei (pochi) finanziamenti comunque distribuiti tra Italia e Francia. Va anche ricordato che prima di iniziare qualunque lavoro, secondo le regole Ue, sono necessari: la Valutazione d’impatto ambientale , il rispetto delle direttive VAS (valutazione ambientale strategica), Natura e “acque” (lo ha detto Tajani, non il sottoscritto.), che ancora mancano. Infine l’Osservatorio sulla Torino-Lione si è svelato per quello che è: uno strumento politico, un cavallo di Troia usato dal governo per cercare di dividere il movimento e allontanare gli amministratori dal movimento stesso. Considerati gli enormi costi dell’opera e i limitatissimi fondi Ue, se la Tav sarà costruita, di sicuro saranno i contribuenti a dover mettere mano al portafoglio per finanziare quella che da anni riteniamo un’opera inutile e dannosa, uno spreco di denaro pubblico ancora più assurdo in tempi di crisi economica come questi e di fronte alla situazione in cui versano le ferrovie italiane (e il sistema dei trasporti). Per questo vi invio volentieri il comunicato stampa che anticipa la trasmissione di Riccardo Iacona - giornalista che stimo, autore di inchieste sempre interessanti e serie - di domenica prossima; si occuperà appunto dell’alta velocità e vi sarà anche uno spazio riservato alla vicenda dell’Innse.

Grazie e a presto,
Vittorio Agnoletto

Tav, per i sindaci è l’ora della verità

Venerdì, Gennaio 9th, 2009

Per i sindaci è giunto il momento della verità. L’osservatorio ha confermato di essere un cavallo di Troia attraverso il quale il governo attuale e quello precedente stanno cercando di imporre l’alta velocità. è esattamente quello che i comitati della val Susa e il sottoscritto sostengono da tempo. Ora anche i sindaci sembrano essere giunti a questa conclusione, e questo sarebbe positivo, ma è necessario evitare qualunque ambiguità. Il vero problema non è il poco tempo lasciato alle amministrazioni locali per approvare la proposta del governo, ma la proposta stessa del governo che ripropone tutto il progetto TAV e il tunnel internazionale e che quindi va rifiutata “senza se e senza ma”. Ribadisco inoltre che la proposta FARE è solo un’operazione d’immagine e irrealizzabile: infatti i fondi Europei, come esplicitamente scritto nel bando, sono solo per studi e lavori per il tunnel internazionale, non possono in alcun modo essere destinati al nodo di Torino. Qualunque rappresentante istituzionale affermi il contrario sa di non dire la verità. Mi auguro che i sindaci abbandonino definitivamente l’osservatorio e ricerchino un rapporto positivo con il movimento della valle che ancora il 6 dicembre ha espresso con grande forza la sua contrarietà alla TAV. Ora più che mai, con la tremenda crisi economica è folle spendere miliardi per un’opera inutile e dannosa.

Vittorio Agnoletto

Corteo in occasione del terzo anniversario degli scontri con la polizia a Venaus

Lunedì, Dicembre 8th, 2008

In Val di Susa Manifestazione anti Alta Velocità dopo il via libera Ue
Corteo in occasione del terzo anniversario degli scontri con la polizia a Venaus

Quando il corteo sfila pacifico di fronte alla caserma dei carabinieri di Susa, le ultime bandiere No Tav partono finalmente dalla piazza davanti alla stazione. «Siamo trentamila» gridano entusiasti gli organizzatori. Chi c’era mi ha riferito che la cifra giusta è intorno ai 12 mila che sono comunque tantissimi, per essere uno zoccolo duro. La manifestazione indetta in occasione del terzo anniversario della battaglia di Venaus (nel 2005 la polizia si scontrò con i No Tav di fronte al cantiere) dimostra quanto sia ancora radicata l´opposizione al supertreno in val di Susa. Nonostante le mediazioni dell´Osservatorio diretto da Mario Virano e il sì dei sindaci a un piano a tappe che prevede la realizzazione della nuova ferrovia, l´ala dura del movimento è tutt´altro che isolata. «A darci una mano - dice il leader, Alberto Perino - ci hanno pensato i signori di Bruxelles che proprio venerdì hanno aperto i cordoni della borsa per far partire l´opera. Ma se vogliono cominciare a scavare devono sapere che ci troveranno qui». Al corteo partecipa anche un migliaio di persone arrivate da ogni parte d´Italia: ci sono, tra gli altri, i No Dal Molin di Vicenza e il movimento toscano contro i rigassificatori. In testa sfilano i ragazzi delle scuole («L´onda anomala è l´unica che va ad alta velocità»). Manca gran parte dei sindaci della valle contro i quali, anzi, la protesta è diretta. «La loro proposta di realizzare la linea a tappe - dice Perino - è solo un modo camuffato per fare il Tav». Così in segno di scherno sfilano falsi sindaci con la fascia tricolore che annunciano nuovi programmi elettorali: «Vino nelle fontane di tutti i paesi della valle». Tra i primi cittadini veri c´è il sindaco di Bussoleno, Giuseppe Joannas, esponente di Rifondazione. La riuscita della manifestazione non è un segnale da sottovalutare per chi in questi mesi ha tentato la strada della mediazione. «In ogni caso - dice il presidente della Comunità montana, Antonio Ferrentino - la grande partecipazione dimostra come la popolazione della valle voglia contare nelle scelte che riguardano i nostri paesi. Continueremo a lavorare nell´Osservatorio, a patto naturalmente che vengano rispettati gli impegni presi». Anche Mario Virano conferma che «il lavoro dell´Osservatorio prosegue» ed elogia «il carattere pacifico della protesta». La prima verifica si avrà mercoledì quando l´Osservatorio dovrà affrontare il nodo delicato del progetto preliminare del tracciato. La seconda verifica ci sarà a giugno quando gran parte dei paesi andrà al voto. Il movimento No Tav promette battaglia: «Presenteremo liste civiche in tutti i comuni». La protesta durerà tre giorni, perché in tanti hanno scelto di trascorrere il ponte dell’Immacolata partecipando a una serie di manifestazioni contro la Tav proprio all’indomani del via libera dell’Unione Europea. Ieri a Susa, domenica alle 17 si svolgerà una assemblea popolare dei Comitati No tav e lunedì sarà la volta di un dibattito che effettua un parallelo tra quanto accaduto a Venaus nel 2005 e quanto successo a Genova nel 2001, due episodi che hanno visto duri scontri tra cittadini e forze dell’ordine. Al dibattito parteciperanno Claudio Novaro, avvocato di parte civile nel processo di Genova per i fatti della scuola Diaz e della caserma di Bolzaneto e l’avvocato Gianluca Vitale, difensore delle parti lese nei processi di Genova e della Valle di Susa. “Da mesi ormai le dichiarazioni di ministri e politici a favore della nuova linea Torino-Lione sono all’ordine del giorno - si legge nell’appello scritto per convocare la manifestazione - da chi minaccia di invadere la Valle con l’esercito, a chi vuole inviarci a breve le ruspe ‘dialogando’. Oggi manifesteremo a Susa per ribadire la nostra contrarietà a qualunque ipotesi di nuova infrastruttura ferroviaria nei nostri territori e allo sperpero del denaro pubblico in qualunque opera inutile”. Tra l’altro, dopo la tragedia di Rivoli, dove un 18enne è morto nel crollo del controsoffitto di una scuola, i No Tav chiedono che i soldi della Ue vengano usati per migliorare la sicurezza nelle scuole italiane e, per quanto si avanza, per ammodernare il nodo di Torino e far viaggiare a prezzi equi treni efficienti per i pendolari.
Da Comitati Scrivia

No Tav. Appello per la manifestazione del 6 dicembre a Susa

Mercoledì, Novembre 19th, 2008

Il Movimento No Tav della Val di Susa ha diffuso questo appello per la manifestazione del prossimo 6 dicembre a Susa.
“Di nuovo in strada per non F.A.R.E. il Tav. Corte No Tav a Susa il 6 dicembre 2008. Ritrovo ore 14,30 Stazione FS.
Da mesi ormai le dichiarazioni di ministri e politici a favore della nuova linea Torino-Lione sono all’ordine del giorno: da chi minaccia di invadere la Valle con l’esercito, a chi vuole inviarci a breve le ruspe “dialogando”.
Il prossimo 6 dicembre manifesteremo a Susa per ribadire la nostra contrarietà a qualunque ipotesi di nuova infrastruttura ferroviaria nei nostri territori e allo sperpero del denaro pubblico (il nostro denaro) in qualunque opera inutile. Manifesteremo contro la mafia dei grandi appalti e delle opere pubbliche. Continueremo ad opporci a tutti i progetti devastanti per l’ambiente e la salute che sottraggono risorse preziose alla collettività a favore dei soliti noti. I recenti eclatanti tagli alla scuola pubblica sono solo il primo passo: per sostenere i costi elevatissimi di queste opere saranno necessari tagli altrettanto drastici alla sanità, alle pensioni, ad ogni servizio di pubblica utilità.
La Valle di Susa non è un corridoio di transito e non vogliamo che lo diventi in un futuro!
Non riteniamo ineluttabile l’aumento del traffico merci nei prossimi anni e, di conseguenza, non riteniamo giustificata l’ipotesi di costruzione di una nuova infrastruttura ferroviaria in un futuro molto prossimo (come proposto nel F.A.R.E). Pretendiamo, invece, il congelamento del traffico merci totale (ferroviario e autostradale) agli attuali venti milioni di tonnellate annui e ci opporremo alla realizzazione del raddoppio del tunnel autostradale del Frejus, anche se proposto in modo truffaldino come progetto di “galleria di sicurezza”.
Manifestiamo perché deve essere chiaro a tutti, a partire dagli enti locali fino alla Comunità europea, che dal 2005 non è cambiato nulla e che contrasteremo come allora con la pratica della non violenza ogni tentativo di sondaggio o inizio lavori. A chi come Berlusconi pensa di poter aprire i cantieri con l’uso della forza, ricordiamo che quando ci hanno provato nel 2005 sono usciti sconfitti dalla nostra valle e tutti sappiano che qui troveranno sempre la stessa determinazione. Vogliamo ricordarlo anche a chi come Prodi simula il dialogo per ingannare gli amministratori e dividerli dal movimento, con false promesse tese non a riqualificare il territorio ma a distruggerlo definitivamente: da qui non passerete, né ora né mai, perché il futuro è una cosa seria e non ci arrenderemo né a chi usa il bastone né a chi ci offre la carota.
A un certo punto di questa lotta coniammo lo slogan “Fermarlo è possibile, fermarlo tocca a noi!” e da lì ripartiamo, nella convinzione di riuscirci, nella certezza che tutti insieme possiamo farlo.
Partecipare al Corteo NO TAV il 6 dicembre a Susa è un atto concreto per difendere il tuo futuro.
NON ASPETTARE LA PROSSIMA MILITARIZZAZIONE DEL TERRITORIO PER SCENDERE IN STRADA !!
MOVIMENTO NO TAV

Fonte: Carta

La Tav e il concetto di democrazia del premier

Martedì, Novembre 18th, 2008

Vittorio Agnoletto*,   06 novembre 2008

Berlusconi continua a mostrare i muscoli nei confronti di chi, democraticamente, esprime il proprio dissenso rispetto a scelte, per altro scellerate, dell’esecutivo. Vuole mandare l’esercito làddove esiste da anni un grande movimento che ha sempre agito in modo assolutamente nonviolento e determinato per difendere il proprio territorio: la val Susa
Ha iniziato mandando l’esercito a Napoli, a sedare le proteste dei cittadini durante l’emergenza rifiuti mai risolta. Ha proseguito con i militari nelle grandi città, per poi continuare con i carabinieri nelle scuole, a denunciare giovani che stanno dando vita a un movimento serio e pacifico per garantirsi il diritto allo studio e a un futuro decoroso per l’istruzione pubblica.
Ora vuole mandare l’esercito làddove esiste da anni un altro grande movimento che ha sempre agito in modo assolutamente nonviolento e determinato per difendere il proprio territorio: la val Susa. Berlusconi continua a mostrare i muscoli nei confronti di chi, democraticamente, esprime il proprio dissenso rispetto a scelte, per altro scellerate, dell’esecutivo. Sembra proprio che il premier voglia trasformare la nostra Costituzione in carta straccia e fare dell’Italia uno Stato di Polizia, dove qualunque tipo di parere non allineato al governo verrà represso con la forza.
Le minacce lanciate l’altroieri a Milano dal Presidente del Consiglio contro i cittadini della val Susa troveranno sicuramente una forte, democratica e pacifica risposta nella manifestazione che i valsusini stanno organizzando per il 6 dicembre.
Lo stesso giorno, esattamente tre anni fa, Berlusconi provò a piegare la valle con l’esercito e allora fu sconfitto dall’opposizione della popolazione. La Val di Susa è un grande esempio di democrazia «dal basso»: sono state raccolte in valle oltre 30.000 firme contro l’Alta Velocità e migliaia di cittadini (tra i quali anche chi scrive), aderendo alla campagna «Compra un posto in prima fila», hanno acquistato un terreno nei luoghi che il governo vorrebbe espropriare per costruire il tunnel lungo oltre 50 chilometri.
È inoltre assolutamente inaccettabile che in piena crisi economica il governo voglia buttare 20 miliardi di euro (soldi pubblici, ndr) per costruire la Tav. Perché - è bene ricordarlo - ad oggi non esiste ancora un progetto definitivo per il tracciato da presentare alla Commissione europea e si chiedono soldi, liquidi all’Europa per procedere sulle fasi di studio e indagine.
Nello stesso giorno in cui Berlusconi si è nuovamente pronunciato a favore di un eventuale uso della forza in Val di Susa, si è infatti tenuta al Parlamento europeo la riunione periodica della Commissione Trasporti sullo stato dell’arte dei diversi progetti prioritari Ten-T.
Per quanto riguarda il disegno della linea futura, abbiamo avuto una nuova conferma che «il tracciato ottimizzato - sviluppato sulle basi del lavoro dell’Osservatorio - dovrà essere ora sviluppato nelle successive fasi di studio e indagini con il concorso finanziario dell’Unione Europea». Sul fronte dei finanziamenti, i ministri Altero Matteoli e il francese Jean-Luis Borloo hanno appena inviato una lettera al Commissario Tajani per tentare di sostanziare i contenuti per cui il contributo europeo è stato concesso e deliberato. Il motivo? Fare cassa, e al più presto, visto che tale somma non verrà erogata in un’unica soluzione, bensì per tappe di avanzamento dei singoli lavori e studi.

*eurodeputato Prc/Sinistra Europea

Fonte Aprileonline