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Sintesi
delle decisioni del consiglio comunale di Arquata
Il 7 dicembre 2005 il consiglio comunale di Arquata ha espresso parere
negativo sulla proposta di progetto definitivo predisposto da Italferr
S.p.A. per la realizzazione del cosiddetto 3° Valico Alta
Capacità Genova - Milano, in particolare per la mancanza di
un’approfondita analisi circa la Valutazione di Impatto
Ambientale, assenza che ha determinato l’avvio della
procedura di
infrazione nei confronti dell’Italia da parte
dell’Unione
Europea., e la mancata previsione della progettazione e
realizzazione di un acquedotto alternativo, sostitutivo degli
approvvigionamenti idrici oggi derivanti dalle sorgenti di Borlasca
(acquedotto ACOS).
Altre preoccupazioni espresse sono relative al pesante impatto del
traffico di camion e all’inserimento nel tessuto sociale di
400
lavoratori che verranno confinati in un campo base.
A differenza di altri enti locali si considera che la procedura
amministrativa introdotta dalla cosiddetta "Legge Obiettivo" comprime,
fino ad annullarle, le possibilità effettive di intervento
delle
amministrazioni locali nella fase di definizione dei progetti ed in
quella della realizzazione delle opere infrastrutturali.
PROPOSTE ALTERNATIVE per il trasporto merci, il cui aumento
e’ portato a giustificazione della linea Genova Milano.
Sviluppate da associazioni ambientaliste (WWF. Legambiente, Italia
Nostra), comitati di cittadini (riuniti nella Associazione Amici della
Ferrovia AFA) e sindacati di base delle ferrovie (CUB).
Si chiede di intervenire prioritariamente su queste linee.
Le due linee dei Giovi : Il 25% di incremento di
potenzialità,
stimato dal documento sul "Nodo di Genova", porta la
capacità
delle linee a 425 treni al giorno. Questo porterebbe la
potenzialità residua complessiva delle due linee di valico a
150
treni in più al giorno nei due sensi di marcia prima di
arrivare
alla saturazione.
Il "Salto del Montone", realizzato fra il 1986 e il 1995 ad Arquata
Scrivia. Tale opera, costata circa 26 miliardi dovrebbe permettere a
seconda dei flussi di traffico, l'istradamento dei treni da e per
Genova sulle direttrici Torino e Milano.
La "Banalizzazione" delle linee "Torino-Genova" e "Succursale dei
Giovi", realizzata tra il 1986 e il 1995. Tale opera è
costata
nel tratto Arquata-Genova circa 16 miliardi permetterebbe di utilizzare
sia in un senso di marcia come nell'altro lo stesso binario
(banalizzazione), dovrebbe servire a "moltiplicare", attraverso le
"marce parallele", le possibilità di impegno delle attuali
linee
ferroviarie che, tramite il "Salto del montone", sono state rese
intercambiabili. La potenzialità delle linee dei Giovi
potrebbe
essere ulteriormente amplificata se i binari della linea a maggiore
acclività (la via Busalla) fossero usati solo per merci in
discesa, oppure in salita per TEU vuoti.
La Voltri - Ovada Alessandria E’ attribuibile
Genova-Ovada-Alessandria una potenzialità residua di 19
treni
(90 meno i 71 treni previsti oggi in orario), più 12
straordinari che potrebbero essere utilizzati per il trasporto dei
containers. In totale avremo circa 30 treni in più da
mettere al
servizio del porto di Voltri e di Genova.
Attenendoci, quindi, alla stima prevista possiamo concludere che 30
treni al giorno sulla Genova-Ovada-Alessandria potranno soddisfare una
domanda di trasporto OD in entrata e in uscita, compresa fra i 1.800 e
i 1.900 contenitori al giorno: ovvero da 504.000 e 530.000 contenitori
all'anno.
In caso di raddoppio la potenzialità della linea potrebbe
salire
a 140/200 treni al giorno (a seconda dei lavori che vi si vogliono
fare).
Il raddoppio fra S. Giuseppe di Cairo e Ceva : porterebbe la
potenzialità della linea a 300 treni al giorno (150 sulla
via
Altare e 150 sulla via Ferrania) i quali, raggiunto S. Giuseppe
potranno essere istradati o verso Alessandria o verso Torino. Oggi le
due tratte sono coperte da un impegno di 155 treni ( di cui, comunque,
ben 72 sono "straordinari merci"). Pertanto avremmo una
potenzialità residua delle due tratte di circa 145 treni
pari ad
una capienza di trasporto annuo fino a San Giuseppe di 2.900.000 TEU
nel caso non si utilizzasse la doppia trazione, oppure di 5.800.000 nel
caso di utilizzo della doppia trazione.
La linea Parma-La Spezia (Pontremolese) Un eventuale proseguimento dei
lavori sulla Pontremolese, con il completamento del raddoppio e della
galleria Serena, porterebbe ad un incremento di tracce pari a circa 150
treni al giorno pari a 1.400.000 TEU all'anno da e per La Spezia e la
Tirrenica. Ove si realizzasse anche la galleria di valico che
permette di ridurre la pendenza della linea dal 27 ad un 5 per mille,
il potenziale di trasporto TEU da e per la Spezia salirebbe a circa
2.400.000 pezzi. |