Quindici anni fa iniziava (luglio
1992) la questione Cociv - Terzo Valico
FACCIAMO IN BREVE IL PUNTO DELLA SITUAZIONE
-Il Governo Prodi, dopo aver definito il Terzo Valico come opera
"antieconomica", lo ha inserito fra le priorità del Dpef con
il
dissenso dei soli ministri di Rifondazione e dei Verdi
-All'Unione europea è quindi giunta la richiesta di
finanziare
anche quest'opera (Di Pietro ha chiesto 1830 milioni di euro per
quattro interventi, su una disponibilità netta dell'Europa
per
tutti i paesi aderenti non superiore ai 6 miliardi). L'UE deve decidere
entro marzo 2008.....
L’insostenibile
lentezza della Tav
Non c’è nessun accordo per la Tav in Val di Susa.
I Comuni
non ci stanno. Hanno rifiutato perfino il 5% di
“compensazione”, quasi un miliardo di euro. Non si
sono
fatti comprare, come hanno fatto tanti Comuni in questo Paese.
Quando le motivazioni di qualcosa sono oscure, incomprensibili, vuol
dire che ci sono altre motivazioni che non possono essere dette. Se,
come spiega Ferrentino presidente della Comunità Montana
della
Val di Susa, non c’è nessuna ragione per fare
un’opera da 20 miliardi di euro, e forse di 30, bucando le
montagne, allora l’unica ragione sta nei conti correnti di
chi
dovrebbe realizzare le opere e dei garanti politici....
Valpolcevera (Genova) contro il Terzo Valico dei Giovi
Noi comunità locali
della Valpolcevera esprimiamo la netta contrarietà al progetto
del III valico. Nonostante un quindicennio di lotte, studi, ricorsi ed
iniziative sul territorio le quali in modo univoco hanno dimostrato
(qualora ve ne fosse bisogno) non solo la dannosità
dell’opera ma anche la sua non redditività (un totem
solitamente caro ai fondamentalisti di Mercato che
“governano” le società europee di inizio secolo), le
classi dirigenti locali di centrodestra e centrosinistra (a lodevole
eccezione di alcune forze: Rifondazione Comunista- Sinistra Europea,
Verdi e Comunisti italiani) si ostinano con inusitata pervicacia a
caldeggiare l’avvio di una cantierizzazioni che, nella migliore
delle ipotesi, significherebbe un decennio di lavori 24 ore su 24 per
365 giorni l’anno, con gravi danni alla salute della
cittadinanza, oltre ad un inevitabile blocco del traffico. Tale dato
mostra come, nonostante le continue lamentele di questi solerti
amministratori, appoggiati da tutti gli organi di informazione locale,
uniti all’unisono nella “Invincibile armata” dello
sviluppo (la storia, peraltro, ci insegna la fine che fanno le
Invincibili armate), l’opera, nella sciagurata ipotesi in cui se
ne iniziasse la cantierizzazioni, entrerebbe a pieno regime forse fra
dieci anni. Ora, chi anche lontanamente abbia soltanto subodorato le
analisi macroeconomiche sa con certezza che stilare ipotesi circa gli
andamenti dei flussi di merci (dipendenti in prima istanza dal capitale
finanziario, il vero convitato di pietra al banchetto della
devastazione culturale ed ambientale dei territori) in uno spazio di
tempo di dieci anni, con la velocità che il capitalismo
internazionale ha impresso alle sue operazioni in virtù dei
processi di informatizzazione, costituisce un’operazione alquanto
azzardata, per usare un eufemismo. Facciamo un’ipotesi di lavoro:
dieci anni fa era il 1997. Chi avrebbe allora pensato che la cosiddetta
“new economy” avrebbe avuto un tracollo e che, di
conseguenza, i Paesi capitalistici avrebbero fatto ricorso ad un
poderoso keynesismo di guerra (tale è la fase inaugurata con le
“bombe umanitarie” in Serbia e la Strage di Stato
dell’ 11 Settembre 2001)? L’irrazionalità di
un’opera come il III valico, che nasce già morta, si
disvela dunque sotto gli occhi di qualsiasi osservatore che non sia
reso cieco dal feticismo dello “sviluppo”, come purtroppo
lo sono gli amministratori locali liguri. In un periodo in cui
l’antipolitica sembra prendere il sopravvento, nel quale
l’ingegneria istituzionale (sia essa quella che progetta riforme
elettorali maggioritarie o quella che crea partiti con fusione fredda)
sopravanza la partecipazione democratica, riteniamo assai dannoso non
prestare attenzione alle voci che, nel nome del principio di
precauzione (non fare una cosa senza pensare alle conseguenze dei tuoi
atti), tentano di aprire una discussione pubblica sulle grandi
questioni infrastrutturale. I territori non sono, come invece si
sostiene da più parti, delle “piattaforme
logistiche”; essi rappresentano, al contrario, lo stratificarsi
storico culturale delle popolazioni e delle classi sociali che nel
corso dei secoli ne hanno determinato l’aspetto. I territori
hanno inoltre un valore affettivo per chi ci abita, anche se sappiamo
bene che parlare di sentimento a chi ha in testa solo i titoli di borsa
rappresenta una rivoluzione antropologica ancora di là da
venire…. Nella storia del paesaggio italiano, come insegnava il
grande e purtroppo dimenticato Emilio Sereni, l’ambiente è
un manufatto: come tale esso è soggetto ad un equilibrio assai
precario. Se in natura i processi tendono ad autobilanciarsi,
ciò non avviene nei contesti artificiali: per tale motivo,
riteniamo che intervenire su di un paesaggio così complesso come
quello italiano richieda un di più di attenzione, in
proporzionalità diretta con il tasso di antropizzazione dei
territori. Non dobbiamo farlo solo per chi ci ha preceduto, non
dobbiamo farlo solo per noi, ma dobbiamo farlo soprattutto per i nostri
figli e per i figli dei nostri figli. Oggi, forse, è già
troppo tardi.
Mozione approvata all'unanimita' dall'assemblea tenutasi venerdi 13
luglio 2007 presso la sala della Beata Chiara (Genova Pontedecimo),
organizzata da Forum per la Sinsitra Europea, Unione a Sinsitra e
Partito della Rifondazione Comunista
Torna il Terzo Valico, spariscono i privati
Riportiamo qualche notizia, ripresa dai giornali, in
merito al convegno di lunedì 9 luglio a Genova, Convegno che ha
visto l'unanimità di tutti i presenti, anche perché la
proposta era quella di far tirare fuori i soldi dal Governo (nessun
rappresentante), dalle Ferrovie (nessun tecnico o dirigente),
dall'Europa (ci pensa la Vincenzi con le sue vecchie amicizie) e,
questa è una novità, con i soldi dei Comuni (c'erano gli
amministratori, ma non i cittadini che li hanno eletti).
Guarda caso, sparita completamente la voce PRIVATI e BANCHE.
"C'erano praticamente tutti, ieri, a palazzo Tursi, nel salone di
Rappresentanza per ribadire che il Terzo Valico s'ha da fare. C'erano
gli assessori ai Trasporti liguri e piemontesi, c'era la sindaco Marta
Vincenzi, c'era il presidente della Provincia di Alessandria Filippi e
anche i senatori Luigi Grillo (Forza Italia) e Graziano Mazzarello
(Ulivo) da sempre strenui sostenitori di una nuova infrastruttura
Genova-Milano per l'alta velocità. C'era Marco Bisagno,
presidente Assindustria Genova, Paolo Odone, presidente della Camera di
Commercio del capoluogo, e c'erano i rappresentanti delle associazioni
«La Maona» e «100% per Genova e la Liguria»,
che hanno organizzato il convegno.
A non esserci, invece, l'amministratore delegato delle Ferrovie
Moretti, e nessun esponente del governo: nessuno dei ministeri
Ambiente, Infrastrutture, Economia, Trasporti. Insomma nessuno tra
quelli che, in modo e forma diversa, il Terzo Valico, di recente, l'ha
nuovamente affossato. Forse per questo ieri erano tutti d'accordo. Di
più: ieri, erano tutti insieme a esultare per la ricomparsa del
Terzo Valico tra le infrastrutture prioritarie indicate nel Dpef, come
il Waterfront e il tunnel sotto il porto. Mazzarello, sornione, non si
sorprende: «Il Terzo Valico è sempre stato tra le opere
prioritarie ed è indicato sulla carta del Dpef con la stessa
priorità della Torino Lione e del Valico del Brennero». Di
fatto però, se come ha ricordato Giovanni Grimaldi, il Terzo
Valico a metà giugno non rientrava tra le 50 opere indicate dal
governo per la richiesta di finanziamenti comunitari, ora dicono che
nella richiesta formale del prossimo 20 luglio ci sarà.
Il senatore Grillo dice che è cosa buona, anche se puntualizza,
che «a differenze di altre opere non si dice come il governo
intende finanziarlo», mentre l'assessore Regionale ai Trasporti
Luigi Merlo ammette che solo ora «il Terzo Valico rientra in modo
sostanziale tra i corridori europei indicati dai documenti del governo,
ma ora bisogna far sì che questo successo abbia un riscontro a
livello comunitario e in Finanziaria».
Lunedì 16 luglio Marta Vincenzi e Di Pietro saranno a Bruxelles
a caldeggiare l'inserimento del Terzo Valico nelle opere che l'Europa
deve finanziare, pena la fine del mondo.
Il Terzo Valico è già stato inserito nel DpeF fra le
opere prioritarie. Probabilmente lo sarà anche il 20 luglio
nella comunicazione del Governo Prodi alla CE.
Non siamo a conoscenza di proteste vibrate da parte di chicchessia
(partiti, associazioni, uomini politici, blog, movimenti vari)
Unico documento che abbiamo visto, segnalatoci da Stefano Lenzi,
è questa lettera inviata dal WWF, a firma di Fulco Pratesi, al
Governo Prodi, lettera estremamente critica sulla scelta delle
infrastrutture da realizzare (certamente con sentito plauso da parte di
Lunardi e Luigi grillo) e che riprendiamo per un decimo, riportando la
parte relativa al Terzo valico.
Al Presidente del Consiglio prof. Romano Prodi
Al Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio prof. Fabio Gobbo
p.c. Al Ministro per lo sviluppo economico On. Pierluigi Bersani
Al Ministro dei trasporti Prof. Alessandro Bianchi
Al Ministro delle infrastrutture On. Antonio Di Pietro
Al ministro dei beni e delle attività culturali On. Francesco Rutelli
Al Ministro dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare On. Alfonso Pecoraro Scanio
Ai membri della Commissioni parlamentari competenti
Roma, 10 luglio 2007
Prot. DG526/07-SLcp
Oggetto: lettera aperta sull'Allegato Infrastrutture 2008-2012 al DPEF 2008-2011
Egregio Presidente,
...
Riguardo, infine, al pacchetto di candidature che l'Italia ha
intenzione di presentare in risposta al bando CE, che scade il prossimo
20 luglio, di finanziamento delle TEN-t per il periodo 2007-2013,
riservandoci di inviare in altro momento al Governo le nostre
considerazioni sul reale stato di maturazione dei progetti sulle tratte
transnazionali e nazionali della Torino-Lione e del Brennero, ci
domandiamo come sia possibile che sia stato recuperato il progetto del
Terzo Valico dei Giovi, che certo non può essere presentato come
priorità nazionale e tratta transnazionale da finanziare,
secondo i requisiti del Bando europeo.
Come dichiarato nell'Allegato Infrastrutture, nel descrivere la
candidatura italiana al Bando CE, per il Terzo Valico dei Giovi si
vogliono spendere sulla base del progetto Co.Civ. avallato da Italferr,
oltre 5 miliardi di euro, per un opera di soli 54 km (39 km dei quali
in galleria), ricompresa in un intervento che nel 1992 stimava di
destinare alla realizzazione dell'intera tratta tra Genova e Milano
(127 km) 3.100 miliardi di Lire.
Oggi, invece, si presenta un intervento su meno della metà della
tratta prevista originariamente per un ammontare di esattamente 5
miliardi e 186 milioni di euro (i 4.867 milioni di euro frutto degli
adeguamenti monetari, più i 319 milioni di euro per le opere
connesse), pari a 96 milioni di euro a km (altro che i circa 13
spagnoli o i 16 francesi!), destinati ad un'infrastruttura che non
è sostenuta da alcuno studio di fattibilità finanziaria e
di cui è stata dimostrata la non redditività. Infatti,
è dal giugno 2004 che si sa che il Terzo Valico dei Giovi non
è redditizio e che il canone per il pagamento degli interessi e
la restituzione del capitale, come ha confermato uno studio RFI/ISPA,
sarà coperto solo per il 15% dai ricavi di mercato, cioè
dalla vendita delle tracce dei treni per gli operatori ferroviari; per
il restante 85% dovranno intervenire di anno in anno, le casse del
Tesoro.
Ma tant'è, non sono bastate le resistenze iniziali dello stesso
ministro delle infrastrutture Di Pietro alle pressioni locali e le
reiterate dichiarazioni dell'amministratore delegato delle FS SpA
Moretti che del Terzo Valico dei Giovi non vuole sentire nemmeno
parlare: il Governo, da quello che si deduce dall'Allegato
Infrastrutture, sembra intenzionato a produrre la candidatura di questa
opera alla CE, senza che ci sia alcun valido presupposto.
Citiamo la questione del Terzo Valico dei Giovi come un caso esemplare
di come siano state compiute le scelte nell'Allegato Infrastrutture
2008-2012 al DPEF 2008-2011.
Possiamo solo sperare che il Governo si ponga finalmente il problema
della finitezza delle risorse economiche e ambientali del Paese e che
corregga sostanzialmente la rotta individuando un programma di poche
nuove opere prioritarie da realizzare per rispondere alla reale domanda
di mobilità del Paese (che si sviluppa per oltre l'80% sul breve
e medio raggio) e alle esigenze di potenziare il trasporto merci su
ferro, indirizzando la quota maggiore delle risorse all'adeguamento e
potenziamento della rete stradale ferroviaria esistente. Anche se
c'è da disperare, visto che questo è il secondo Allegato
Infrastrutture della nuova legislatura.
Possiamo solo chiedere al Parlamento di aiutare il Governo a correggere
il percorso individuato nell'Allegato Infrastrutture 2008-2012, che
legittima ancora una volta strategie dispersive e dissipative delle
risorse economiche ed ambientali del Paese, di cui è
sinceramente difficile cogliere la razionalità.
Con i migliori saluti,
Fulco Pratesi
Presidente Onorario del WWF Italia
Terzo Valico: la Sinistra affila le armi
L'inserimento del Terzo Valico nel Documento di
Programmazione Economica del Governo Prodi, nell'allegato in cui si
partecipa al bando europeo per quanto riguarda i tratti
transfrontalieri rischia di deviare l'attenzione dalle reali necessita'
infrastrutturali della Regione Liguria. Probabilmente l'inserimento ha
solo uno scopo propagandistico, essendo improbabile che in Europa
avvali il falso geografico di un Terzo Valico che collega due frontiere
(transfrontaliero appunto) e che non si accorga che il progetto di
collegamento Genova - Amnsterdam non e' stato ancora approvato nel
tratto italiano. E allora si perdera' tempo ulteriore per ammodernare i
cinque valichi che adesso collegano la Liguria con la Val Padana. Ma la
Sinistra inizia ad affilare le armi. Se il ministro Paolo Ferrero su
Liberazione del 29 giugno esprime la sua contrarieta' a una serie di
infrastrutture, a partire dalla Tav, per Ugo Boghetta, responsabile
trasporti PRC "si finanziano progetti di opere megalomani in assenza di
un piano generale della mobilita', per cui il piano delle
infrastrutture presentato da Di Pietro non e' solo un piano cieco, ma
rischia di peggiorare ulteriormente il nostro gia' inaccettabile
sistema dei trasporti." (Liberazione 30 giugno 2007) Il passaggio della
sindaco Marta Vincenzi in merito alla necessita' di abbandonare la TAV,
con i suoi treni che vanno a 300 chilometri all'ora, e' certamente
positivo ma per essere conseguenti bisogna rigettare il progetto
definitivo di Terzo Valico che costa 5 miliardi di euro, appunto,
perche' possiede le caratteristiche tecniche di un tratto ad Alta
Velocita' ferroviaria (raggi di curvatura, pendenze, armamento ..).
Antonio Bruno, capogruppo Sinistra Europea - PRC Comune di Genova
Lettera aperta a Renzo Piano
Gentile architetto,
Le scrivo in merito a una sua affermazione, riportata dai giornalli
secondo cui "il terzo valico è indispensabile e non
c´entra con l´alta velocità».
Mentre sull'indispensabilita' di un altro valico tra la Liguria e la
Val Padana (il sesto, perche attualmente ce ne sono tre partire da
Genova a cui vanno aggiunti la Pontremolese da La Spezia e la Savona -
San Giuseppe - Cairo Montenotte) il confronto e' aperto tra chi giudica
gli ammodernamenti sulle linee esistenti capaci di aumentare la
capacita' a 6 milioni di TEU e chi, appunto, lo giudica indispensabile,
l'estraneita' con l'alta velocita' ferroviaria (sistema TAV) non pare
fondarsi su alcun dato oggettivo.
Infatti in tutti i documenti il Terzo Valico viene descritto come il
primo lotto funzionale della linea ad Alta Velocita' Genova - Milano,
ma sono proprio i dati tecnici che smentiscono tale affermazione.
Tutti i progetti, infatti, prevedono una linea con raggi di curvatura,
pendenze, alimentazione tipiche dell'Alta Velocita' ferroviaria, in
modo da poter sopportare i 300 chilometri all'ora per i passeggeri e e
140 chilometri all'ora per le merci.
Queste caratteristiche tecniche, diverse da quelle di tutta la rete
ferroviaria italiana, hanno un impatto sul territorio in termini di
rumore, vibrazioni, produzione di smarino e di successivi riempimenti
molto superiore.
Si puo' anche discutere se, dopo i necessari e progettati
ammodernamenti, la Liguria avra' bisogno di ulteritori linee
ferroviarie (magari per sostituire autostrade..) ma bisogna non
trascurare l'impatto che nuove infrastrutture hanno sulla collettivita'.
grazie
Antonio Bruno, capogruppo Sinistra Europea - PRC in consiglio comunale di Genova
TAV - BOTTA E RISPOSTA DI PIETRO - ANNA DONATI
Il ministro Di Pietro ha presentato un elenco delle
priorità nelle infrastrutture italiane che ha lasciato
sconcertati. Veramente strano questo uomo che un giorno dice cose
sensatissime e quello successivo esattamente l'opposto.
Nella Premessa a questo elenco suddiviso per Regioni, fra le varie
stranezze appare un elogio della Legge obiettivo che pare quasi scritto
da un uomo di Lunari.
Ma veniamo a noi: nell'elenco delle priorità per la Liguria e il
Piemonte appare il famigerato Terzo Valico accompagnato da una
quindicina di righe di descrizione e sostegno e sinceramente ne siamo
rimasti sbigottiti.
Qualche giorno dopo è apparso il seguente comunicato di ANNA
DONATI, presidente della Commissione Lavori pubblici del Senato
Comunicato stampa - 20 novembre 2006 - Grandi opere
Donati a Di Pietro:
"Non è l'elenco delle priorità per il governo Prodi :
la Commissione esaminerà solo il Piano concertato con i Ministri competenti"
"La lista delle opere, da Lei presentata, non costituisce l'elenco
delle priorità infrastrutturali del governo Prodi. Mi preme
puntualizzare che la Commissione Lavori pubblici potrà esaminare
soltanto un Piano degli interventi definito dal suo dicastero, di
concerto con i ministri dei Trasporti e dell'Ambiente, ed adottato dal
Cipe".
Così, la presidente della Commissione Lavori pubblici del
Senato, Anna Donati (Verdi), prende carta e penna per una dettagliata
replica al ministro Di Pietro, che nei giorni scorsi aveva diffuso un
master plan delle grandi opere.
"Gentile ministro Di Pietro - si legge nella lettera - la ringrazio per
avermi inviato copia dell'elenco "Priorità infrastrutturali" che
risulta a seguito della sua opportuna ricognizione con le Regioni. Tale
elenco costituisce l'insieme delle richieste dei singoli governatori,
rielaborato dal suo ministero, ma non rappresenta, in alcun modo, la
lista delle grandi opere su cui il governo Prodi è impegnato.
Manca infatti - spiega - quella concertazione prevista fra il suo
dicastero ed i ministeri dei Trasporti e dell'Ambiente, all'interno
della cabina di regia istituita presso il Cipe".
"In proposito, mi preme ricordare che, nel parere parlamentare
approvato dalla maggioranza, sia in Commissione Lavori Pubblici sia
nell'Aula del Senato, al DPEF 2007-2011 ed Allegato Infrastrutture,
sono stati fissati i criteri per l'individuazione delle opere
prioritarie. Criteri - sottolinea Donati - volti a superare la legge
obiettivo e la sua sbagliata registrazione notarile e meccanica che
proietterebbe nel futuro gli elementi negativi contenuti nelle scelte
del precedente governo".
"Pertanto, il primo DPEF del governo Prodi ha disposto che - cita il
parere parlamentare - si dovrà procedere con una programmazione
fortemente integrata con il PGTL e il suo aggiornamento (che spetta al
ministro dei Trasporti) che garantisca, per un verso, il coinvolgimento
delle realtà regionali e territoriali e, per altro verso, il
costante controllo e monitoraggio del Parlamento sugli investimenti'.
Ed inoltre - continua il parere - l'individuazione delle opere
prioritarie deve avvenire sulla base di una valutazione ambientale
strategica (di competenza del ministro dell'Ambiente) che abbia come
obiettivi il riequilibrio modale verso sistemi a minore impatto
ambientale come ferrovie e cabotaggio e la soluzione dei problemi di
mobilità urbana nelle città".
"Per queste ragioni, gentile ministro Di Pietro, leggerò
volentieri il documento che mi ha trasmesso, ma - puntualizza - le
comunico che la Commissione Lavori pubblici potrà prendere in
considerazione, e discutere con molto interesse, solo un Piano di
interventi infrastrutturali scaturito da un autentico processo di
concertazione che, oltre le Regioni, coinvolga i Ministri competenti".
"Infine, si renderà necessario sovrapporre il Piano concertato
con la ricognizione sullo stato delle opere della Legge Obiettivo,
approvata nell'ultima seduta del Cipe. Un passaggio imprescindibile al
fine di ottenere - conclude la presidente Donati - un quadro concreto
delle risorse disponibili e degli interventi realmente utili per la
mobilità di merci e passeggeri nel nostro Paese".
Nella stessa giornata appare la controreplica di DI PIETRO
DI PIETRO A DONATI: IRRIGUARDOSO CRITICARE LAVORO DEGLI ALTRI Roma, 21
nov. - (Adnkronos) - ''Per fare un piano delle grandi opere ci vuole
qualcuno che lo scriva, che metta a punto un documento che poi
dovrà essere discusso. Il ministro delle Infrastrutture è
il titolare che ha la responsabilità di questo documento. Lo ha
redatto e consegnato contemporaneamente al Cipe, al Governo, alla
Commissione parlamentare e a tutte le Regioni''. Il ministro delle
Infrastrutture, Antonio Di Pietro, risponde così ai cronisti che
gli chiedono un commento alle dichiarazioni del presidente della
commissione Lavori pubblici del Senato Anna Donati che ieri ha scritto
a Di Pietro a proposito del 'master plan' diffuso dallo stesso
ministro, affermando che la lista delle opere non costituisce l'elenco
delle priorità infrastrutturali del governo Prodi.
''È un documento che se non lo avessimo preparato -aggiunge Di
Pietro- nè il presidente Donati, nè alcun altro, avrebbe
potuto dirne e indicare alcunchè', per cui è fuori luogo
e irriguardoso del lavoro degli altri dire che questo non è un
piano. Il piano sarà l'atto finale che tutti insieme, valutate
le indicazioni che verranno,scriveremo. Ma ci doveva essere qualcuno
che faceva una proposta. Per Di Pietro ''è ora di smetterla di
prendere posizioni preconcette. È necessario lavorare tutti
insieme, maggioranza e opposizione, per fare quelle infrastrutture che
non hanno colore''.
Rapidissima anche la risposta di Anna Donati
Comunicato stampa di Anna Donati - 21 novembre 2006
Piano infrastrutture/ Donati a Di Pietro:
"Soddisfatta che lo ritenga solo una sua proposta"
"Sono soddisfatta che il ministro Di Pietro riconosca pubblicamente che
il master plan delle grandi opere, presentato nei giorni scorsi, sia
solo una proposta elaborata dal suo dicastero. Positiva anche
l'intenzione dichiarata di concertare la lista delle priorità
con i ministeri competenti".
Anna Donati, presidente della Commissione Lavori pubblici del Senato,
replica così alla reazione odierna del ministro Di Pietro in
merito alle questioni sollevate dalla stessa senatrice verde.
"La posizione espressa oggi dal ministro delle Infrastrutture -
dichiara Donati - serve a chiarire meglio la natura della lista
denominata "Priorità infrastrutturali", presentata alla stampa e
da molti erroneamente interpretata come il Piano delle opere su cui
intende impegnarsi il governo Prodi. Invece, apprendo con soddisfazione
che anche il ministro Di Pietro avverte l'esigenza di una forte
concertazione non solo con le Regioni, ma anche con gli altri ministeri
competenti".
"Ribadisco comunque - sottolinea - che la Commissione Lavori pubblici
del Senato potrà prendere in esame unicamente il documento
definito dal dicastero delle Infrastrutture, di concerto con i ministri
dei Trasporti e dell'Ambiente".
LA REGIONE LIGURIA NEL TUNNEL DEL TERZO VALICO
Su tutti i giornali genovesi di ieri è stato
dato ampio spazio alla lunga discussione in Consiglio regionale Liguria
sul tema del Terzo Valico, quasi due ore.
"Al termine di un'ampia discussione sulle dichiarazioni del Ministro Di
Pietro sul Terzo Valico e sull'opportunità di stipulare un
accordo con il Governo e con le Regioni Lombardia e Piemonte ai fini
della realizzazione del Terzo Valico, un ordine del giorno che impegna
il Presidente e la Giunta a "fare in modo attraverso un'intesa
ampiamente condivisa politicamente che coinvolga anche le Regioni
Piemonte e Lombardia che il Governo nazionale consideri quello del
terzo valico quale priorità assoluta e a proseguire con
determinazione il concorso di istituti bancari e di investitori privati
nell'iter di realizzazione del Terzo valico". Il documento,
sottoscritto da Claudio Gustavino, capogruppo dell'Ulivo, e da
consiglieri di numerosi gruppi di maggioranza e opposizione fra cui
Carmen Patrizia Muratore, Italia dei Valori, è stato approvato
con 25 voti a favore e 2 contrari (Verdi).
Durante la votazione, i consiglieri del "forum della sinistra" -
Rifondazione comunista, Unione a Sinistra, Comunisti italiani Sinistra
arcobaleno - sono usciti dall'aula. In sostanza il voto dei consiglieri
del centro-destra è stato determinante per avere il numero
legale. La circostanza è stato sottolineata da Luigi Morgillo
(capogruppo di Forza Italia) e da Franco Orsi (vicepresidente del
Consiglio, FI) soprattutto dopo che il Presidente della Giunta Claudio
Burlando ha rimarcato che in 5 anni di governo Berlusconi il progetto
di Terzo valico non ha visto un euro di finanziamento.
Intanto un pezzo di Margherita annuncia la proposta di una agenzia delle infrastrutture.
Come sempre trasversalità a favore delle opere inutili e costose
da parte di Destra e della accoppiata DS-Margherita (questa volta con
appoggio Italia dei Valori) con contrarietà, differenziate tra
di loro, da parte dei partiti della Sinistra (chissà
perché sono usciti anziché votare contro?!) e dei Verdi.
Ne sono state dette di tutti i colori e il clou è rappresentato
da quel TERZO VALICO PRIORITA' ASSOLUTA. Ma non si sono fatti staccare
di molto coloro che hanno esaltato l'iniziativa delle banche (da
pisciarsi addosso dal ridere il coinvolgimento della Carige) e dei
privati che nel 1992 dovevano pagare il 60% dell'opera e non hanno
tirato fuori un lirino, anzi... (260 miliardi di vecchie lire statali
intascate con montagne di carta, di consulenze, di fori pilota fasulli
e griffati Grillo).
Un po' fuori di testa ci sembrano i margheritini che vogliono una loro
agenzia per l'infrastruttura: ma se l'ha già fatta il
superpresidente margheritone Fabrizio Palenzona con l'agenzia Slala!? ,
il Palenzona che è apparso nelle foto della cena di Gavi con
Prodi, Burlando e company con le mani sul Piemonte (simbolicamente
appoggiato su una imbarazzata Bresso seduta ai suoi piedi).
Infine una novità
Il buon Sandro Biasotti (Per la Liguria) avrebbe detto che "ci si
dimentica che l'opera darebbe un grande contributo alla
vivibilità di Genova e della Liguria e forte impulso al turismo".
Ma qui torniamo alla storia dei 55.000 genovesi che nel 1992 dovevano
andare ogni sera alla Scala a Milano e delle tormente di milanesi che
si sarebbero abbattute sul Carlo Felice (mi pare si chiamasse Merlo
quel sindaco). Ma se sono già almeno dieci anni che si parla di
Grande capacità finalizzata al porto e al trasporto dei bilioni
di triliardi di container provenienti dalla Cina!
A meno che non si voglia offrire carri merci per il turismo di massa:
un carro merci per duemila persone superpressate e a prezzi
superscontati?
Ma che gente strana quella che popola il Consiglio regionale ligure!
COMUNICATO STAMPA
Gruppo regionale Verdi Liguria
VERDI: NON ACCETTIAMO COMPROMESSI POLITICI SUL TERZO VALICO
I
Consiglieri regionali dei Verdi – Cristina Morelli e Carlo
Vasconi- in merito alle iniziative consiliari dibattute in data
in Consiglio regionale osservano :
“ Oggi abbiamo assistito
all’ennesimo balletto di cifre- puntualizzano Morelli e Vasconi
– e rimpalli di responsabilità dei vari governi sul
progetto del terzo valico.
Il Consiglio regionale ha votato un
Ordine del Giorno bipartisan – con l’unico voto contrario
dei Verdi- che impegna il Presidente e la Giunta a intervenire presso
il Governo affinché consideri quella del terzo valico
un’opera prioritaria con il concorso di Istituti bancari.
I
Verdi – spiegano i consiglieri – sono naturalmente
favorevoli al trasporto su ferro in alternativa a quello su gomma, ma
in Liguria manca una pianificazione strategica del trasporto regionale
su rotaia.
Come Verdi – precisa Morelli - prima di
avviare un’opera dai costi insostenibili e dal pesante impatto
ambientale chiediamo di realizzare l’ammordamento e il
rafforzamento degli attuali cinque valichi, quali proposte alternative
più rispettose dell’ambiente e della volontà dei
cittadini .
Per Genova e per la Liguria il problema fondamentale
resta il nodo ferroviario che va reso efficiente e dove possibile
potenziato per eliminare gli attuali pesanti disservizi a cui sono
sottoposti i pendolari ; ricordiamo che di opere inique e/o
incompiute in Liguria ne esistono a decine : basta ricordare lo
snodo di Voltri, un opera dall’impatto ambientale disastroso, un
vero e proprio “mostro” di cemento che vede ora il transito
di due treni merci al giorno fatti venire con lo scopo dichiarato di
non fare arrugginire i binari intaccati dalla salsedine. Duecento
miliardi di lire spesi per poi sentirsi dire: “Ci siamo
sbagliati, non serviva”.
Noi Verdi – puntualizzano i
consiglieri – concordiamo sulla necessità di
pianificare con l’Unione le opere che privilegino le
infrastrutture ferroviarie in alternativa al trasporto su gomma,
però si deve comprendere che esistono limiti fisici e
morfologici e soprattutto non si puo’ non tener conto delle
conseguenze ambientale e dell’interesse della
collettività”.
Genova 14 novembre 2006
Info 339/3681303
Che dite: tessera onoraria a Mauro Moretti amministratore delegato delle
Ferrovie ?
Prima di riprendere le ultime dichiarazioni di Moretti durante un convegno della
scorsa settimana, vorrei dire due cosette in merito alla brillante idea (Borioli,
Vincenzi e company) di costruire il Terzo Valico ad una sola canna per
risparmiare la metà dei costi. Ma si rendono conto i politicanti che affermano
questo di quale scemenza stanno dicendo ? Qualsiasi asino (sia o meno ragliante)
capirebbe che una linea ad un binario non costa la metà di una linea a due
binari, ma, caso mai, considerando pure che per i due terzi corre in galleria
(pertanto si scaverebbe un buco solo anziché due ) il suo costo non potrebbe
essere inferiore al 60/70% della linea doppia. Inoltre, quando si farà la
seconda canna, la spesa sarà ancora maggiore, e i lavori, durante tutta o quasi
la loro durata, comporteranno l'interruzione della prima canna che corre
affiancata. Quindi spesa, disagio, impatto ambientale, anni di lavoro,... e si
va ben oltre a ciò che era stato previsto per il Terzo valico. Un'idea
peggiorativa sotto tutti i fronti. SuIn merito alla pretesa saturazione delle
linee esistenti, continuano a piovere con una frenesia isterica le dichiarazioni
di politicanti di varie specie, tutte caratterizzate da un' "ignoranza
abissale delle tematiche che pretendono di trattare". Ne registro una
recente, terrificante, dei rappresentanti genovesi degli "Italiani nel
Mondo" .ripreso, come al solito da Il suo giornale: << Per quanto
riguarda Genova >> dicono costoro << un conto è andare a Milano in
due ore, un conto in una >> (?!?) Ma chi gli ha suggerito di dire certe
c.. lo faccia almeno un po' più elegantemente, con un briciolo di pudore. E'
tanto strampalata una simile affermazione che non serve alcun commento. Poi
quell'altra frase, che grazie al Terzo Valico <<. si valorizzano aree
importanti del capoluogo >>. L'abbiamo già sentita dire da certo
Berneschi, quel signore della Carige. E infine l' ultima belinata per cui solo
con il Terzo Valico l'Italia può << ..agganciare tutti i traffici del
Mediterraneo diventando davvero la porta dell'Asia e dell'Africa verso il
Vecchio Continente >>. Allora, oltre alla Perchino - Genova presto
sentiremo parlare della Zanzibar - Lubango - Genova - Rotterdam ecc. ecc. per il
trasporto delle banane containerizzate da destinare all'interporto di
Alessandria. E tutte dentro una canna. Scusatemi, in un simile contesto da
operetta buffa non si può evitare di usare termini pesanti, né si può essere
seri di fronte a certi cartoni animati che ripetono frasi fatte, scontate,
enfatizzate dai troppi giornalisti-maggiordomi. Ma visto che i nostri
politicanti (che purtroppo sono quelli che decidono le cose importanti) dal 1990
ad oggi hanno sempre sbagliato clamorosamente ogni previsione di traffico merci
del porto di Genova (e non di poco); visto che il loro fantasioso disegno sul
futuro dei trasporti si fonda su dati che non stanno né in cielo né in terra,
e che non si capisce da dove escano; visto che la loro pretesa saturazione delle
linee è un balla fondata su niente; visto che tentano di contaminare di vuoto
mentale sempre più settori politici e associativi (se sono già arrivati a
scomodare gli Italiani nel Mondo, presto leggeremo dichiarazioni pro terzo
valico dei Batonga della Rhodesia o dei Monaci Tibetani di Lhasa); visto tutto
questo, noi non ci lasciamo contaminare e preferiamo credere ai tecnici. Mauro
Moretti (neo Amministratore delegato delle FS) infatti, in una recentissima
conferenza Italo - Svizzera alla Camera di Commercio di Genova, dichiara, in
riferimento al Terzo Valico: <<.. le linee sono sfruttate al 65% e nessuna
azienda si lancerebbe in nuovi investimenti senza arrivare prima al 90% >>
Il 65% corrisponde all'attuale impegno delle linee di valico appenninico senza
alcun intervento migliorativo e corrisponde esattamente a quello che abbiamo
sempre dichiarato noi dell' AFA e dei comitati contrari al Terzo Valico. Non
corrisponde per niente a quanto dichiarano i politicanti che stravedono per
l'opera. Ora, siccome il documento "Nodo di Genova - Linee Guida",
allegato al "Protocollo di accordo tra il Ministero dei Trasporti, la
Regione Liguria, la Provincia e il Comune di Genova, le FS SpA e la TAV SpA per
la definizione del nuovo assetto dei trasporti ferroviari del Nodo di Genova
" prevede, al termine dei lavori in corso sulle attuali linee di valico, di
incrementare le tracce del 25%, e a questo aggiungiamo il 35% di potenzialità
residua odierna, ecco che possiamo più che raddoppiare le tracce attuali ed
arrivare tranquillamente al 2070 o al 2110 (a seconda degli scenari di
ammodernamento scelti per le tre linee di valico su Genova). Tutto ciò,
ovviamente, ammesso che i trasporti continuino a crescere, e quindi contro le
previsioni di stasi formulate dall'Istat e dall' Eurosat (asini raglianti anche
loro, a quanto pare. Se lo ricordi il signor Palenzona, detto anche il
"Signor dimissioni immediatamente rientrate"). Per ultimo, cito alcuni
di quegli interventi tecnologici valutati come possibili sulla Torino - Modane
che consentirebbero da soli a farci stare circa 4 (quattro) volte i treni che ci
stanno adesso: 1) potenziamento delle sottostazioni elettriche 2) riduzione
delle sezioni di blocco o l'introduzione del blocco dinamico 3) trazione merci
multipla intercalata 4) uso di locomotori politensione. 5) eterotachia, ossia
uso di treni con la medesima velocita'. Questi interventi potrebbero interessare
anche le nostre linee appenniniche Perché allora dobbiamo continuare a sentirci
dire che queste sono sature ? E soprattutto cosa aspetta qualche politico serio
a dire con forza: "Ma smettiamola di fare i lacchè dei potentati economici
e di Marcellino Gavio e diciamo con forza, una volta per tutte che questa del
Terzo Valico è una colossale bufala!"
Renato Milano per l'AFA (Amici delle Ferrovie e dell' Ambiente)
Partito della Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
Segreteria Regionale Ligure
Diffondiamo questa
dichiarazione stampa del deputato ligure Sergio Olivieri in merito al
comunicato di nove deputati dell'Ulivo su infrastrutture e Terzo
Valico.
Marco Veruggio - Segr. Regionale Prc-Se Liguria
Dichiarazione stampa
Leggo che alcuni deputati dell'Ulivo hanno indicato come
"infrastrutture indispensabile allo sviluppo del paese" una serie di
opere tra cui il Terzo Valico. Non sono d'accordo. La Liguria ha tanti
problemi, in primo luogo di carattere sociale ma anche inerenti le
politiche dei trasporti e della mobiilità. E non mi riferisco
solo alla mobilità delle merci ma anche a quella delle persone.
Basti pensare al calvario quotidiano di decine di migliaia di
lavoratori e studenti pendolari. Questa situazione complessa va
affrontata sapendo mettere in campo una politica di svolta nell'ambito
dei trasporti e non illudendosi che sia sufficiente riproporre ipotesi,
come quella del Terzo Valico, che non sono peraltro condivise da molta
parte dellla comunità locale. Vorrei far notare che i
sostenitori della necessità di realizzare il Terzo Valico si
basano sulla previsione di un aumento esponenziale della movimentazione
di teus che non ha alcun riscontro oggettivo. E', appunto, un'ipotesi
tesa a giustificare la realizzazione di un'opera costosa, che
determinerebbe ricadute negative sull'ambiente e sulla
vivibilità del territorio interessato e che potrebbe essere
pronta non prima di 15-20 anni. Un tempo talmente lungo da rendere
impossibile qualsiasi stima sull'effettiva situazione che potrebbe
determinarsi. Penso invece che occorra potenziare le linee attualmente
esistenti ed intervenire sul nodo di Genova in modo da aumentare in
modo già molto significativo la capacità delle linee,
spendendo molto meno e in tempi più brevi. L'idea di creare un
enorme imbuto indirizzando le merci scaricate in tutti i porti della
Liguria verso un'unica strozzatura è, d'altra parte, priva di
senso dal punto di vista trasportistico e semmai bisognerebbe cercare
di utilizzare più corridoi (Savona, Genova, La Spezia) che
permettano di far viaggiare le merci in parallelo, anche per evitare
che un singolo incidente possa paralizzare i traffici. Insomma, mi
sembra che il tormentone sul Terzo Valico, più che il frutto di
una "necessità", sia il prodotto di una gigantesca illusione
della quale alla fine potrebbe beneficiare solo la speculazione
immobiliare e non certo il territorio ligure ."
Sergio Olivieri Deputato Prc-Se Liguria
Per contatti 3341197980
COMUNICATO STAMPA
La Rete contro il Terzo Valico sul convegno di Forza Italia
“LA MIGLIORE RISPOSTA L’HA GIA’ DATA MORETTI, A.D. DELLE FS SPA” VALUTAZIONI SULLE ALTERNATIVE, LA SVIZZERA E I FINANZIAMENTI
In
risposta all’ennesima vetrina per rilanciare un’opera
inutile e dannosa, promossa oggi da Forza Italia (Liguria - Nord Ovest.
Un patto per le infrastrutture), la Rete genovese contro il Terzo
Valico (Italia Nostra, Legambiente, WWF, Amici del Chiaravagna, Rete No
Tav della Valpolcevera, Forum Sociale del Ponente, Forum Ambientalista,
Centro ligure di documentazione per la pace, Cobas e Fltu-Cub) fa
proprie le valutazioni espresse lo scorso 31 luglio a Torino
dall’allora amministratore delegato di RFI SpA e oggi
amministratore delegato delle FS SpA Mauro Moretti, che (secondo quanto
riportato da “La Stampa”) rilevò come: le linee per
le merci non sono affatto sature; possono reggere lo sviluppo
ipotizzato del porto di Genova; sono disponibili in abbondanza
tracce-treno; la Voltri-Ovada è sottoutilizzata e sono da
potenziare i cinque valichi già esistenti su tutto l'arco ligure.
“Se
davvero vogliamo migliorare i collegamenti con l’Europa si
completino il raddoppio della Voltri-Ovada (individuata da anni dalla
Commissione Europea come free way prioritaria per le merci) e il
potenziamento delle linee storiche dei Giovi. Invece, da quando questa
estate il ministro delle infrastrutture Di Pietro aveva detto
chiaramente che il Governo non riteneva il Terzo Valico dei Giovi
necessario, assistiamo al riemergere di un fronte bipartisan che vuole
rilanciare un’opera inutile dal costo astronomico di 5 miliardi e
186 milioni di euro (i 4.867 milioni di euro frutto degli adeguamenti
monetari, più i 319 milioni di euro per le opere connesse: pari
a 96 milioni di euro a km!), di cui è stata dimostrata la non
redditività (i costi di gestione, secondo studi di RFI SpA e
Infrastrutture SpA dovranno essere coperti per l’85% dallo
Stato). Questo fronte è condizionato dalle rendite di posizione,
create con soldi pubblici, acquisite dal Consorzio Co.Civ. (di cui
Impregilo detiene la quota di maggioranza) e usa strumentalmente
argomenti che non hanno alcuna consistenza”, commentano
associazioni,comitati e sindacati di base.
Gli
investimenti necessari tra Genova e l’Europa. La Rete genovese
contro il Terzo Valico ricorda che per incrementare i traffici sino a
10 milioni di Teu gli interventi prioritari sulla rete ferroviaria
della nostra regione in collegamento con l’Europa, sono quelli
finalizzati a: completare il raddoppio della Voltri-Ovada; potenziare
le linee di valico al servizio dei porti di Savona, Genova e La Spezia;
costruire una nuova galleria di valico per la Pontremolese (con
pendenza al 5 per mille) la potenzialità residua aumenta sino a
9 milioni e 900 mila TEU. Tra le vere priorità per la
città di Genova e sulla direttrice Genova-Milano ci sono: a)
l’adeguamento del nodo di Genova (con l’obiettivo di
liberare le linee dal traffico merci e dotare la grande Genova di una
linea metropolitana da Voltri a Pieve Ligure); b) il completamento dei
lavori sulle due linee dei Giovi fermi dal 1996 (adeguamento delle
gallerie, completamento della bretella di Voltri, salto del montone di
Arquata); c) il quadruplicamento del tratto Tortona-Voghera.
La
Svizzera e l’Italia. E’ dal 2003 che le autorità
elvetiche chiedono cosa hanno intenzione di fare le ferrovie italiane
per potenziare le linee esistenti nel nostro Paese quando entreranno in
funzione le due gallerie di base del Loetschberg e del Gottardo. In
particolare sul Loetscberg (la cui apertura è prevista per il
giugno 2007) l’Italia non ha mai risposto esaurientemente e
ancora si deve adeguare la linea ordinaria Premosella-Omegna sulla
tratta Domodossola – Novara (oggi a binario unico e non
elettrificata) per l’instradamento verso Sud dei treni
provenienti dalla Svizzera. Vista la prossima apertura della galleria
di base il futuribile progetto di collegamento ad AV tra Genova e
Anversa, passando per Basilea, non è la risposta. Anzi, i
potenziamenti sulle linee ordinarie non si sono fatti perché si
sono dirottati finanziamenti per la realizzazione della linea ad AV
Novara-Milano (dal costo di 2.620 milioni di euro).
Per
il Terzo Valico non ci sono finanziamenti – E’ dal giugno
2004 che si sa che il Terzo Valico dei Giovi non è redditizio e
che il canone per il pagamento degli interessi e la restituzione del
capitale – che sarà versato da Rfi a Cassa Depositi e
Prestiti SpA dal 2012, anno di entrata in esercizio, al 2042 –
sarà coperto solo per il 15% dai ricavi di mercato, cioè
dalla vendita delle tracce dei treni per gli operatori ferroviari; per
il restante 85% dovranno intervenire di anno in anno, le casse del
Tesoro. A partire dal 2006 sono stati destinati in Finanziaria al Terzo
Valico dei Giovi e alla linea ad AV Milano-Verona complessivamente 15
milioni di euro (7,5 per ognuna) di impegno quindicennale. Mentre la
Commissione Europea concentra le proprie risorse sulle tratte
transfrontaliere.
Per informazioni:Stefano Lenzi 33298315710
Antonio Bruno 339 3442011
LE FANDONIE DEL TRIO BORIOLI-MERLO-PALENZONA
documento di Renato Milano , presidente AFA
Una premessa
Nove deputati dell'Ulivo eletti nel nord ovest (Mario Barbi, Mauro
Chianale, Emanuele Fiano, Alessandro Longhi, Daniele Marantelli,
Giorgio Merlo e Massimo Zumino - dei quali non sappiamo nulla, e
poi Romolo Benvenuto - ex verde e ora margherito -, Mario Lovelli
- diessino ed ex sindaco di Novi) hanno richiesto al Governo "un'azione
incisiva che delinei subito e con chiarezza un programma di
operatività e di finanziamento" per alcune infrastrutture
indispensabili allo sviluppo del paese". Fra queste prioritaria la
tratta ferroviaria Terzo valico.
Buono a sapersi per le prossime elezioni!
Ora vediamo punto per punto il documento presentato qualche giorno fa
alla stampa ad Alessandria dal trio Borioli, Merlo, Palenzona.
1) Il documento si basa su un traffico previsto per il futuro di Genova
di 4 milioni di teu all'anno. Molto ottimistico, ma ridimensionato
rispetto alle sparate degli anni passati quando si vaneggiava di 10
milioni di container. I trend di crescita dei periodi migliori ci
dicono che, alla lunga, si potrà arrivare ai 3 ai 4 milioni in
tutta la Liguria: ma allora ci sono anche la Pontremolese e la
Savona-Cairo che non sono prese in considerazione dal documento.
In realtà anche per tutta la Liguria i dati sono fasulli visto
che si scontrano con quanto affermano sia l' ISTAT che l' EUROSAT, i
quali registrano in questi ultimi 15 anni una crescita dei trasporti
modestissima.
Si afferma, infatti nel Rapporto ISTAT sui Trasporti, (Volume IV - anno
2005): <<... nel decennio che inizia nel 1992, l'aumento della
domanda di trasporto delle merci risulta praticamente impercettibile
>>;
E nell'ultima pubblicazione Eurosat del 2005: << il rapporto fra
le tonnellate/chilometro di merci e il prodotto interno lordo dal 1997
al 2002 nei 25 paesi dell'UE è passato da 255 nel 1997 a 253 nel
2002 >>.
Secondo il rapporto Istat: << esiste sostanzialmente una
fluttuazione, ma con una chiara tendenza all'appiattimento >>.
Secondo l' Eurostat: << quando l'economia raggiunge i livelli
più elevati l'incremento del trasporto si fa sempre più
esiguo e il rapporto fra il trasporto delle merci e il Pil comincia a
decrescere >>.
2) Si prende in esame la costruzione di una sola canna (tanto per
ricordarci che l' Italia è la terra delle opere mai finite), con
una potenzialità di 90 treni al giorno perché ci si
accorge che non ci sono i soldi per farle tutte e due. Questo è
l'aspetto più buffo del documento perché significa creare
più o meno lo stesso disagio e lo stesso impatto dell'opera
completa per soli 90 treni al giorno, quando sulla Voltri - Ovada,
raddoppiata, con un impatto e una spesa decisamente più bassi,
di treni ce ne starebbero fino a 130. È vero che, data la
pendenza al 17 per mille di alcuni tratti (contro il 12 per mille del
Terzo Valico) sarebbero treni un po' più corti, ma la linea
avrebbe comunque una potenzialità di trasporto complessiva
superiore ai 90 della singola canna.
E poi c'è il problema del Nodo di Genova e del Porto: se non si
interviene lì i treni lunghi non andranno neppure sul Terzo
Valico (al massimo, come dice l' allegato della VIA del Progetto
Preliminare, treni da 14 carri a 4 assi - che sono quelli che oggi
già percorrono le linee storiche) Inoltre immaginate cosa
significa iniziare l'opera e non finirla ! I cantieri ci lasceranno
nella merda fino al collo per decenni, in attesa di qualche miracolo
che ci consenta di fare la seconda canna !
3) Il documento svolge sulla Voltri - Alessandria un'analisi un po'
confusa: non direi proprio che sia stato scritto da tecnici, ma
prelevando informazioni un po' qua e un po' là (magari anche
dalle nostre stesse pubblicazioni).
Questo è quanto riporta: << La linea
Genova-Ovada-Alessandria (Ovadese) è a singolo binario con
pendenza in direzione Nord del 17 per mille con un tracciato tortuoso.
I treni superiori alle 800 tonnellate possono percorrerla solo in
doppia trazione e comunque la loro lunghezza è condizionata dai
binari di precedenza nelle stazioni (massimo 450 metri). Pertanto i
treni non trasportano più di 60 teu. Ulteriore condizionamento
è dato dal giro del locomotore che occorre effettuare ad
Alessandria per treni con direzione Milano che sono
preponderanti.È l'unica che attualmente permette l'inoltro degli
Hight Cube perché le sue gallerie sono state adeguate come
sagoma. >>
Questa è invece l'analisi nostra sulla Voltri - Ovada.
Un loc 633 potrebbe portare 18/19 carri con 58 contenitori e 450 tonn di merce al netto.
Un loc 652 = 20 carri con 60 contenitori e 495 - 500 tonn di merce. Non
serve la doppia trazione su pendenze del 17 per mille e non serve la
doppia trazione per fare 60 contenitori.
In seguito ai lavori di adeguamento previsti su tale linea potremmo
attribuirle una capacità di trasporto pari a quella di una linea
a semplice binario (considerando altresì che il tratto Mele -
Campoligure è già a doppio binario), ossia 90 treni al
giorno.
Pertanto attribuendo alla Genova-Ovada-Alessandria una potenzialita'
residua di 40 treni da 58/60 contenitori la linea, così come
è ora, è in grado di trasportare ancora 2.350 teu al
giorno, ossia 705.000 teu in un anno di 300 giornate lavorate (sappiamo
che i treni vanno anche nei giorni festivi, ma consideriamo di
destinare quasi un 20% del tempo a opere di manutenzione e problemi
vari).
Ma, come abbiamo già visto, ricevendone conferma da più impostazioni tecniche quali quelle dell'ing. Rapallo:
<< La linea Genova Voltri - Ovada - Alessandria è
già da anni totalmente automatizzata e controllabile da un unico
punto, a Ovada. Circa i binari, il tratto di valico è già
a doppio binario attivo (tratta Mele-Campoligure, 7 km nella galleria
del Turchino). Sul rimanente esiste il sedime per ultimare la posa del
secondo binario .
Ha tuttavia parecchi limiti, ma tranne le pendenze, in alcuni tratti
non modificabili, tutti gli altri difetti possono essere corretti in
tempi brevi e costi contenuti:
- l'eventuale raddoppio elimina il problema degli incroci e di possibili perturbazioni della circolazione;
- vi sono quattro viadotti critici sui quali intervenire: quello di San
Carlo di Cese molto alto, quello dell'Acquasanta; da rifare
sarebbero quello di Fabbriche e un altro sopra il torrente di Voltri;
- per le frane e smottamenti, basta provvedere con opere di contenimento nei tratti a rischio.
Tutto ciò costerebbe certo infinitamente molto meno che fare il
Terzo Valico Ge-Milano. (da un intervento dell'ing B.Rapallo) >>
Pertanto il raddoppio non è una cosa impensabile e i costi sia ambientali che economici sarebbero molto contenuti.
Il problema dei binari di precedenza da 450 metri e del giro del
locomotore sono irrisori, quasi inesistenti, rispetto al buco
dell'Appenino, anche solo ad una canna.
Riprendiamo pertanto l'analisi fatta in un nostro precedente documento
del 1999, quando, comunque, la linea subiva un impegno di treni
maggiore rispetto ad oggi.
<< In caso di raddoppio la potenzialità della linea
potrebbe salire a 140/200 treni al giorno (a seconda dei lavori che vi
si vogliono fare). La linea è oggi impegnata da 71 treni (oggi
assai di meno). Anche evitando di prendere in considerazione che 24 di
queste tracce sono treni straordinari, pertanto saltuari, e lasciando
pur perdere le frequenti soppressioni, che su statistiche giornaliere
(vedi modelli M42) ne aumenterebbero notevolmente la
potenzialità, la linea sarebbe in grado di ospitare ancora da 70
a 130 treni/giorno per un trasporto annuo di containers in entrata e in
uscita pari a 1.100.000 - 2.000.000 di unità. >>
4) Ritornando al loro documento, leggiamo sulle due linee dei Giovi
<< La linea succursale dei Giovi è a doppio binario con
pendenza massima del 17 per mille verso Nord. Il carico trasportato in
semplice trazione è pertanto uguale alla linea Ovadese: circa
800 tonnellate. È la linea più frequentata e può
considerarsi satura. Presenta inoltre una sagoma delle gallerie
piuttosto limitata per gli usi che la logistica necessita. >>
Intanto non prendono in esame che sulle due linee dei Giovi da anni si
sta lavorando per aumentarne la potenzialità del 25%. O non lo
sanno. E che in questi progetti c'era anche l'adeguamento della sagoma
delle gallerie.
Infatti scrivevamo: << Secondo le previsioni del documento "Nodo
di Genova - Linee Guida", allegato al "Protocollo di accordo tra il
Ministero dei Trasporti, la Regione Liguria, la Provincia e il Comune
di Genova, le FS SpA e la TAV SpA per la definizione del nuovo assetto
dei trasporti ferroviari del Nodo di Genova " ,( che evidentemente il
trio sopraccitato non conosce) gli interventi sulle linee Torino-Genova
e Succursale dei Giovi " ....unitamente alla realizzazione di un
sistema centralizzato per la gestione del traffico sulle linee del
nodo, consentiranno incrementi di potenzialità dell' ordine del
25% sulle linee di valico..... ". I treni che oggi percorrono le due
linee Genova-Arquata sono 275 --.(erano 275, oggi sono da 200 a 230 a
seconda delle soppressioni); la potenzialità delle due linee
è pari a 340 treni . Pertanto, se ci atteniamo alle stime delle
tabelle fornite dalle FS e riprese nello studio dei proff. Tartaglia e
Zambrini, ci accorgiamo che sulla Genova - Arquata Succursale e sulla
Genova - Arquata via Busalla, esiste ancora una potenzialità
residua di 65 treni prima di arivare alla saturazione (..oggi potremmo
dire che di treni ce ne stanno ancora da 110 a 140). Il 25% di
incremento di potenzialità, stimato dal documento sul " Nodo di
Genova" , porta la capacità delle linee a 425 treni al giorno.
Questo porterebbe la potenzialià' residua complessiva delle due
linee di valico a 150 treni in più al giorno nei due sensi di
marcia prima di arrivare alla saturazione. >>
Oggi potremmo dire che, a lavori finiti, di treni ce ne stanno ancora
da 195 a 225, quindi, parlare di saturazione non sta né in cielo
né in terra, a meno che uno non si diletti a raccontare fandonie
e a spararle grosse.
Per quanto riguarda la la linea storica dei Giovi probabilmente hanno
assunto informazioni dalle nostre pubblicazioni sulle proposte
alternative:
<< ....ha una pendenza verso Nord del 36 per mille per cui i
treni circolanti in semplice trazione trasportano 450 tonnellate ovvero
circa 25 teu su dieci carri. Si può però ipotizzare che
circa la metà delle tracce disponibili possa essere usata per
treni vuoti in discesa. Nei programmi Rfi c'è l'adeguamento
delle sagome delle gallerie per gli Hight Cube >>.
5) E veniamo all'analisi della potenzialità di queste due linee (la nostra, ... la loro non esiste).
Riporto tale e quale da una pubblicazione dei Comitati, estratta dal
testo delle Osservazioni all'Alta Velocità dei proff. Zambrini e
Tartaglia e confermata in più seminari tecnici.
Oggi, vista la riduzione delle tracce in orario sulle due linee, di
treni ce ne starebbero di più, se ci sono dei problemi sono
dovuti probabilmente all'abbandono delle manutenzioni ordinarie e
straordinarie (comprese le opere di ammodernamento già in
corso). Tuttavia ci atteniamo a dati molto prudenziali, sperando che le
tracce che ancora rimangono possano essere destinate a treni
viaggiatori per pendolari. (P.S. .. mi chiedo perché noi
dobbiamo essere sempre prudenti quando la nostra controparte, che
dovrebbe avere responsabilità di governo, spara a vanvera cifre
spesso astronomiche, senza nessun supporto né tecnico né
logico ..).
Ipotesi di incremento di tracce sulla linee di valico dei Giovi a seguito interventi programmati dalle FS.
Il documento "Nodo di Genova: linee guida", allegato al "Protocollo di
accordo" del Ministero dei Trasporti, stima un aumento di
potenzialità delle due linee, a seguito degli interventi di
adeguamento e banalizzazione in corso, pari al 25%.
Pertanto potremmo tradurre tale stima in un incremento di potenzialità di tracce calcolato come di seguito.
Linea Genova-Arquata Succursale.
Potenzialità attuale 200 treni/d, + 25% di incremento = 250 treni/d
impegno attuale 180 "
potenzialità residua 70 "
Linea Genova - Arquata via Busalla.
Potenzialità atuale 140 tr/d + 25% = 175 tr/d
impegno attuale 95 "
potenzialità residua 80 "
Considerando pure che una linea, quando supera l' 80% della sua
potenzialità si dice che raggiunga il "livello di
criticità", possiamo stimare che le due linee hanno comunque la
capacità di portare "comodamente" ancora 65 treni: 20 sulla
succursale e 45 sulla via Busalla. Tuttavia se considerassimo le
frequenti soppressioni di treni che si aggirano sul 20 - 30% del
movimento giornaliero, ritorneremmo ad una potenzialità residua
di circa 150 treni, senza sfiorare il livello di criticità.
Pertanto questa sarà la potenzialità delle linee,
considerando per la linea via Busalla l'applicazione della doppia
trazione nel tratto a maggior pendenza ( e non capisco perché,
se si riesce a fare un buco nell'Appennino lungo 39 chilometri, sia un
problema così grosso applicare la doppia trazione, come si
è sempre fatto !).
Linea Succursale potrà portare ancora 70 treni da 57 teu = 3990
teu al giorno x 280 giorni all' anno = 1.117.200 teu /anno;
Linea dei Giovi con una doppia trazione ancora 80 treni da 54 teu = 4320 teu /g x 280 gg/a = 1.209.600 teu /anno.
6) Il testo del documento conclude, in merito alla saturazione:
<< ...Pertanto il quadro generale dei valichi genovesi è il seguente:
Linea Ovadese: circa 40 tracce ancora disponibili per treni da 60 teu pari a 2400 teu giorno.
Linea storica dei Giovi circa 40 tracce ancora disponibili per treni vuoti.
La realizzazione del Nodo di Genova consentirà di liberare la
linea costiera Brignole-Voltri e la linea storica dei Giovi (
Sampierdarena-Busalla) da traffico passeggeri lunga percorrenza e merci
per dedicarle esclusivamente ai traffici locali pendolari.
Se non si realizzasse il Terzo valico, i treni merci di Voltri o
provenienti da Savona dovrebbero essere inoltrati esclusivamente sulla
Ovadese. I treni merci di Sampierdarena sulla linea succursale in
salita , sulla storica dei Giovi in discesa.
Con 40 tracce solo in discesa sulla storica dei Giovi parimenti si possono inoltrare 2400 teu.
Se Voltri VTE movimentasse 2 milioni di teu all'anno e assegnando il
50% alla ferrovia sulla linea Ovadese, mancherebbero 40 tracce e
analogamente per il porto di Sampierdarena. Di questo traffico
potrebbero farsi carico la succursale dei Giovi fino a 35 tracce senza
dare alcuna risposta ai traffici provenienti da Savona. Il sistema
quindi oltre che non rispondere a tutta la domanda opererebbe a
condizioni sature.
Ma nessuno si è accorto che a Savona esiste una linea doppia
(via Altare e via Ferrania) che va a S. Giuseppe di Cairo, che poi si
divide in due linee: una a due binari che va verso Torino - Modane e
necessita di un raddoppio per un tratto di 20 chilometri fra Ceva e San
Giuseppe di Cairo; l' altra che va da S. Giuseppe di Cairo verso
Acqui-Alessandria e permette l' istradamento dei treni sulla
Novara-Domodossola-Sempione. Per un breve tratto le linee fra Savona e
S.G. di Cairo sono piuttosto pendenti, pertanto di portata ridotta.
Il tratto più impegnativo lungo la via Altare si trova tra
Savona e Altare con 500 tonnellate di portata per un locomotore 633.
Quello a maggior pendenza nella via Ferrania, tra Savona e Ferrania,
impegna un 633 con 580 tonnellate. Tuttavia, data la scarsa lunghezza
delle tratte, una doppia trazione (se ci fossero locomotori e personale
disponibile) potrebbe raddoppiare le portate e, considerando un peso
lordo medio per carro di 50 tonnellate, consentire il transito a treni
composti da 20 - 23 carri (60 - 70 contenitori TEU per 500 - 600
tonnellate di merce a treno).
Occorre considerare che mandare i treni dal porto di Savona al Terzo
Valico significa impegnare la linea internazionale Genova -
Ventimiglia, gia abbastanza impegnata, soprattutto da viaggiatori; e
questo non avrebbe senso, vista la vicinanza della Savona - Cairo,
peraltro talmente sottoutilizzata in alcune tratte da rischiare, per
esse, l' inserimento nei "rami morti". Infatti, per evitare di caricare
troppo la Genova - Ventimiglia, cosa fanno i nostri bravi politicanti ?
Sbavano per una nuova autostrada: da Carcare a Predosa !! Pertanto si
invitano i relatori del documento a guardare una cartina delle
relazioni ferroviarie, a informarsi, rendersi conto, e non dire
belinate. La Risposta ai traffici provenienti da Savona è
già pronta !
6) Infine, vista l'enfasi di gloria di molti giornalisti sui <<
numeri dettagliati >> con i quali i due assessori (Borioli e
Merlo) << che si sono preparati a fondo, controbattono a chi
obietta che in fondo basterebbe sfruttare meglio le linee ferroviarie
già esistenti >>, al documento in esame anche noi
contrapponiamo un po' di calcoli.
705.000 teu stanno oggi sulla Voltri - Alessandria (senza farci nulla);
1.117.000 teu stanno sulla Succursale dei Giovi (finendo i lavori in corso);
1.209.000 teu stanno sulla linea dei Giovi, (con la doppia trazione e finendo i lavori in corso)
Fanno in totale 3.031.000 teu di potenziale sfruttabile.
Se raddoppiassimo la Voltri - Ovada - Alessandria (ad un costo e ad un
impatto ambientale decisamente inferiore - quasi risibile - nei
confronti del TV), con una potenzialità di 2 milioni di teu,
andiamo ad un totale di 4.326.000 teu.
Ammettiamo che il porto di Genova arrivi a mobilitare 4 milioni di teu
(non succederà mai, ma ammettiamolo lo stesso !!). Il 60% di
questi movimenti va al Nord a impegnare le linee in esame, e sono
2.400.000 teu.
Ammettiamo di darli TUTTI alla ferrovia (non succederà mai,
è un'utopia bellissima, ma preferiamo sognare un po' anche noi ).
Si tratta di 2.400.000 teu che stanno dentro i 3.031.000 teu dello
scenario minimo e ancora di più nei 4.320.000 teu dello scenario
più impegnativo.
E allora ??? E se fossero 6.000.000 o 6.500.000 teu come spara Merlo
(ma dove le vanno a prendere tutte queste cifre che i
giornalisti-apologeti chiamano "numeri dettagliati" !!) ? Il secondo
scenario è sempre abbondantemente sufficiente, anche senza
mettere neppure un tir sulle autostrade.
INFINE) Forse le motivazioni di chi vuole il Terzo Valico sono ben altre di quelle che ci fanno credere.
Ad esempio.
- Provate prima a leggere l' intervista a Berneschi, presidente della
Carige, riportata dall' Osservatorio Ligure sull'Informazione:
<< Domanda dell'intervistatore: "Perché il Terzo Valico sarebbe un toccasana?"
E lui, l'uomo della bitta: "perché spostando dall'autostrada
alla ferrovia gran parte della movimentazione, si facilitano entrata e
uscita in città, si decongestiona l'accesso al porto, si
valorizzano certe aree".
Sì, aree. "Se l'università va agli Erzelli dovrà
vendere gli immobili attuali. Roba di pregio, dove si possono
realizzare interventi appetibili, ma vendibili a forestieri,
perché qui non c'è un tessuto in grado di assorbire pezzi
da un milione l'uno. Stesso discorso per Quarto, che la Regione
dovrà cedere per i costi della sanità. Poi c'è
un'altra iniziativa immobiliare a Boccadasse e, insomma, da cosa nasce
cosa".>>
- Poi leggete il il dossier sulla Banca Carige uscito su due intere
pagine del Corriere Economia dove viene fuori la gestione
familistico-mafiosa del Berneschi, accusato di nepotismo, con ampie
zone d'ombra su società e conti offshore su rapporti con
palazzinari ecc.ecc..
- Infine mettete assieme le due cose. e poi aggiungeteci.
Novi Ligure 27.ottobre.2006
AFA - Renato Milano
L'intervento di Renato Milano alla riunione AFA a Rigoroso il 20 ottobre
MA DI QUALE SATURAZIONE VANNO CIANCIANDO ?
La crescita dei traffici portuali nel primo semestre 2006 è del
3% in tonnellate e del 3,9% in numero di teu: le previsioni davano un
11,50 % di incremento. Una crescita senz'altro migliore rispetto al
2005, che però non è altro che la compensazione del forte
decremento subito lo scorso anno, dovuto non solo a motivi di mercato,
ma anche e soprattutto a motivi tecnici. Pertanto, se facciamo la
media, ci accorgiamo che il trend di crescita 2005-2006 è dell'
1,50% .
Pertanto:
- consideriamo che le tre linee di valico da e per il porto di Genova,
previa manutenzione e qualche opera di ammodernamento, hanno una
potenzialità residua di trasporto pari a 2.830.000 container
- consideriamo che solo il 60% delle merci movimentate nel porto va al Nord impegnando tali linee;
- consideriamo un incremento annuo dell'1,5% e facciamoci i conti .
Questo il risultato
Utilizzando al meglio la doppia linea dei Giovi e la Voltri -
Alessandria, a lavori terminati (lavori che sono in corso da 20 anni)
raggiungeremmo la saturazione delle linee nell'anno 2066!
Proviamo inoltre, in tutti gli anni che ci separano dalla saturazione,
a sistemare meglio la Voltri - Ovada - Alessandria, dando ascolto alla
Comunità Europea che ci ha dato dei soldi per ammodernarla e la
considera la migliore linea per il Sempione (lo hanno capito
semplicemente guardando una cartina delle relazioni ferroviarie). Ci
sono due viadotti da rifare e due da sistemare e c'è la posa del
secondo binario in alcune tratte (dove i tedeschi lo avevano tolto nel
1945). ..
E arriviamo alla saturazione nell'anno: 2101!
Tutti questi anni dovrebbero bastare per riflettere sui rapporti ISTAT
ed EUROSTAT (che non sono organismi controllati dagli "asini
raglianti") relativi ai trasporti delle merci dove leggiamo :
<< ... nel decennio che inizia nel 1992, l'aumento della domanda
di trasporto delle merci risulta praticamente impercettibile (dal
rapporto Istat sui trasporti, vol. IV - 2005) >>;
<< il rapporto fra le tonnellate/chilometro di merci e il
prodotto interno lordo dal 1997 al 2002 nei 25 paesi dell'UE è
passato da 255 nel 1997 a 253 nel 2002 (dall'ultima pubblicazione
Eurosat del 2005)>>.
Secondo il rapporto Istat, infatti: << esiste sostanzialmente una
fluttuazione, ma con una chiara tendenza all'appiattimento >>.
Secondo l'Eurostat: << quando l'economia raggiunge i livelli
più elevati l'incremento del trasporto si fa sempre più
esiguo e il rapporto fra il trasporto delle merci e il Pil comincia a
decrescere >>.
Va considerato altresì:
a) che il PIL di questi ultimi anni ha registrato una crescita bassa, e
ciò è dovuto non tanto ad una congiuntura di mercato
quanto ad una saturazione dei consumi (d'altra parte non ci sono
neppure i soldi per spingere i consumi all'infinito);
b) che non è prevedibile una forte crescita del PIL (almeno al livello degli anni passati);
c) che i nuovi consumi si indirizzano sempre maggiormente verso merci
caratterizzate da un basso contenuto di massa e un alto contenuto di
informazione (soft): quindi merci leggere e tecnologicamente avanzate,
come i computer, le fotocamere digitali, ecc... Si va verso quella
dematerializzazione dei bisogni di cui ci parlano le più moderne
teorie economiche; e questo spiegherebbe anche il divario crescente fra
PIL e tonn/Km di merci. Tutto ciò che esula da questa tendenza
è idiozia, come i SUV, e andrebbe fortemente penalizzato,
soprattutto per i costi sociali che comporta.
Se comunque questi rapporti venissero recepiti nell'individuazione
delle scelte politiche più opportune, magari, si potrebbe
rinunciare a quei colossali progetti di aree logistiche che stanno
sostituendo, come quantità di zeri, le deliranti ipotesi dei
traffici del porto. Si parlava infatti, di 10 - 12 milioni di metri
quadri di area logistica nell'alessandrino (tanto per capirci, circa
2.000 campi di calcio! ) che oggi sono diventati già 15 milioni,
ecc. ecc..
Sono finiti i tempi delle periferie (le grandi speculazioni fondiarie
descritte da Campos Venuti in "Amministrare l'Urbanistica", o da
Cederna in "Brandelli d'Italia", ecc.), sono quasi finiti i tempi dei
capannoni vuoti (quei "vendesi" o "affittasi", a volte senza essere
neppure finiti - perché sono finiti i soldi dei contributi
regionali), stanno finendo i tempi dei Centri Commerciali (non basta la
speculazione sul fabbricato, bisognerebbe che qualcuno andasse anche a
comprare) ecco profilarsi una nuova era speculativa: le aree
logistiche.
Un altro argomento da riprendere (e aggiornare) riguarda la
potenzialità residua delle linee di valico esistenti fra la
Liguria e il suo retroterra.
Sulla base di dati forniti dalle Ferrovie sulle due linee dei Giovi e
sulla Voltri-Alessandria ci dovrebbero essere al massimo 230 treni al
giorno. Ma si tratta dei treni in "orario"; andrebbero quindi
considerate anche le "soppressioni". Non ne conosciamo l'indice
attuale, tuttavia possiamo stimare prudenzialmente un 10-15% di treni
soppressi (un tempo si sopprimevano solo i treni merci, e l'indice era
di circa il 30%, oggi sopprimono anche i passeggeri del trasporto
locale).
Con un 10 - 15% di treni soppressi abbiamo un impegno delle linee di circa 200 treni.
Le tre linee hanno già ora una potenzialità di 340 treni
giornalieri. Gli interventi già accennati di ultimazione dei
lavori in corso (vedi le Proposte Alternative dei Comitati)
porterebbero la loro potenzialità a 425 treni. In caso anche di
raddoppio della Voltri-Ovada-Alessandria la potenzialità delle
tre linee salirebbe a 500-550 treni.
Se ci fermiamo qui possiamo stimare una potenzialità residua
sulle due linee dei Giovi e sulla Voltri-Alessandria di circa 300 - 350
treni. Se aggiungiamo le grandi potenzialità da sfruttare delle
linee da La Spezia e da Savona possiamo aggiungere altri 300 treni ed
arrivare a 600 - 650 convogli. Altro che prossima saturazione !!
Una miglior gestione della logistica
Un forte recupero di potenzialità si potrebbe ottenere con una
gestione migliore di una logistica che di logico pare non abbia proprio
nulla.
Infatti Erasmo Venosi, in un suo interessantissimo articolo, fa
osservare come la vera emergenza del trasporto merci in Italia sia data
dai "viaggi a vuoto".
Ad esempio, nel caso dell' autotrasporto, il 45 per cento dei camion viaggia vuoto.
Nel caso del trasporto su ferro ricordo che circa la metà dei
treni movimentati a San Bovo viaggiava con container vuoti. Una
dichiarazione interessante emerge anche dal recente convegno sulla
logistica tenutosi nel castello di Marengo: pare infatti che nel porto
di Genova la merce in uscita sia solo una minima parte di quella in
entrata (si dice circa il 10%): ossia la maggioranza dei teu che
entrano carichi, poi escono vuoti.
La causa di questa inefficienza non è l'infrastruttura mancante
ma una cattiva gestione della logistica fatta dalle imprese.
I lamenti tanto cari agli imprenditori sulla mancanza di infrastrutture
cozzano con un sistema di piccole e medie imprese che vendono "franco
fabbrica" e acquistano "franco stabilimento".
Oggi non si cerca di ottenere l'ottimizzazione del carico ma di "fare
presto". Ciascuna impresa tira al suo interesse particolare,
dimenticandosi dell'interesse collettivo. Che dovrebbe essere gestito
dalla politica, ma non lo è, perché la politica non bada
tanto all'interesse collettivo (il contenimento dei trasporti), quanto
all'interesse di clientela.
Nella pianura padana ci sono tantissimi interporti ma con sistemi di
gestione della logistica inadeguati. Pensate a quanti treni e quanti
trasporti si potrebbero risparmiare con un sistema funzionante: se il
45% dei camion viaggiasse carico avremmo un 45% in meno di viaggi; se
tutti i containers viaggiassero carichi potremmo ottenere la stessa
quantità di merce trasportata con un 40% di treni in meno. E non
è poco.
Gli interventi tecnologici sulle linee esistenti (senza bucare montagne).
Un altro interessante aumento di potenzialità si potrebbe
realizzare, a costi certamente molto più bassi che bucare delle
montagne piene di amianto, intervenendo sulle linee con le più
moderne tecnololgie.
E. Venosi, riferito alla Torino - Lione, fa notare che << prima
di spendere 17 miliardi di euro (costo industriale) in Val di Susa,
sarebbe opportuno intervenire sulla linea storica con alcune misure che
i tecnici conoscono bene:
1) con il potenziamento delle sottostazioni elettriche al fine di
aumentare il carico assorbito e quindi i numeri di treni e peso trainato
2) con l'elettrificazione adeguata della tratta Modane - Orbassano (che
consenta il superamento dei problemi di captazione dei pantografi)
3) con l'adeguamento dei moduli di stazione
4) con al riduzione delle sezioni di blocco o l'introduzione del blocco dinamico
5) con la trazione merci multipla intercalata
6) con l'uso di locomotori politensione.
Questi provvedimenti consentirebbero di trasportare 48 milioni di
tonnellate contro i 20 oggi trasportati in valle (due volte e mezzo
tanto) >>
Se si interviene su regime passando per fasce all'"eterotachia" (treni
con la medesima velocita' e quindi con il massimo uso della linea e con
riduzione delle sezioni di blocco) si potrebbe arrivare a 90 milioni di
tonnellate l'anno, ossia ben al di sopra dei 40 milioni di tonnellate
ottimisticamente previsti dal progetto TAV al 2020
Novi Ligure 19.10.2006
Milano Renato per l' AFA
Comunicato stampa di Vittorio Agnoletto
«LE DICHIARAZIONI DI BARROT SONO UN TENTATIVO DI FORZARE LA MANO AL GOVERNO. DI
PIETRO SPIEGHI DOVE TROVERÀ I 7 MILIARDI MANCANTI: FORSE TAGLIANDO LE SPESE
SOCIALI?»
Bruxelles, 17 ottobre 2006 – «Nulla é ancora deciso. Le dichiarazioni del
Commissario ai Trasporti Jacques Barrot – spiega Vittorio Agnoletto,
eurodeputato della Sinistra unitaria europea -rappresentano un estremo tentativo
per spingere il governo italiano ad un pronunciamento definitivo a favore
dell'Alta velocità in Val Susa. Pronunciamento che fino ad ora non vi é stato;
le dichiarazioni dei singoli ministri, infatti, non sostituiscono la
formalizzazione in sede europea delle scelte del governo: fino ad ora nessuna
comunicazione ufficiale é giunta a Bruxelles. Il Commissario Barrot, forse
incoraggiato dell'ambiente fortemente favorevole alla TAV, nel quale si trovava,
ha rilasciato dichiarazioni che non corrispondono, almeno fino ad ora, alla
realtà dei fatti. Tutto deve ancora essere stabilito; non solo il regolamento
finanziario delle TEN (Trans European Networks, che comprende anche la Torino -
Lione) é ancora in discussione nella commissione parlamentare, ma l'assemblea
di Strasburgo non ha fino ad oggi nemmeno indicato i criteri per scegliere i
progetti prioritari. Sulla TAV tutte le opzioni sono ancora possibili, compresa
la scelta di potenziare la vecchia linea ferroviaria. Resta una domanda
inquietante da rivolgere al ministro Di Pietro che pare essersi trasformato,
nelle ultime ore, in un ultrà dell'Alta Velocità: anche qualora l'UE dovesse
decidere di finanziare il 20% del tratto transfrontaliero, dove pensa il governo
italiano di trovare gli altri 6-7 miliardi di euro necessari per realizzare
tutto il tratto Torino-Lione? In una situazione economica difficile e con una
finanziaria di 35 miliardi, qualcuno può pensare, in un governo di
centro-sinistra, di tagliare spese sociali per realizzare un'opera non
necessaria che rischia di creare gravi danni alla salute e all'ambiente?».
Vittorio Agnoletto, europarlamentare della Sinistra unitaria europea
Resoconto coordinamento nazionale
La mattina di sabato 14 ottobre, prima della
manifestazione nazionale contro la legge obiettivo, si è svolta
un'assemblea presso il Forte Prenestino a Roma, del "patto" nazionale
di mutuo soccorso, sorto lo scorso 14 luglio al termine della marcia
Venaus - Roma e che riunisce diversi comitati italiani che lottano da
anni per la difesa del territorio, contro le grandi opere inutili e
contro lo scempio delle risorse ambientali ed economiche. Tale "patto",
aperto ad accogliere quanti più comitati possibile a livello
nazionale, si propone di consolidare ed accrescere la rete di rapporti
tra diverse realtà di base, affinché queste non si
sentano isolate nelle loro lotte e possano contare sul sostegno e
l'appoggio reciproco nei momenti di difficoltà, così come
per l'organizzazione e la realizzazione di iniziative e per quanto
riguarda lo scambio di informazioni. La difesa del territorio si va a
scontrare contro i grandi interessi economici che sottostanno alla
realizzazione delle grandi opere; tali enormi interessi economici non
possono che influenzare le sfere della politica istituzionale a tutti i
livelli e in modo trasversale rispetto agli schieramenti di partito;
possono altresì contare su un appoggio pressoché
incondizionato da parte dei mass media. Cresce pertanto la
consapevolezza che possa opporsi a questi forti interessi solo una
forte mobilitazione trasversale della popolazione civile, in grado di
auto-organizzarsi ed auto-convocarsi e di scambiarsi autonomamente le
informazioni. Per questo motivo si è costituito il patto di
mutuo soccorso e anche per ragionare insieme e insieme cercare delle
soluzioni ai grandi temi connessi a quello della lotta contro le grandi
opere inutili: un nuovo possibile modello di sviluppo - o forse sarebbe
meglio dire "di decrescita" - e un nuovo modo di fare politica, che
preveda una reale partecipazione dei cittadini ai problemi che
riguardano noi tutti e il nostro futuro. Quanto prima sarà
allestito un sito come strumento di informazione e comunicazione per
gli aderenti al patto e per tutti gli interessati. Nel frattempo le
adesioni possono essere inviate al sito www.notavtorino.org , dove si
può leggere anche il documento originale del patto. Il prossimo
incontro è già stato fissato per i giorni 8-9-10 dicembre
in valle di Susa, in occasione dell'anniversario della "liberazione di
Venaus".
Non ci lasceremo rubare il futuro, da nessuno!
Siamo tornati dalla bella manifestazione di Roma
contro le Grandi Opere e la Legge Obiettivo contenti di aver incontrato
tante persone e tanti comitati che in tutta Italia difendono il loro
territorio dalle aggressioni dei poteri economici e politici che basano
la propria forza sul profitto e sul cemento.
Siamo tornati a Genova
ancora piu' determinati a impegnarci contro il Terzo Valico e la Gronda
Autostradale, opere del pesantissimo impatto sulle popolazioni e la cui
sola progettazione impedisce di spendere le poche risorse pubbliche per
quelle opere infrastrutturali che veramente servono alla citta'
(bretella ferroviaria Voltri - Borzoli - Principe,
metropolitanizzazione linea ferroviaria costiera, cremagliere,
prolungamento metro verso Canepari...)
A breve un rilancio della lotta sui territori
Antonio Bruno, Forum verso la Sinistra Europea 339 3442011
Comitati Scrivia 12/8/2006
Mario Bavastro di Legambiente Val Lemme e dell'AFA:
"Dopo quanto detto da Di Pietro e Moretti non si può più parlare del
progetto Terzo Valico"Terzo Valico: "Smantellare i cantieri dei fori pilota in Val Lemme"
"La Stampa" - GIAMPIERO CARBONE "I cantieri del Terzo Valico in Vallemme vanno smantellati". Lo chiede
Mario Bavastro del circolo vallemmino di Legambiente dopo i due annunci del
ministro della infrastrutture Antonio Di Pietro, che a Torino e Genova ha
annunciato l'assenza di fondi per la Milano-Genova. Bavastro avanza la sua
proposta a nome di Legambiente e dell'AFA anche alla luce delle dichiarazioni
del presidente di RFI Mauro Moretti, che ha ammesso l'esistenza di altri cinque
valichi appenninici tra Genova e la Pianura Padana, da riammodernare in quanto
sottoutilizzati. Annullati in tal modo, in due giorni, tutti i 35 annunci che
per quindici anni i politici nazionali e locali hanno diffuso sui mass media.
Bavastro afferma: "Alla luce di queste dichiarazioni non si può più
parlare di questo progetto. Per questo è doveroso che a tutti i livelli
istituzionali, a cominciare dai Comuni, si prenda in considerazione l'ipotesi di
ripristinare i luoghi sui quali sorgono i cantieri di Voltaggio e Fraconalto,
nonché il villaggio del Cociv presso la ex cava Cementir, sempre a Voltaggio. 1
primi due sono stati insediati con un una serie di dubbi sulla loro
legittimità: come ha stabilito il ministro Ronchi nella sua ordinanza del 1998,
con la quale ha fermato i lavori. In realtà non erano stati scavati dei
cunicoli esplorativi, ma delle autentiche gallerie di servizio". E' quanto
avevano ipotizzato anche i pubblici ministeri di Milano e poi di Genova, che per
questi lavori avevano incriminato, fra gli altri, l'imprenditore Marcellino
Gavio e il senatore di Forza Italia Luigi Grillo per truffa aggravata ai danni
dello stato per 165 miliardi di vecchie lire spesi in maniera impropria dal
Cociv dal 1995 in poi proprio per queste gallerie. Gli inquisiti si sono salvati
nei mesi scorsi grazie alla legge ex Cirielli, senza ottenere però il
proscioglimento dall'accusa. Bavastro è un ex consigliere comunale di minoranza
a Fraconalto. Fu grazie al suo esposto e a quello del WWF sui lavori nel 1998
che i cantieri vennero sequestrati dai carabinieri del Noe, inviati dal ministro
dell'ambiente Edo Ronchi. "Vista la situazione attuale", prosegue
Bavastro, "Il consiglio di Fraconalto ora dovrebbe rispondere delle sue
responsabilità, in quanto era informato dei rischi di questa operazione. Nel
settembre del 1995, quando è stata approvata la prima delibera con la
convenzione con Covic, avevo chiesto venti giorni di riflessione prima di far
partire i lavori. L'allora sindaco Pierino Gozzoli rispose che l'urgenza dei
lavori era tale che non si poteva aspettare". Quasi una battuta, vista a
posteriori. Mario Bavastro chiede inoltre lo smantellamento della vasca
dell'acquedotto Cementir, essendo la vicenda ormai chiusa: "La Vallemme
deve riavere il suo paesaggio integro, compatibilmente con i progetti di
rilancio turistico della zona"..
AGGIUNGIAMO NOI A TALE ARTICOLO Naturalmente i sindaci di Fraconalto e
Voltaggio fanno orecchie da mercante. Fraconalto risponde che quelle di Di
Pietro sono parole, parole, parole e null'altro, il sindaco di Voltaggio
addirittura si incavola e sollecita una immediata fustigazione sulla pubblica
piazza di tale manigoldo Di Pietro e sollecito avvio dei lavori poichè a
Rotterdam sono tutti in attesa delle merci cinesi via Voltaggio. Daniele Borioli
afferma in una dichiarazione ufficiale che Di Pietro e Lunardi per lui
"pari son" e pertanto non darà retta nè all'uno nè all'altro (...
mah, veramente in passato ci pareva che fosse culo e camicia con l'uomo dei
buchi...). Vi risparmiamo tante altre dichiarazioni più o meno sulla stessa
linea e purtroppo non abbiamo da riferirvi alcuna riflessione sensata in
risposta alla assennata richiesta di Bavastro.
UN CENNO ALLA ASSEMBLEA DI LERMA A Lerma si è tenuta mercoledì 9 agosto
una affollatissima assemblea sul tema della MILLE TRENI. Era presente anche il
presidente della Provincia Filippi. Una volta appurato che è contrario alla
Voltri - Lerma esclusivamente per il fatto che il buco di uscita andrebbe fatto
un po' più in là e non perchè questo ulteriore grande opera non serve a nulla
e che ci sono ben altre priorità, Filippi ha ascoltato, con una evidente
sufficienza, gli interventi dei Vallemmini sulla questione acquedotto Cementir e
dell'AFA sul Terzo Valico (Bottiroli, Bavastro, Lombardini, Armano, ecc). Sul
Terzo Valico il presidente della Provincia di Alessandria, come riferisce
Stefania, avrebbe detto: "Ho sempre votato a favore del Terzo valico
perchè la mia opinione e convinzione sull'utilità si basava al 99 per cento su
quanto sostenevano prima Moretti e le ferrovie". Probabilmente le nuove
dichiarazioni di Moretti (che a nostro avviso gli costeranno la nomina data per
quasi certa di futuro presidente delle Ferrovie) sulle potenzialità delle linee
esistenti, sul fatto che vi siano ben cinque valichi già utilizzabili e che la
traccia della Voltri - Ovada ha una potenzialità enorme, lo hanno sconvolto al
punto che si è detto disponibile anche ad arrivare, in caso di conferma di
queste affermazioni che dimostrano l'inutilità del Terzo Valico, a chiedere
scusa a chi era contro l'opera. Se si fida così tanto degli amministratori
delegati delle FS, come mai non avrà dato peso alla famosa frase di Necci
"il Terzo Valico è solo una carta di scambio per avere il via sulla Tav"?
6 agosto 2006
Comunicato stampa
Colpo di calore o allergia alla 'macaia'?
Come e' possibile che un possibile autorevole candidato alla presidenza della
Provincia di Genova (l'attuale presidente Sandro Repetto) rischi di incrinare il
rapporto, finora positivo, con la sinistra radicale e ambientalista con
l'ennesima richiesta di procedere con il progetto di Terzo Valico? Non sappiamo
capacitarci dell'ostinazione del segretario generale della Cisl Ligure Sergio
Migliorini, quando ripete stancamente che "i lavori del terzo valico devono
iniziare al piu' presto". Proprio ora che il ministro alle infrastrutture
Antonio Di Pietro ha svelato quello che ambientalisti e comitati sostenevano da
tempo: il Terzo Valico e' un'opea di carta perche' non c'e' un euro. E noi
aggiungiamo che, oltre ad essere un'opera estremamente costosa (5.000 miliardi),
e' inutile. Inutile perche', con gli ammodernamenti proposti da ferrovieri,
ambientalisti e comitati si potrebbe produrre un trasporto di TEU in entrata e
uscita dalla Liguria da 5.400.000 a 7.300.000 unita', rispondendo cosi'
all'obiezione del segretario CISL, secondo il quale "ci sara' una crescita
prevista da 1,5 a 6 milioni di TEU" Gli interventi che chiediamo e che
permetterebebro un aumento consistente della movimentazione di merci sono su: -
le linee dei Giovi (Salto del Montone ad Arquata, banalizzazione linea alta e
bassa..): 1.700.000 TEU in piu' - la Voltri – Ovada – Alessandria, che e' la
migliore linea per il Sempione - Svizzera, con le gallerie gia' adeguate ai
container di nuova generazione ee per la quale ci sono due viadotti da rifare,
due da sistemare e c’è la posa del secondo binario in alcune tratte (dove i
tedeschi lo avevano tolto nel 1945): fino a 2.000.000; - raddoppio della linea
Savona - San Giuseppe di Cairo: 1.200.000 ; - raddoppio e potenziamento della
Pontremolese: 2.400.000 Il tutto con un investimento complessivo di gran lunga
inferiore a quello del Terzo Valico. E, invece, quasi come i giapponesi che
continuavano la guerra nelle foreste del Borneo, nonostante fosse finita da
alcuni anni, presidente della Provincia e segretario della CISL continuano a
proporre un'opera cosi' tanto chiaccherata. Non solo: inseguono il 'buon' ex
sottosegretario Luigi Grillo, che continua nella delirante 'finanza creativa' (i
bond ISPA per pagare le opere di carta, che secondo il Sole 24 Ore si sono
rilevati un totale fallimento), invece di ritirarsi in un dignitoso silenzio
sull'argomento, dopo il suo proscioglimento per prescrizione dal processo in cui
era accusato di aver dato disposizioni a FS, affinche' procedesse nei fori
propedeutici sulla linea Genova-Milano Alta Velocita', nonostante non fossero
stati approvati formalmente. E che dire della propsota di concedere alle
Autorita' Portuali l'autonomia funzionale, perche' possano spendere i cospicui
ricavi in Grandi Opere? E' un vero insulto: il porto ha cosi' tanto tolto alla
citta' in termini di vivibilita', salute e ambiente che, se per una fortunata
congiuntura si riuscissero a utilizzare fondi derivanti dalle tariffe portuali,
essi dovrebbero essere investiti in risanamento dei quartieri, scuole, ospedali,
palestre, centri sociali.
4 agosto 2006
MERLO E BORIOLI: le linee dei Giovi saranno sature fra un anno
L'AFA: chissà, forse, può darsi che nel 2066 o nel 2101.
Dopo
l'incontro Di Pietro-Moretti e la Regione Piemonte, ci aspettavamo che
ieri a Genova chissà che bombardamento e i due poveretti
avrebbero smussato il loro "Il Terzo Valico non s'a da fare".
Nient'affatto: Non c'è un soldino , non è una
priorità, basta e avanza l'esistente. Bravo Di Pietro!
'Per
il Terzo Valico ferroviario Genova-Milano non ci sono al momento fondi
disponibili perché ci sono altre priorità. Vogliamo
procedere in base ai fondi disponibili e fare opere vere, reali, non
opere su carta o eseguite a 'Porta a Porta'''. Fra i progetti
prioritari vi sono il nodo ferroviario di Genova e il raddoppio della
Genova-Ventimiglia che attualmente è ancora ad unico binario. I
fondi, ha assicurato Di Pietro, verranno inseriti nella prossima
Finanziaria.
Naturalmente lor signori non demordono e qualcuno
è persino patetico, come il signor Luigi Grillo (quello dei 35
annunci DOMANI INIZIANO I LAVORI) che ci viene a raccontare che sono
disponibili forzieri pieni d'oro.
Oggi decidiamo di replicare
solo a due affermazioni un po' meno strampalate, del tipo:"In questi
ultimi sei mesi i container sono aumentati del 3,5%" oppure "è
in previsione un aumento complessivo da 1.600.000 teu a 2.100.000"
Il testo sottoriportato è di RENATO MILANO
Finalmente qualcuno che "conta" ha letto il nostro progetto sulle proposte alternative al Terzo Valico ferroviario.
Lo
ha certamente letto Di Pietro (o qualcuno del suo staff) che dichiara:
"il Terzo Valico non rientra nelle priorità ... e non ci sono i
soldi per farlo".
Lo ha letto anche Mauro Moretti, dirigente di RFI,
in predicato di diventare presidente delle Ferrovie, che dichiara, a
sua volta: " ... ci sono cinque valichi disponibili". Certamente
Moretti questo già lo sapeva, ma in questi anni ha sempre dovuto
adeguare le sue affermazioni alle scelte infrastrutturali del governo,
salvo, ogni tanto, affiorare un po' in sordina con dichiarazioni del
tipo: "sulla Voltri - Ovada di treni non ne passano, basterebbe farceli
passare per risolvere i problemi del porto di Genova".
Burlando
aveva iniziato a leggerle, ma poi si è fermato. Ricordo quando
aveva ridimensionato le sue sparate, passando dai 10 milioni di
contenitori previsti per i prossimi anni nel porto di Genova a 6
milioni, in tutti i porti liguri, e avvicinandosi molto alle nostre
previsioni (quelle più rosee, si intende) di 4.700.000 teu.
Dopo, purtroppo, nella prospettiva di una linea super-avveniristica, da
Voltri a Lerma , il delirio burlandiano ha ripreso il sopravvento.
Altra
gente "che conta" ogni tanto ha avuto qualche affioramento alla
realtà. Ad esempio quando il presidente del porto, Novi, si
accorge della Voltri - Ovada e della possibilità del suo
raddoppio , ma soprattutto quando sostiene sui media che per risolvere
i problemi del porto sarebbe opportuno utilizzarla subito, senza
aspettare il Terzo Valico.
Purtroppo questi sprazzi di saggezza vengono subito annientati appena si prospettano grandi investimenti e grandi speculazioni.
Ora,
dicendo chiaramente Di Pietro che i soldi non ci sono, ci attendevamo
la fine delle paranoie e un po' più di concretezza.
Ma non è così.
Luigi
Merlo, l'assessore alle infrastrutture della Regione Liguria (che non
ha letto le nostre proposte) dice che l'area retroportuale prevista
nell'Alessandrino, porterà ad una movimentazione di 500.000 teu.
Un po' ci fa pena vedere come i sogni di grandezza si siano così
ridotti da dimenticare degli zeri, passando da 10 milioni a 6 milioni,
e ora a 500.000 (proprio una miseria!). Un po' ci fa rabbia vedere come
chi governa (e decide) ignori completamente le situazioni che dovrebbe
governare.
La sistemazione delle tre linee di valico su Genova (si
tratta di finire i lavori in corso sulla doppia dei Giovi e "usare" la
Voltri - Ovada - Alessandria) porterà un incremento di
potenzialità al servizio del porto di 2.830.000 teu.
Che sono, a confronto, 500.000 teu, pur concedendo che viaggino tutti su rotaia ?
Quindi
dire che il Terzo Valico è necessario per questo incremento
ipotetico, (che non ha ancora alcun riscontro reale) è (ci si
scusi il turpiloquio, ma in questo caso è necessario) un'emerita
stronzata.
I due assessori regionali del Piempnte e della
Liguria replicano a Di Pietro che se le linee non sono sature adesso lo
saranno fra un anno.
Ma se volessimo anche considerare la crescita
dei traffici del porto, alla luce dell'incremento dell'ultimo semestre,
siamo ancora ben lontani dalla necessità della nuova linea.
La
crescita fino a giugno del 3% in tonnellate e del 3,9% in peso dei teu
movimentati nel porto (le previsioni, come al solito, parlavano del 12
- 13%) altro non è che la compensazione del decremento dello
scorso anno, dovuto non solo a motivi di mercato, ma anche a motivi
tecnici. Pertanto, se facciamo la media, ci accorgiamo che manteniamo
il trend di crescita valutato per questi ultimi anni, considerando
(ovviamente) il periodo migliore, che è dell' 1,50% annuo.
Consideriamo che delle merci movimentate nel porto il 60% va al Nord,
consideriamo un incremento annuo dell'1,5% e mettiamoci dentro anche
questi 500.000 teu usciti dalla fervida (ma offuscata) fantasia di un
assessore .. facciamoci i conti : raggiungeremmo la saturazione
nell'anno 2066!
In tutti questi anni potremmo anche riuscire a
sistemare meglio la Voltri - Ovada - Alessandria, grazie anche a
qualche strizzata di orecchie da parte della Comunità Europea
che ci ha dato dei soldi per ammodernarla e la considera la migliore
linea per il Sempione (basta guardare una cartina delle relazioni
ferroviarie per capirlo). Ci sono due viadotti da rifare e due da
sistemare e c'è la posa del secondo binario in alcune tratte
(dove i tedeschi lo avevano tolto nel 1945). E arriviamo alla
saturazione nell'anno: 2101!
Tutti questi anni dovrebbero
bastare per riflettere sui rapporti ISTAT ed EUROSTAT relativi ai
trasporti delle merci dove, già oggi, leggiamo :
<< ...
nel decennio che inizia nel 1992, l'aumento della domanda di trasporto
delle merci risulta praticamente impercettibile (dal rapporto Istat sui
trasporti, vol. IV - 2005) >>;
<< il rapporto fra le
tonnellate/chilometro di merci e il prodotto interno lordo dal 1997 al
2002 nei 25 paesi dell'UE è passato da 255 nel 1997 a 253 nel
2002 (dall'ultima pubblicazione Eurosat del 2005) >>.
Secondo
il rapporto Istat esiste sostanzialmente una fluttuazione, ma con una
chiara tendenza all'appiattimento. Secondo l' Eurostat, quando
l'economia raggiunge i livelli più elevati l'incremento del
trasporto si fa sempre più esiguo e il rapporto fra il trasporto
delle merci e il Pil comincia a decrescere.
Se questi rapporti
venissero recepiti nell'individuazione delle scelte politiche
più opportune, magari, si potrebbe rinunciare a quei colossali
progetti di aree logistiche che stanno sostituendo, come
quantità di zeri, le deliranti ipotesi dei traffici del porto.
Si parla, infatti, di 10 - 12 milioni di metri quadri di area logistica
nell'alessandrino (tanto per capirci, circa 2.000 campi di calcio !).
E
se fosse vero che l'operazione che si sta compiendo molto in sordina a
Bosco Marengo per un impianto di produzione di idrogeno (l'acquisto di
terreni agricoli a 5 euro al metro quadrato) ha tanto l'aspetto di una
speculazione fondiaria (il terreno industriale costa 4 o 5 volte
tanto), e ciò sta avvenendo per un'area da 1 milione di metri
quadrati, figuriamoci che appetiti per 10 - 12 milioni di metri
quadrati!
Sono finiti i tempi delle periferie (le grandi
speculazioni fondiarie descritte da Campos Venuti in "Amministrare
l'Urbanistica", o da Cederna in "Brandelli d'Italia", ecc.), sono quasi
finiti i tempi dei capannoni vuoti (vendesi o affittasi, senza essere
neppure finiti), stanno finendo i tempi dei Centri Commerciali (non
basta la speculazione sul fabbricato, bisognerebbe che qualcuno andasse
anche a comprare) ecco profilarsi la nuova era speculativa: le aree
logistiche.
Novi ligure 3.8.06 Renato Milano - AFA
Comitatiscrivia- Non si farà. Ma allora avevamo ragione noi?
A partire dal 1991 sono stati fatti 35 annunci di AVVIO LAVORI
Ieri il ministro Di Pietro ha detto: "NIENTE TERZO VALICO!"
Mauro Moretti:"Ci sono già CINQUE VALICHI disponibili"
Il ministro delle infrastrutture Antonio Di Pietro svela in un sol colpo quello
che da almeno quindici anni i comitati denunciavano e che era sotto gli occhi di
tutti, bastava solo uscire dal delirio trasportistico che aveva preso
amministratori e forze politiche liguri e piemontesi. Il Terzo Valico "non
rientra nelle priorita', non è finanziato. Non c'è un euro" Quindi non si
farà. Inoltre Mauro Moretti, a nome di Rfi ha segnalato che "ci sono
tracce ferroviarie inutilizzate tra Piemonte e Liguria e verso Nord che possono
essere coperte e che sono già disponibili cinque valichi, fra i quali in
particolare la Voltri-Ovada". Quindi si deve intervenire sulle linee
esistenti per dare una risposta alla mobilità passeggeri e merci tra Liguria e
Val Padana. È esattamente quello che ripetiamo da quindici anni! Forse se ci
avessero ascoltato si sarebbe completata la bretella ferroviaria Voltri -
Principe, si sarebbe realizzato il metrò a cielo aperto a Ponente di Genova,
realizzato il nodo ferroviario di Genova, quadruplicata la Tortona-Voghera, si
sarebbero ammodernate le linee tra Liguria e Val Padana, il tutto a un costo
infinitamente minore al Terzo Valico e probabilmente pari a tutti i soldi
buttati via per progetti, convegni, carte, consulenze, compensazioni (che
puntassero in effetti soprattutto a intascare questi soldini?). Invece ci siamo
trovati di fronte alla cocciuta insistenza di amministratori e forze politiche
che hanno riempito pagine e pagine di giornali con annunci di inizio lavori e
apertura cantieri. Abbiano la compiacenza di ritirarsi in un (poco) dignitoso
silenzio, evitino i (molto) indecorosi strepiti, prendano in considerazione la
possibilità di lasciare lo spazio a chi potrebbe veramente lavorare per il bene
comune e per un miglioramento dei trasporti sia per le merci che per le persone
(pendolari in particolare). Sorprende la sorpresa ( o meglio fa piangere) la
sorpresa di Filippi il quale si chiede se per caso qualcuno non abbia ciurlato
nel manico, abbia inventato saturazioni, esagerato traffici, moltiplicato teu,
ignorato le potenzialità esistenti e inventato TAV - bond simili all'araba
fenice. Gli sarebbe bastato fare il piccolo sforzo di leggere una delle nostre
pubblicazioni. Si sorprende del fatto che Moretti accenni a ben cinque valichi
alternativi già esistenti e utilizzabili. Moretti lo aveva già riconosciuto
due anni fa nel corso di un convegno a Novi, subito dopo un intervento del
presidente dell'AFA, Renato Milano.
A RICORDO DELLE ULTIMISSIME VICENDE TERZO VALICO RIPRENDIAMO GLI ULTIMI FATTI:
A dicembre del 2004, nel Palazzo Ducale, era stato annunciato che a inizio
luglio sarebbero iniziati i lavori per il Terzo Valico. Idem poco prima delle
elezioni regionali. Infine a metà giugno, Luigi Grillo, presidente della
Commissione Lavori pubblici del Senato, aprendo il dibattito organizzato dal
"Circolo" di Marcello Dell'Utri a Palazzo San Giorgio di Genova, aveva
preannunciato che stavano per ripartire i lavori per la realizzazione del Terzo
valico ferroviario. "Entro il 20 luglio si inizierà con i cunicoli, prima
di dicembre sarà la volta della galleria di valico" ........ "Il Cipe
ha già ratificato il piano finanziario. L'opera ha un'importanza strategica
immensa per il sistema portuale ligure", così ha detto il Grillo, "Ci
consentirà di bruciare spagnoli e francesi, che già si stanno organizzando con
un corridoio ferroviario per collegare direttamente i porti della penisola
iberica alla Germania". ... "Tutti quanti siamo d'accordo
nell'affermare che la posta in gioco è di importanza vitale. I porti italiani
sono alla vigilia di una grande ripresa, perché dalle loro banchine passa la
straordinaria opportunità di calamitare i traffici che arriveranno dalla Cina e
dall'India. Per questo motivo dico che non si deve perdere altro tempo".
15 ottobre 2005- Con gli annunci arriviamo a quota 34! Pietro Lunardi dichiara,
nel corso di una visita al Salone nautico di Genova: "Lunedì 17 ottobre si
aprono i cantieri del Terzo Valico". La platea dei maggiorenti applaude,
pare di stare a teatro. In realtà il lunedì successivo ai fori pilota,
bloccati dai Noe nel febbraio 1998 con conseguente processo motivato da
"Truffa nei confronti dello Stato", ci sono alcune ruspe in movimento
che farebbero "manutenzione al cantiere sospeso sette anni fa". Unico
politico presente alla "inaugurazione dei cantieri", il senatore Luigi
Grillo (coinvolto nel processo).
18 febbraio 2006 - Lunardi - affiancato da Palenzona, Borioli e Merlo - annuncia
da Torino che verranno stanziati dal Cipe 112 milioni di euro e che ai cantieri
già aperti se ne aggiungeranno altri prossimamente per procedere con i lavori
del Terzo Valico (definito PORTA LOGISTICA dell'Europa). Quindi 35° annuncio
avvio lavori. In realtà non avviene assolutamente niente e il Cipe, che si
doveva riunire il 21 dicembre 2005, continua a rinviare ogni decisione in
merito. In conclusione per ora ci sono poco più di 300 milioni stanziati per le
opere preliminari e compensative e 8 milioni (è proprio così, 8 milioni di
euro!) stanziati in Finanziaria 2006 per il Terzo Valico. 8 milioni e qualcosa
per i sedici anni di contributo annuale precedentemente deciso fa 112: che siano
questi i 112 milioni di euro? Ma allora è una doppia presa in giro!
22 marzo 2006- Il CIPE approva il progetto Terzo Valico, ma rinvia al 29 marzo
la decisione sugli stanziamenti da destinarsi all'opera. Una settimana dopo il
CIPE ritorna sulla proposta dei bond, il che equivale a non stanziare nulla, se
non i 17 milioni di euro già disponibili in precedenza ed equivalenti
esattamente allo 0,3% della cifra complessiva.
22 aprile 2006- Marcia anti TERZO VALICO e anti TAV da Serravalle ad Arquata.
Aderiscono sessanta associazioni, fra le qu