LA QUESTIONE ALTA VELOCITÀMentre
la campagna elettorale infuria e sul tema delle infrastrutture pare
vero che i due schieramenti si scopiazzino a tutto andare. Veltroni e
D'Alema inneggiano alla TAV e agli inceneritori e aggiungono che il PD
sarà il partito dell'ambientalismo del fare. A questo punto c'è da
chiedersi se a del fare occorre aggiungere disastri o affari.
Dal canto suo Berlusconi è stato chiaro: lui la TAV la farà anche ricorrendo alla forza dello Stato....
Strategia No tavFar
comprare da migliaia di persone le terre interessate dal percorso
dell'alta velocità. Per rendere le operazioni di esproprio più
complicate. L'iniziativa "Compra un posto in prima fila" coinvolge
sostenitori No-tav nei cinque continenti....
Ma basta con 'sta lagna del Terzo Valico
Basterebbe raddoppiare la Voltri-Ovada
di Renato Milano - 28 gennaio 2008
a) Motivazioni
Nel corso del 2007 i
container del porto di Genova sono passati (arrotondiamo) da 1.600.000
a 1.800.000, con un forte aumento dell'attività a Voltri. Ricordiamoci
sempre che di questi teu non più di 250.000 all'anno vengono caricati
sui treni diretti verso nord.
A determinare la crescita
del porto è soprattutto il VTE al cui servizio la linea più diretta è
la Voltri-Ovada-Alessandria, (evitando così percorsi più lunghi e più
congestionati).
b) Ipotesi di intervento
Possiamo considerare due ipotesi di incremento di tracce sulla linea Voltri-Ovada-Alessandria:
- la prima si ispira alla situazione attuale, come risulta anche dallo
scenario "a regime" relativo al progetto del Terzo Valico e dallo
Studio di Valutazione Economica del Terzo Valico fatto redigere da RFI
- la seconda, che andrebbe considerata con più enfasi, è un'ipotesi di raddoppio della linea.....
TAV fra debito pubblico e profitto privatoSe
esiste un campo nel quale l’Italia da sempre eccelle, questo è
costituito dal foraggiare la grande imprenditoria privata
sovvenzionandola a vario titolo ed in varia misura per mezzo del denaro
pubblico. Praticamente la totalità delle grandi imprese italiane, FIAT
su tutte, sono diventate tali grazie alle sovvenzioni statali che hanno
permesso loro di sbaragliare la concorrenza non sovvenzionata ed
accumulare profitti altrimenti impensabili. L’esempio del Gruppo
Benetton che da tempo sta ottenendo cospicui utili tramite la gestione
disinvolta di parte della rete autostradale italiana, costruita per
mezzo del denaro dei contribuenti, sembra destinato ad essere ricalcato
anche in ambito ferroviario....
I TRE DELL'AVE MARIAIn
occasione di un recente convegno genovese sono state poste alcune
domande ai tre candidati alla successione di Novi in qualità di
Commissario del porto di Genova. Queste le risposte alle domande più
importanti, quelle sul Terzo Valico....
Tav, parte lo studio sul tracciatoDovrebbe
partire a gennaio il lavoro dell'Osservatorio Valle di Susa per la
definizione del tracciato della linea ferroviaria Torino-Lione. Intanto
a Roma la Commissione intergovernativa fa il punto sullo stato di
avanzamento del progetto....
Sostenere e migliorare il servizio NaveBus a GenovaGli
amici della NaveBus chiedono che venga garantita la continuità del
servizio ecosostenibile, veloce, sicuro, pulito, vivibile che risolve i
problemi di mobilità, restituendoci la qualità della vita.
E' per
questo che é in corso la raccolta delle firme per garantire la
prosecuzione del servizio oltre il 31 dicembre, che sembra essere stata
messa recentemente in discussione per motivi meramente burocratici,
nonostante il pronunciamento favorevole del Consiglio Comunale.
L'odissea quotidiana dei pendolari (video puntata di Exit su La7)
Le
Ferrovie italiane sembrano essere ancora in grande crisi. Da una parte
si spendono miliardi di euro per l’Alta Velocità, mentre dall’altra il
popolo dei pendolari continua a soffrire, viaggiando spesso in
situazioni al limite della decenza. Ilaria in studio ne discute
con il il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro e il
presidente della Commissione Lavori pubblici del Senato Anna Donati
(Verdi), e il giornalista Oliviero Beha. Come vediamo nella nostra
inchiesta, il calvario del popolo dei pendolari, costretti a viaggiare
in carrozze vecchie, spesso sporche, con toilette inutilizzabili e
pressati uno sull’altro, continua. E come se non bastasse i ritardi
sono all’ordine del giorno, il tutto senza nessun tipo di rimborso
previsto, e con l’incubo che il proprio treno possa addirittura essere
soppresso.
TRE ANNOTAZIONI DI Renato Milano SUL TERZO VALICO
L'AUMENTO DI TRAFFICO AL PORTO DI GENOVA
Vorrei
fare sul porto un ragionamento che smentisce l'ottimismo che i dati
recenti hanno sollevato fra i sostenitori del Terzo Valico. Stiamo
attenti che un eccesso di ottimismo non diventi la giustificazione di
qualsiasi orrore si voglia fare sul nostro territorio.
Dal 1972, da
quando mastichiamo le cifre della crescita (o meglio della "mancata"
crescita) del porto, di sbalzi in avanti se ne sono già visti. Anche
noi abbiamo assistito a quel 18% del 1997, che poi è dipeso unicamente
dall'arrivo a Genova della ditta Messina. Tuttavia, alla fine, la
percentuale di crescita è sempre stata quella: ossia quasi nulla.
Nell'economia politica, se osserviamo gli eventi nel lungo periodo, è
così un po' dappertutto (vedi ad esempio le borse). Un evento
favorevole molto spesso trova poi una compensazione in una successione
di eventi meno favorevoli, o "mitiganti". Oppure viceversa.
Non
potrebbe essere allora che la vocazione del porto di Genova è per una
crescita moderata di qualità, anziché di quantità come vorrebbero i
nostri amministratori ?
UNA PENSATA GENIALE: AUMENTARE I PEDAGGI DEI CAMION PER PAGARE IL TERZO VALICO
Il
Terzo Valico interessa solo ad alcuni governatori del Nord Italia, non
interessa all' Europa, non interessa ai porti del Centro - Sud Italia,
non interessa agli interporti del Centro - Sud, interessa vagamente
agli interporti padani, non interessa ai valichi alpini, non interessa
alle Ferrovie né italiane né europee .... a chi interessa non si sa :
non possiamo parlare di globalizzazione delle scelte per cui
l'"intervento umano" di tre governatori per quanto importanti essi
siano, difficilmente potrà determinare una mutazione importante e
repentina della situazione del porto.
E neppure potranno incidere in maniera determinante gli interventi di volta in volta proposti per finanziare l' opera:
- il TV a una canna è una cazzata talmente lampante da escludere a priori ogni forma di discussione;
- l 'extragettito del porto è irrisorio rispetto ai costi dell' opera;
-
l' aumento del 15% delle tariffe autostradali sulla Milano-Genova e
sulle autostrade liguri bisogna proporlo ai camionisti che hanno
recentemente scioperato per una riduzione delle tariffe e che sono i
principali utenti delle nostre autostrade.
10 MILIONI DI TEU DA GENOVA NELL'ALESSANDRINO
Allora,
ancora una volta, perché non accettare l'attuale trend di crescita del
porto e lavorare per migliorane la qualità, ottenendo maggior
occupazione e maggior valore aggiunto da un traffico da 3 milioni di
teu da destinare in parte a distripark piuttosto che da un'abbuffata da
10 milioni di teu da destinare alla rispedizione?
Infine, si rendono
conto i nostri politicanti cosa significa per l'Alessandrino un
interporto da 10 milioni di teu ? Un autotreno in uscita ogni 8
secondi, una coda ininterrotta di autotreni sulle autostrade alpine
(dall' interporto ai confini) con mezzi distanziati a non più di 10
metri l'uno dall'altro !!
È in questo modo che pensano di togliere i tir dalle autostrade ?
Tav: la commedia è finita
La
Torino-Lyon esiste già: l'attuale linea Torino-Modane ha una capacità
tripla rispetto all'utilizzo attuale. Parola del presidente
dell'Osservatorio e Commissario straordinario Mario Virano, intervenuto
al convegno "Vediamoci Chiaro" tenutosi a Torino il 1 dicembre....
La Tav in Val di Susa? Bruscolini
Pierluigi Sullo
Se uno fa il giornalista da decenni, certe sfumature le coglie
facilmente. Ma per la verità basta un po’ di aritmetica
per decrittare l’articolo festoso con il quale La Stampa di
Torino ha annunciato ieri: «Torino-Lione, 670 milioni
dall’Ue». L o scoop, consiste nel fatto che il Commissario
europeo ai trasporti, il francese Barrot, avrebbe definito la
ripartizione dei 5,7 miliardi di euro destinati alle «reti
transeuropee». Alla Tav in Val di Susa andrebbero 670 milioni per
il periodo 2007-2013. In questi sette anni, scrive La Stampa, si
dovrà «concludere la definizione del tracciato e stimarne
fino in fondo l’impatto ambientale» [altri 800 milioni
andrebbero all’alta velocità che dovrebbe passare sotto il
Brennero]. Scrive dunque l’inviato Marco Zatterini: «In
luglio il ministro per le infrastrutture Antonio Di Pietro ha indicato
che il progetto… richiede – per il settennato in questione
– 983 milioni di euro… Ne arriveranno, se tutto
andrà per il meglio, 670 e rotti, poco di meno». Ma, a
parte che 213 milioni non sono bruscolini, poco prima Zatterini aveva
precisato che la «somma andrà per due terzi
all’Italia e per uno alla Francia». Il costo stimato da Di
Pietro è quello a carico della sola Italia? In quel caso, la
differenza in meno è di 213 più una cifra equivalente. E
non è neanche certa, perché appunto gli stati a fine mese
dovranno dire la loro.
Scoop della Stampa: l'Ue finanzia la Tav
Claudio Giorno movimento no tav
Zatterin ce l’ha fatta: l’inviato a Strasburgo del
quotidiano [Fiat] di Torino è stato il primo ad avere
l’indiscrezione doc su entità e modi del finanziamento che
la UE si appresterebbe a deliberare a «nostro favore». 670
milioni di euro per la Torino Lione [poco meno degli 800 che verrebbero
destinati al “più condiviso” Brennero
costituirebbero la «nostra» dote, che il commissario Jacque
Barrot si appresterebbe a presentare in sede di riunione deliberante
degli stati membri a fine mese].
L’inviato della Mole dosa i toni della corrispondenza corredata
dall’immancabile cartina che disegna sulla nostra terra
l’ennesima linea di un improbabile tracciato: «Le prossime
settimane saranno cruciali» [in sede di Commissione non ci
dovrebbe essere altro che «piccole limature», ma Londra
sarebbe irritata per la scarsa considerazione riservatale in questa
tornata, 2007-2013, di elargizione di denari destinati alle reti
transeuropee! Ci sarebbe addirittura il rischio che il governo di
Gordon Brown possa «prendere in ostaggio» i fondi previsti
per il «progetto satellitare Galileo». [Uno dei pochi
territori di confine tra tecnologia e ricerca in cui il nostro paese
non risulta marginalizzato!]....
“Terzo
Valico: Rigore nei conti pubblici, spendiamoli per opere realmente
utili” Niente Societa’ pubbliche per
l’alta
velocita’ ferroviaria
Confermiamo la nostra contrarietà al Terzo Valico,
un’opera fortemente contestata dalla popolazioni per il
grande
impatto ambientale, con il modello economico di sviluppo legato al
neoliberismo sfrenato e con il cospicuo intervento economico sottratto
alle opere che realmente servono alla mobilità di
persone
e merci.
Questa e’ un ‘opera su cui insistono il Presidente
della
Regione Liguria Claudio Burlando, il Presidente della Provincia Sandro
Repetto e non ultima con la Sindaco di Genova Marta Vincenzi ....
Marco Ponti:
perchè dico no alla TAV
L'economista Marco Ponti spiega
a Piero Ricca le ragioni economiche del
suo netto dissenso agli investimenti in linee ferroviarie ad alta
velocità. Guarda il filmato
Terzo Valico - Il Consiglio di
Stato ha deciso di non decidere
Tre anni fa abbiamo presentato ricorso al Consiglio di Stato ribadendo
tutte le nostre motivazioni contro il Terzo Valico e, allora, contro il
progetto preliminare.
L'udienza si è tenuta martedì 30 ottobre a Roma.
Questo il primo sintetico resoconto dell'avv. Ferrari
All'udienza di ieri, 30.10.2007, il Collegio sulla base
dell'intervenuta revoca delle Concessioni in forza della L. 40/2007,
che, come noto, riguarda sia la progettazione sia la costruzione
dell'opera, ritenuta la sopravvenuta carenza d'interesse di tutte le
parti alla coltivazione del giudizio, ha disposto la cancellazione
della causa dal ruolo....
Un po' di
cautela non guasterebbe
L'U.E. NON FINANZIA IL TERZO
VALICO? MAH !
Tutti i giornali riferiscono che "Il sole 24 ore" assicura che, ormai
è deciso con un paio di mesi di anticipo, l'Europa non
finanzierà il Terzo Valico perchè non
è una tratta
transfrontaliera. Ma questo lo sapevamo tutti ( o meglio quasi
tutti...forse pochi). Ad esempio nel documento presentato dal WWF
nazionale al Governo Prodi, al Parlamento europeo, si ribadiva in
premessa per ben tre volte, nei primi tre capoversi, che il Terzo
Valico (Pontedecimo-Rigoroso) non collega per niente due stati
confinanti. Questo è l'avvio di una lettera inviata dal WWF
a
tutti i parlamentari europei....
Comunicato
stampa
L'Unione
Europea sta per bocciare il terzo valico.
Una decisione importante che puo' permettere l'ammodernamento del Nodo
ferroviario Genovese. La notizia secondo cui la Commissione Europea
stia per negare il finanziamento al terzo valico (galleria ad alta
velocita' ferroviaria), seppur in grande anticipo sulla decisione che
dovra' arrivare entro fine anno, conferma le argomentazioni di chi
contesta l'utilita' e l'impatto devastante di questa galleria di oltre
50 chilometri. Dal punto di vista tecnico l'opera e' indifendibile, in
particolare nella richeista di finanziamenti previsti per opere
transfrontaliere (mica Genova e Alessandria appartengono a nazioni
diverse) e 'colli di bottiglia' (l'ammodernamento delle linee darebbe
una potenzialita' di parecchi milioni di TEU). "Le Istituzioni liguri e
genovesi rinsaviscano" dichiara Antonio Bruno, capogruppo della
Sinistra Europea al Comune di Genova, "concentriamoci sulle opere
ferroviarie veramente utili. Continuare a proporre il Terzo Valico
equivale a comportarsi come i giapponesi che si sono persi nella
giungla e non si sono accorti della fine della Seconda Guerra Mondiale".
Comunicato
stampa di Vittorio Agnoletto a proposito delle indiscrezioni sulla TAV
"PRODI/CHIAMPARINO:
LE BUGIE DELLE LOBBY E IL DISPREZZO PER LA POPOLAZIONE DELLA VAL SUSA"
Milano, 5 ottobre 2007 - «Le affermazioni del sindaco
Chiamparino
e del premier Prodi sono estremamente gravi» - dichiara
l'europarlamentare Vittorio Agnoletto - «e sono finalizzate a
interferire nel lavoro della Commissione giudicatrice dell'UE sui
progetti da finanziare. Secondo quanto previsto dai bandi europei la
commissione di valutazione dovrebbe concludere i propri lavori per la
fine di ottobre e lo stesso Barrot, commissario europeo ai trasporti,
che ho incontrato a Strasburgo il 25 settembre con una delegazione dei
comitati NO TAV, ci aveva comunicato che prima di novembre non sarebbe
stato possibile avere alcuna decisione». «A questo
punto
Prodi e Chiamparino hanno il dovere di dichiarare esplicitamente quali
sono le fonti delle loro "indiscrezioni"; lunedì
presenterò un'interrogazione parlamentare urgente per sapere
chi
ha dichiarato il falso: se Barrot o Prodi/Chiamparino....