A saià düa
        Coordinamento Genovese contro l'Alta Velocità





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La triste verità sull'attacco in Val Susa
HANNO SCELTO LA VIOLENZA

Video della notte cilena di Venaus(Da http://www.legambientevalsusa.it/)

A Venaus la notte del 6 Dicembre le "forze dell'ordine" hanno brutalmente aggredito i presidianti che stavano riposando nelle tende e nelle baracche. Non c'è stata reazione. Ai sindaci veniva strappata la fascia tricolore, poi erano manganellate anche per loro. Con le ruspe hanno demolito le installazioni del presidio.
Nel resto della valle sono partite manifestazioni spontanee: le RSU delle fabbriche hanno dichiarato sciopero; alcune stazioni ferroviarie e le statali sono state impraticabili fino a sera, così come l'autostrada.
In diverse città d'Italia si sono svolti presìdi di denuncia e di protesta contro questa scelta di violenza che non ha certo la forza di risolvere la situazione, ma solo di testimoniare la spaventosa involuzione che sta subendo la democrazia in questo Paese.
TORINO: la Prefettura è stata presidiata tutto il giorno e si sono avuti due cortei: uno nel primo pomeriggio con breve occupazione simbolica della stazione di Porta Nuova ed uno in serata, con oltre 2000 partecipanti.
Ai margini di quest'ultimo pochi provocatori hanno danneggiato delle vetrine ed aggredito una persona. Il neonato Coordinamento torinese NO-TAV ha immediatamente condannato questi atti.
6 Dicembre 2005

Val di Susa: la denuncia di un giornalista de "La Stampa"
Una testimonianza dalla Val di Susa di Carlo Grande, della "Stampa"
Sono un giornalista della Stampa, questa notte ero dentro il presidio Anti-TAV e ho visto con i miei occhi quello che è successo: poco dopo le 3.30 cellerini, polizia e carabinieri sono arrivati in forze, (almeno cinquanta tra furgoni e camionette, più di 500 persone, a occhi e nella concitazione del "momento", che è stato lunghissimo), hanno caricato e picchiato a sangue freddo, ragazzi e anziani. Uno stava dormendo, era avvolto nelle coperte e sdraiato per terra, un'altra, il tipo più imbelle che abbia mai conosciuto, con un collare medico al collo, colpita in fronte, sanguinante, un anziano, avrà avuto settant'anni, buttato per terra e picchiato.
Ci hanno chiusi nella baracca che la gente usava per scaldarsi, mi hanno tenuto lì quasi un'ora - la tensione era altissima e c'erano feriti - nonostante dicessi che ero giornalista. E' arrivato il sindaco di Venaus, ho chiesto ancora di uscire e mi hanno fatto andar via. Gli altri sono rimasti lì fino a stamattina alle sette, mi hanno detto che hanno ancora caricato. A parte TUTTE le altre considerazioni, che sono tante, dico solo una cosa: NON C'ERA BISOGNO DI PICCHIARE, NON C'ERANO FACINOROSI, NON "CI SONO STATI "SCONTRI", "TAFFERUGLI", MA UNA CARICA CON PESTAGGI,MANGANELLATE su persone che non opponevano resistenza fisica, ma tende, qualche fuoco per scaldarsi, stufe a legna.
In quelle ore lo Stato e la democrazia sono state una parola vuota.
Carlo Grande
6 Dicembre 2005